Oggi ad un mercatino di parrocchia ho adocchiato questo
Tecnicamente si tratta di un monotipo, cioè i colori vengono dati a mano sulla lastra e poi stampati al torchio (infatti si vede il segno della lastra). Quindi esemplare unico, nel senso che possono essercene altri di simili, magari pressappoco, ma mai uguali. La firma mi sembrava Sormani, di cui conservo tre acquetinte comprate all'asta, e ora a casa, confrontando sia lo stile che la firma (ma aveva firme diverse) mi sono convinto che si tratti di lui. Inoltre, la cornice è vecchiotta, dal retro pare anni '50 , pure il passepartout sembra invecchiato - più della stampa - anche in relazione alla povertà del materiale, come appunto al tempo. La carta ha fioriture ma appare di solida qualità e assimilabile all'epoca.
Oggi i monotipi non hanno un enorme mercato, ma pagato dieci mi sta comunque bene, più di cento non vale, ma ha un suo perché.
Confrontando con altre opere, dai colori forti caldi e pastosi direi proprio che è lui, anche se solo una delle firme visibili è molto simile a questa
poi la pappardella ...
Alla riscoperta di GIAN LUCIANO SORMANI (Legnago 1867 - Venezia 1938). Presumibilmente abbandona Legnago in giovane età, in quanto da adolescente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia; e allievo di Pompeo Molmenti (1819-1894) e Luigi Nono (1850-1918). Inizialmente lavora in uno studio d'arte a Ca Pesaro. Si ha notizia di una sua prima partecipazione ad una manifestazione nazionale nel 1896, quando espone alla mostra organizzata dalla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. Nel 1897 partecipa a
Milano alla Esposizione Nazionale promossa dall’Accademia Belle Arti di Brera dove tornerà nel 1922 nella
edizione promossa congiuntamente con la Permanente. Poi
la sua ammissione alle mostre veneziane sarà quasi una costante: alle Esposizioni Internazionali d'Arte Citta di Venezia, più comunemente conosciute come Biennali Internazionali sarà presente nel 1897, 1899, 1907, 1914, 1922, 1924. Nel 1935 in occasione della Mostra per i 40 anni della manifestazione stessa viene invitato ad esporre quattro opere. Alle mostre di Cà Pesaro, Opera Bevilacqua La Masa esporrà nel 1908 (sia nella edizione di luglio che quella di settembre), nel 1909, 1912, 1925, 1937, 1938. Nel 1908 tiene una sua personale a Cà Pesaro a Venezia. Nell’aprile 1913 si inaugura la Prima Mostra d’Arte Veneta a Venezia e Sormani è tra gli artefici di questa mostra che ospita 45 artisti con 139 opere esposte; Sormani farà parte del comitato di selezione, sarà l’autore del manifesto della mostra e delle cartoline promozionali, nonché espositore. Si presenterà con tre oli e due litografie. Nel 1917 è presente alla Esposizione degli Artisti delle Tre Venezie che si tiene a Milano alla Galleria Pesaro, in quanto Venezia è troppo vicina al fronte della guerra, con Donnetta veneziana; sono presenti circa settanta dei più noti artisti del Triveneto.
Nel 1920 si apre a Vicenza in una unica edizione l’Esposizione Nazionale d’Arte e Sormani espone tre opere a tempera. Nel 1921 partecipa alla 1° Mostra Regionale d’Arte di Treviso. Nel 1923 invia una sua opera a Roma alla Esposizione Nazionale di Belle Arti, Biennale Romana. Nel 1926 è presente alla Esposizione d’Arte delle Tre Venezie a Padova. Oltre alla sua assidua presenza a mostre collettive in Italia, Sormani invierà spesso opere ad esposizioni
all’estero, per questo motivo frequentemente sono apparse presso case d’asta sia in Europa che in Nord America. Nel dicembre del 1926, a Venezia, inaugura una sua importante personale, con il giovane pittore veneziano Carlo Dalla Zorza (1903-1977). Sormani Gian Luciano “Si dedica in un primo tempo alla figura umana, concentrandosi prevalentemente sul paesaggio dopo il 1918. Sulla scorta della lezione di Nono, ritrae con una pittura di tocco la Venezia minore delle calli e dei canali,
squarci di laguna e imbarcazioni" (Elisa Prete). Accanto alla sua attività di pittore, Sormani è anche insegnante, dapprima all’Istituto d’Arte di Napoli, poi all’Accademia di Urbino e dal 1912 diventa titolare della Cattedra di Decorazione e Illustrazione della Scuola d’Arte di Venezia. Ritornerà ad insegnare a Urbino nel 1928 e quindi rientrerà a Venezia qualche anno dopo.
Oltre alla pittura ad olio e di paesaggio “Si dedica con continuità anche all’incisione e al settore pubblicitario;…
si interessa all’uso di tecniche diverse… tempera, acquerello, incisione, litografia, xilografia." (Elisa Prete). Suo il manifesto per Le Assicurazioni Generali di Venezia del 1909, conservato alla Fondazione Salce, Museo di Treviso.