le minusvalenze vanno lasciate, non scherziamo
il povero cristo che ha investito in parmalat eccc....
teoricamente potresti avere ragione, ma esclusivamente sul fatto che come scrivevo in un post precedente non abbiamo servizi di contrasto, vedi consob e banca d'italia.
praticamente invece hai torto, dal mio punto di vista questa non è una partita di calcetto che chi perde paga pizza e birra. è un altro sport chi perde può perdere tutto bisogna metterselo in testa, legare i propri destini finanziari a una società industriale o finanziaria è esattamente questo
capitale di rischio , concetto semplicissimo, il problema è che tutti sono spinti dall'avidità, accettandone le facili illusioni senza volerne pagare il prezzo.
il "povero" che ha messo i risparmi di una vita in Parmalat o simili rientra purtroppo nella carne da macello che il legislatore si rifiuta, per convenienza di classe o per incapacità tecnica, di difendere come invece ruolo imporrebbe
altra riforma che o in mente è la limitazione per deposito di investimento percentuale su singolo titolo / settore / nazione
qui sarebbe d'obbligo scaglionamento in base alle proprie disponibilità
es sotto 10mila euro libera scelta
da 10 a 20 almeno tre titoli o tipologie
da 20 a 50 almeno cinque o
oltre 50 almeno dieci o
così il "sempliciotto" nel senso di disinformato al massimo perderà il 10-20% del capitale e potrà continuare a vivere la stessa vita di prima senza sconvolgimenti drammatici
per i neofiti lo vorrei d'obbligo
poi c'è quello che magari da tre o meglio cinque anni vanta investimenti positivi e buona conoscenza dei mercati perché ci ha studiato sopra e allora si può prevedere di togliere qualsivoglia limitazione
ma qui il discorso si farebbe troppo lungo perché si innesta con altre riforme
possibili e doverose che ho in mente nello stesso settore e non finirei più.
oltretutto siamo nel campo delle ipotesi fantastiche quindi inutili