L’ingegnere De Benedetti telefona in diretta alla 7, che aveva rivelato la visita del vice-presidente del Consiglio Delrio a casa sua, e spiega: io ho 80 anni, non sono mica un imprenditore come gli altri, ho relazioni all’estero che non ha nessuno, vengono in molti da me per consigli o per scambio di idee.
E in effetti l’Ingegnere non è un imprenditore come gli altri. Gli altri hanno lasciato dietro di sé qualcosa, lui no. Bombassei ha fatto la Brembo, Ferrari ha fatto la Ferrari, Ferrero ha fatto il cioccolato, I Pirelli hanno fatto la Pirelli, gli Agnelli la Fiat, Armani ha fatto Armani, Gismondi ha fatto Artemide, Borghi la Ignis, i Loro Piana il cachemire, Renzo Rosso ha fatto Diesel.
E lui? Niente. Anzi, si potrebbe dire che ha avuto (perché le ha comprate) anche aziende importanti (come la Olivetti), ma che invece di farle crescere le ha fatte quasi sparire. Ma non sarebbe giusto: la fine della Olivetti non è stata tutta colpa sua.
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Pochi, comunque, sono riusciti a rifilare quasi due miliardi di debiti alle banche. Era partito per fare un grande business con l’energia (Sorgenia). A un certo punto ha passato tutto il gruppo Cir (Sorgenia compresa) ai figli.
E mentre lui intratteneva rapporti internazionali che nessuno ha e mentre dava consigli ai presidenti del Consiglio vari e ai ministri, Sorgenia metteva insieme quasi due miliardi di euro di debiti, con nessuna prospettiva di reddito.
MONICA MONDARDINI
Da qui la decisione di uscire e lasciare tutto sulle spalle delle banche che incautamente avevano finanziato la società. Qualche consiglio agli amministratori della Cir, che sta proprio sotto il suo salotto, due piani più in basso, no? E che sono sostanzialmente suo figlio Rodolfo e Monica Mondardini, da lui personalmente selezionata? Troppo orgogliosi per chiedergli un parere?
E’ vero, non è un imprenditore come gli altri. E’ giusto che i potenti vadano da lui a chiedere consiglio, anche perché non ha niente da fare non avendo costruito niente in mezzo secolo di attività imprenditoriale.
