doncraudio
intellettuale stronzissimo
Il sesso orale dovrebbe essere reciproco. Altri comandamenti sul sesso orale, se lo state ricevendo: non spingete mai in basso la testa di nessuno. Non usate mai le orecchie come uno sterzo.
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DEPEDIS AMMAZZATOQuattrini che intascava e altri che consegnava al numero uno dello Ior per conto di De Pedis. \"Renato mi dava borsoni di soldi per Marcinkus. Metteva sempre tutti i soldi nelle borse Louis Vuitton. Era fissato più di una donnina tutta fashion con le Vuitton. E io andavo da Marcinkus a presentargli un\'amica e a portargli il borsone. Ma glielo svuotavo, sai? Mica sono scema. Gli lasciavo i soldi, ma la borsa me la tenevo. Pensa a quant\'ero piccola e scema. Invece di prendermi una manciata di soldi, che nessuno se ne sarebbe accorto tanti erano, mi prendevo il borsone firmato\". A che servivano tutti quei soldi?\"A farne altri...\".
ANTONIO DE POLI
ANTONIO DE POLI
boschi a casini hai una pistola in tasca o sei felice di vedermi
FRANCESCO VIOLI
la lettera di Romano Mussolini da Oggi Quella lettera, che Oggi pubblica in esclusiva, porta una firma che lascia pochi dubbi: Romano Mussolini, il figlio del duce morto cinque anni fa, già marito di Maria Scicolone e padre di Alessandra Mussolini.
Maria Jose La lettera di Romano è datata primo luglio 1971 ed è indirizzata ad Antonio Terzi, grande giornalista (direttore di Gente e Domenica del Corriere, vicedirettore del Corriere della sera) e scrittore (La fuga delle api), scomparso nel 2001: «Carissimo Terzi, (...) posso in perfetta buona fede confermare che (...) effettivamente spesso in casa nostra si è parlato dei rapporti sia politici e sia sentimentali tra Maria José e mio Padre, e ti posso dire con sincerità che mia madre a tale proposito è stata sempre (anche se coi logici riserbi) assai esplicita: tra mio Padre e l'allora Principessa di Piemonte v'è stato un breve periodo di relazione sentimentale intima, poi credo sicuramente interrotta per volontà di mio Padre».
Maria Jose «Non posso aggiungere altro», ci dice Giovanni Terzi, figlio di Antonio, già assessore della giunta Moratti a Milano e autore del libro Vorrei assomigliare a mio padre (ed. Ares). «Io allora ero piccolo: ho trovato quella lettera, che consegno a Oggi, nell'archivio di papà».
umbertoII maria jose La Scicolone, sorella di Sofia Loren, è una persona molto attenta, riflessiva, rigorosa perfino nell'uso delle parole: «Mi faccia vedere l'originale», ci ha detto al telefono, «conosco perfettamente la grafia di Romano e mi sembra impossibile che una persona riservata come lui possa aver scritto una cosa del genere».
maria jose2Ma, una volta avuta la lettera e dopo una notte insonne, sincera e trasparente («Come voleva donna Rachele, sulla quale, dopo il successo della fiction con mia sorella La mia casa è piena di specchi, tratta da un mio libro, ora ho un grande progetto») ha confermato: «Sì, non c'è dubbio, quella lettera di Romano è autentica. La grafia è sua, suo il modo di scrivere, soprattutto solo lui poteva avere quei ricordi. Che non sono assolutamente corrotti, perché Romano su certi argomenti era uomo sincero, anche a costo di essere crudele con se stesso e con chi amava. Mi costa fatica parlarne, ma posso solo rispondere che tutto quello che c'è scritto nella lettera del mio ex marito è vero».
maria jose «Mia suocera», dice Maria, «dava per scontato quel flirt tra Benito e Maria José, che al tempo non era ancora regina ma principessa di Piemonte, in quanto moglie del principe ereditario Umberto. Ne parlava in maniera serena, senza farsi impressionare dal titolo, dal nome, dai Savoia. Per lei era solo una donna, un'amante come un'altra del marito. Ne parlò con me e con la sua amica, la signora De Salvo, che era sempre con noi fin dal nostro primo incontro nel 1958.
Maria Jose Spesso veniva a trovarci anche Anita Pensotti, la giornalista di Oggi che è stata l'unica biografa di Rachele. Anita sapeva ascoltarla e Rachele le apriva i propri ricordi.
mussolini 006 romano LA FACEVA SORVEGLIARE DALLA POLIZIA - Durante i suoi viaggi all'estero Maria José frequentava antifascisti. Mussolini la considerò pericolosa e la fece sorvegliare dal capo della polizia Arturo Bocchini. Il disprezzo del duce era tale che vietò perfino ai giornali di chiamare Umberto e Maria José «principi ereditari»: con una velina ordinò di definirli soltanto «principi di Piemonte».
Tomba del Duce Taglia corto, invece, Emanuele Filiberto: «È vero, all'inizio a mia nonna il duce piaceva. Allora Mussolini faceva cose buone: l'Italia funzionava, c'era anche un minimo di benessere.
claretta petacci
Maria Jose«Maria José si sdraiava qui vicino a me, le [nostre] gambe quasi si toccavano ed era seminuda. Io ero così come sto con te... Bastiano [il guardiano della spiaggia di Castelporziano] mi disse: "C'è Maria di Savoia che chiede se può venire giù da lei". "Ma sì venga pure". Stavo seminudo, mi affrettai a coprirmi e m'infilai quei calzoni lì, di spugna. Lei arriva, mi dice: "Disturbo forse?" "Ma no altezza, fate pure..." Con un gesto fa cadere il vestito e... Era quasi nuda, un paio di mutandine cortissime e due piccoli strati sul seno. Rimasi meravigliato. Naturalmente non lo davo a vedere, pensai: "Mah, è un po' nuda".
Claretta Petacci, amante del Duce Mussolini - in costume al mare Mussolini con Claretta afferma di avere ricevuto avances sessuali da parte di Maria José nell'estate '37, ma di averle resistito. Vista la gelosia della Petacci, non potrebbe dirle altrimenti anche se non fosse vero.
claretta petacciContinua Mussolini: «In me non si mosse nulla, non ho avuto il minimo impulso fisico. Eppure qualsiasi donna fosse venuta qui e si fosse messa in quelle condizioni di nudità, l'avrei presa. Non è brutta, ha un bel corpo fatto bene, sottile. È bruttina di viso, e certe fette: che piedi, vedessi. Poi quei capelli biondi crespi, un po' antipatici. Comunque, fosse stata anche più brutta di lei, che non è brutta, io l'avrei presa. Lei no. Come sarà? È legnosa, non attrae. [...] Stava in tale modo che a volte si vedeva anche il pelo. L'indomani era ancora qui nuda, più succinta.Aveva un fazzoletto verde in testa e gli occhiali neri, il seno quasi libero. Entrò, si sdraiò subito lunga...