Affari e scoperte: mercatini, negozi, aste, eredità ...

Restano, degli acquisti di dimenica 1/3/26, le tre opere più piccole, prese per lo stesso motivo per cui un piccione becca i grani di miglio offertigli.

Tedeschi Nereo auguri 1966.jpg


L'incisione senza bordi di Nereo Tedeschi che è stato un artista italiano nato a Verona nel 1923 ed è assai conosciuto a Verona, fu incollata su cartoncino e su questo furono scritti auguri in penna a sfera da parte dell'autore (e moglie). Quasi superflua, quindi, l'annotazione "originale di NT" a matita. Inciso 15,5 cm. di h.

Tedeschi Nereo.jpg


Più piccola ancora (base cm 14) l'acf acqt rappresentante animale che non vorrei riconoscere .... Sempre di Nereo Tedeschi, firma e p.d.a., firma anche dietro a matita, è in passepartout con sul retro la scritta Vivissimi auguri Liliana e Nereo Tedeschi 1961, e grafia eguale alla precedente.
quindi dell'autore.

Ultima nella rassegna la Venezia, canale a fianco di S. Giovanni e Paolo, piccola ((14x10) acf non firmata di discreta qualità, tanto da potersi forse attribuire a Virgilio Tramontin, piccolo doge della grafica veneziana di fine 900.

Venezia ... tramonti ....jpg
 
Ci dev'essere un nome specifico per questa malattia. Deformazione critico possessionale? Sindrome figuromaniacale? Fatto sta che appena soddisfatto il mio gusto per l'affare, ecco sorgere l'istinto pionieristico.
Perché non sono solo i paesaggi innevati che mi seducono come pin-up deprivate del decoro del costume. No. Ci sono anche le vedute con chiese ortodosse, o comunque atmosfere della Sacra Russia. E così oggi ho voluto/dovuto curiosare nel quarto compravendo, quello dei tunisini dove si rischia il collo se per caso un giorno le cataste di oggettume in equilibrio dovessero cedere rovinosamente.
Breve, mi incuriosisce un quadretto con assurda cornice, quello postato qui sotto. Mi ordino mentalmente di pormi un limite ridicolo, cinque euro. E quello chiedono.
Come ho commentato spesso: lo sventurato rispose.
Tavoletta (legno o cartone) cm 23x29, olio, cornice in legno quasi "masticato". Dietro scritte in russo o simile lingua. Fascino di altre vite e forse altra vita. La mia.

RUSSO.jpg

RUSSO scritta.jpg

RUSSO scritta bassa.jpg


Ahimè, solo la data è certa: 7 agosto (con la neve!) 1992. Per il resto, in giro ormai ci sono abbastanza ucraini, e loro leggono eventualmente anche il russo e, credo, il bulgaro. Per il momento, però, non ne ho uno/a a disposizione, perciò se qualcuno ne è, per così dire, provvisto, un gentile contributo di traduzione sarà certamente gradito.
Iintanto, quello che io intendo è Mariupol', prima della data, e purtroppo i tristi fatti recenti ci hanno fatto conoscere l'esistenza di questa città. Proverò a capirne di più.
PS la terza parola in alto appare cancellata nel mezzo da strappo.
Ma quella a destra, prima foto, potrebbe essere la dedica, con città (Mariupol') e data del dono - se non della creazione. . Nella seconda credo autore e titolo. L'autore potrebbe essere un certo V. Lensy o Leksu o simile, o Lenkuyu (pigro, di cognome :) ) ma voglio dormirci su. Il titolo: Zagvorkù potrebbe indicare una prigione , ma magari solo un recinto ...
In alto: na namer (?)... potrebbe significare "in occasione di"
 
