Utopia o realtà ? La LIBERTA' di espressione va difesa ora, perchè domani sarà troppo tardi......e ce ne pentiremo.

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OUT: approfitto di questo spazio per porgere gli AUGURI al padrone di casa sempre sul pezzo. Ultimamente leggo molto
saltuariamente ma le qualità di certe persone rimangono indiscusse. Grazie per tutto. AUGURI
gianfri
 

Rifugio Brioschi.​

Posto a quota 2410 m. sulla Grigna Settentrionale​

da dove si possono ammirare paesaggi indescrivibili:​

tutta la pianura padana, l’arco alpino e i laghi lombardi in uno sguardo a 360°.​


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Mercoledì.
 
Uno studio recentemente pubblicato su Science, guidato da Kishalay De del Simons Foundation’s Flatiron Institute.

I ricercatori hanno osservato, con una precisione senza precedenti,
la scomparsa di M31-2014-DS1, una stella supergigante situata a 2,5 milioni di anni luce da noi, nella Galassia di Andromeda.

Un evento che, nel nostro peculiare vocabolario, potremmo definire una perfetta “bancarotta silenziosa”.

M31-2014-DS1 non era una stella qualunque.
Si trattava di una supergigante luminosa, priva del suo involucro di idrogeno primario, con una massa considerevole.
Fino a un decennio fa, brillava maestosa nei registri dei nostri telescopi.
Poi, i bilanci energetici sono crollati.
I dati incrociati di telescopi spaziali e terrestri (come il NEOWISE della NASA e l’Hubble Space Telescope)
hanno tracciato una parabola di declino inequivocabile:

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Una stella si regge su un delicato equilibrio fra forze:
la gravità spinge costantemente verso l’interno,
ma la fusione nucleare nel nucleo genera una pressione verso l’esterno che sostiene l’intera struttura.

Quando il “carburante” nucleare si esaurisce, viene a mancare lo stimolo interno.
La gravità, spietata e inesorabile, prende il sopravvento.

Normalmente, il nucleo collassa in una stella di neutroni,
emettendo un’onda d’urto di neutrini così potente da espellere gli strati esterni.

È la supernova.

Tuttavia, i modelli teorici prevedono che, se questo shock è troppo debole per superare la forza di gravità, si verifica una “supernova fallita”.

Il materiale stellare ricade verso l’interno (fallback),
accrescendo il nucleo fino a farlo collassare definitivamente in un buco nero di massa stellare.

Nessuno sfoggio di luce, ma una rapida e definitiva implosione della stella stellari.

All’interno della stella, le forti differenze di temperatura creano correnti convettive,
movimenti circolari di gas tra il nucleo rovente e gli strati esterni più freddi.

Quando il nucleo cede, questo gas esterno possiede ancora un momento angolare.

Invece di precipitare in linea retta nel neonato buco nero,
il materiale inizia a vorticare attorno ad esso, formando un disco di accrescimento.
 
Questo vortice rallenta enormemente la caduta.

Mentre il materiale viene spinto verso l’esterno, si raffredda,
formando polvere che oscura la luce visibile e riemette energia sotto forma di fioco bagliore infrarosso.

La stella non sparisce in un giorno, ma impiega decenni per essere assorbita,
garantendo al buco nero un pasto lento e costante.

L’Universo ci dimostra che non serve necessariamente un’esplosione per fare la storia galattica.

A volte, le forze più potenti sono quelle che operano nell’ombra,
risucchiando inesorabilmente la materia e lasciando dietro di sé solo un freddo,
ma efficientissimo, buco nero.
 

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