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Ci dev'essere un nome specifico per questa malattia. Deformazione critico possessionale? Sindrome figuromaniacale? Fatto sta che appena soddisfatto il mio gusto per l'affare, ecco sorgere l'istinto pionieristico.
Perché non sono solo i paesaggi innevati che mi seducono come pin-up deprivate del decoro del costume. No. Ci sono anche le vedute con chiese ortodosse, o comunque atmosfere della Sacra Russia. E così oggi ho voluto/dovuto curiosare nel quarto compravendo, quello dei tunisini dove si rischia il collo se per caso un giorno le cataste di oggettume in equilibrio dovessero cedere rovinosamente.
Breve, mi incuriosisce un quadretto con assurda cornice, quello postato qui sotto. Mi ordino mentalmente di pormi un limite ridicolo, cinque euro. E quello chiedono.
Come ho commentato spesso: lo sventurato rispose.
Tavoletta (legno o cartone) cm 23x29, olio, cornice in legno quasi "masticato". Dietro scritte in russo o simile lingua. Fascino di altre vite e forse altra vita. La mia.

Vedi l'allegato 778954
Vedi l'allegato 778956
Vedi l'allegato 778957

Ahimè, solo la data è certa: 7 agosto (con la neve!) 1992. Per il resto, in giro ormai ci sono abbastanza ucraini, e loro leggono eventualmente anche il russo e, credo, il bulgaro. Per il momento, però, non ne ho uno/a a disposizione, perciò se qualcuno ne è, per così dire, provvisto, un gentile contributo di traduzione sarà certamente gradito.
Iintanto, quello che io intendo è Mariupol', prima della data, e purtroppo i tristi fatti recenti ci hanno fatto conoscere l'esistenza di questa città. Proverò a capirne di più.
PS la terza parola in alto appare cancellata nel mezzo da strappo.
Ma quella a destra, prima foto, potrebbe essere la dedica, con città (Mariupol') e data del dono - se non della creazione. . Nella seconda credo autore e titolo. L'autore potrebbe essere un certo V. Lensy o Leksu o simile, o Lenkuyu (pigro, di cognome :) ) ma voglio dormirci su. Il titolo: Zagvorkù potrebbe indicare una prigione , ma magari solo un recinto ...
In alto: na namer (?)... potrebbe significare "in occasione di"
Sempre da google lens, che per le traduzioni di cinese e giapponese non funziona ma con il cirillico va meglio:

1770160777089.png
 
Ovviamente la cosa più complicata è trovare chi sia V. Leksin anche perchè lì la traduzione, non essendo il cognome nome proprio di cosa, può fallire. Facendo invece una ricerca mirata sull'immagine della firma si atterra a Anatoly Nikitovich Janev (sempre con google lens->traduci) che però mi pare abbia un firma del tutto diversa.
 
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Ricerca molto interessante per le implicazioni storico-politiche, va a finire che stanotte non mi fai dormire :)
Deve essere copia di altro soggetto. Questo è il dipinto 'iniziale' di Petro Levchenko (1859-1917):

1770162061982.png
 

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    1770161784286.png
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Caro FrecciaRossa,
non sai quanto mi senta felice ed onorato per l'attenzione che dimostri di riservare a queste piccole "scoperte", che però hanno sempre in sé i riflessi di grandi cuori. Già ieri sera ho letto quanto hai scritto, ma non avevo più l'energia per risponderti nel modo che meriti (anche il quadretto mi ha detto di ringraziarti).
Il lavoro d'équipe, in antroposofia, è considerato il modus agendi del nostro futuro, spirituale e materiale. E questo forum, nel suo piccolissimo, mostra quali risultati si possano raggiungere con queste modalità.
Neanch'io sono forse apparso sprovveduto :) . Il lavoro di decifrazione so di averlo in qualche modo portato avanti, ma competere con la AI (e con chi la sa maneggiare) per ora è quasi impossibile. Pensa che nemmeno avevo cercato l'immagine con Lens, come dire che la fiducia a 359 gradi non basta, occorre mettercene + 1 e fare il pieno.

Quanto al quadretto, di cui possiamo immaginare la storia, forse triste (tipo: abbandonato di necessità in un appartamento da un profugo o da una badante, avendo trovato una sistemazione migliore in altro paese ...), beh, è noto che la copia di un buon quadro ruba pure a quest'ultimo qualche oncia di bellezza e splendore, persino se eseguita male - e non è questo il caso.

Sono quindi debitore ai partecipanti del forum per il senso di comunità, e anche, ovviamente, per le amorevoli ricerche. Sempre dell'olietto, vorrei ricordare che l'arte orientale ortodossa, cioè "le icone", da sempre esegue copie, con piccole variazioni, dei lavori classici dei maestri, non per questo sentendosi diminuita. In questa concezione dell'arte, caratterizzata da quasi immobilità esteriore e intensa mobilità interiore, una copia di quadro importante non è un semplice lavoro artigianale, ma davvero un'opera d'arte nel solco della tradizione. Almeno così immagino anche fuori del mondo delle icone.

Perciò, se prima mi vergognavo un poco per il venir attratto dal soggetto (avevo pure notato alcune piccole debolezze nell'olietto, perciò ben poche illusioni avevo sin dall'inizio - forse troppo poche) ora mi sento rinfrancato. E penso che questo angolo digitale produca cultura in un modo originale e pionieristico. Grazie.
 
Caro FrecciaRossa,
non sai quanto mi senta felice ed onorato per l'attenzione che dimostri di riservare a queste piccole "scoperte", che però hanno sempre in sé i riflessi di grandi cuori. Già ieri sera ho letto quanto hai scritto, ma non avevo più l'energia per risponderti nel modo che meriti (anche il quadretto mi ha detto di ringraziarti).
Il lavoro d'équipe, in antroposofia, è considerato il modus agendi del nostro futuro, spirituale e materiale. E questo forum, nel suo piccolissimo, mostra quali risultati si possano raggiungere con queste modalità.
Neanch'io sono forse apparso sprovveduto :) . Il lavoro di decifrazione so di averlo in qualche modo portato avanti, ma competere con la AI (e con chi la sa maneggiare) per ora è quasi impossibile. Pensa che nemmeno avevo cercato l'immagine con Lens, come dire che la fiducia a 359 gradi non basta, occorre mettercene + 1 e fare il pieno.

Quanto al quadretto, di cui possiamo immaginare la storia, forse triste (tipo: abbandonato di necessità in un appartamento da un profugo o da una badante, avendo trovato una sistemazione migliore in altro paese ...), beh, è noto che la copia di un buon quadro ruba pure a quest'ultimo qualche oncia di bellezza e splendore, persino se eseguita male - e non è questo il caso.

Sono quindi debitore ai partecipanti del forum per il senso di comunità, e anche, ovviamente, per le amorevoli ricerche. Sempre dell'olietto, vorrei ricordare che l'arte orientale ortodossa, cioè "le icone", da sempre esegue copie, con piccole variazioni, dei lavori classici dei maestri, non per questo sentendosi diminuita. In questa concezione dell'arte, caratterizzata da quasi immobilità esteriore e intensa mobilità interiore, una copia di quadro importante non è un semplice lavoro artigianale, ma davvero un'opera d'arte nel solco della tradizione. Almeno così immagino anche fuori del mondo delle icone.

Perciò, se prima mi vergognavo un poco per il venir attratto dal soggetto (avevo pure notato alcune piccole debolezze nell'olietto, perciò ben poche illusioni avevo sin dall'inizio - forse troppo poche) ora mi sento rinfrancato. E penso che questo angolo digitale produca cultura in un modo originale e pionieristico. Grazie.
Apprezzo che ... apprezzi. Se un'opera porta lontano nel tempo e nello spazio per me la relativa ricerca viene prima di tutto Nelle risposte avevo solo dimenticato di dire che l'olio mi pare di buona mano. Sarà una copia ma bisognerà pure saperla fare. Non ho nessun merito dato che mi sono solo appoggiato agli strumenti informatici, la traduzione è un'opzione che google lens praticamente da sempre.
Devi solo decidere se fermarti con la ricerca di piccoli tesori in giro, ma visti i risultati io al posto tuo continuerei senza problemi!
 

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