Alla cortese attenzione di Tashtego

Perché quel giorno lui aspettava una ragazza che l'aveva folgorato. Il suo nome era Maud Gonne. Attivista per l'indipendenza irlandese, femminista e pasionaria, quel pomeriggio sta recandosi a casa degli Yeats per perorare le sue cause. Non passerà un mese, e quel giovane poeta la chiederà in sposa. Lei rifiuta. Lui le dedica dei versi. Passano quasi due anni. Lui la chiede ancora in sposa. Lei lo respinge ancora. Lui scrive un'altra poesia. Nel corso di un ventennio, la scena si ripeterà a lungo e lui arriverà a chiederla in sposa almeno sette volte (con altrettanti rifiuti, e altrettante poesie), sino poi a chiedere la mano, apice di un'ossessione lunga il tempo di una vita, persino di sua figlia. Che ovviamente lo rifiuta. E Yeats ovviamente ci scrive su una poesia. Ora, noi siamo stati fortunati perché le amare poesie che Yeats dedica a Maud Gonne sono tra i versi d'amore più belli che mai siano stati pensati; ma possiamo chiederci: perché lei non voleva? Perché - diceva - lei amava gli uomini d'azione. Yeats si perdeva in chiacchiere, aveva la testa tra le nuvole, parlava di folletti. Invece lei cercava qualcuno che si battesse per l'Irlanda. E infatti sposerà il maggiore McBride, eroe della Rivolta di Pasqua.
 
CKVUruhWUAAJl3c.jpg:large
 
La vicenda “incresciosa” è accaduta a Firenze nel 2008. In un’auto parcheggiata fuori dalla Fortezza da Basso, dove una ragazza ebbe un rapporto sessuale di gruppo al termine di una festa. Gli imputati, tutti italiani, avevano fra i 20 e i 25 anni. La ragazza 23. I giudici d’Appello adesso scrivono che il suo comportamento fa “supporre che, se anche non sobria” fosse comunque “presente a se stessa“. Inoltre “molte sono le contraddizioni” nel suo racconto: la sua versione è ritenuta “vacillante” e smentita “clamorosamente” dai riscontri.
Pubblicità

Riferendosi al rapporto, la Corte parla di una “iniziativa di gruppo comunque non ostacolata”. I giudici ritengono poi che i ragazzi possano aver “mal interpretato” la disponibilità della ragazza, me che poi non vi sia stata “alcuna cesura apprezzabile tra il precedente consenso e il presunto dissenso della ragazza, che era poi rimasta ‘in balia’ del gruppo”.
Il difensore della 23enne, l’avvocato Lisa Parrini, bolla quella della Corte come “una motivazione densa di giudizi morali“. Il legale fa riferimento anche alla definizione “vita non lineare” data dai giudici a quella della ragazza, solo perché, spiega Parrini, “ha avuto due rapporti occasionali, un rapporto di convivenza e uno omosessuale”.
“In una motivazione di sole quattro pagine – conclude l’avvocato – si sostiene che con il suo comportamento ha dato modo ai ragazzi di pensare che fosse consenziente”. In un passaggio i giudici definiscono la ragazza “un soggetto fragile, ma al tempo stesso creativo, disinibito, in grado di gestire la propria (bi)sessualità, di avere rapporti fisici occasionali di cui nel contempo non era convinta”.
 
Con un solo gol Ghiggia uccise un sacco di persone: furono certificate 56 morti per infarto e 34 suicidi (almeno questi i dati ufficiali, le leggende parlano di gente che si buttò direttamente dagli spalti a fine partita); fu anche aggredito e dovette tornare in patria in stampelle.

In seguito fu acquistato dalla Roma, della quale fu anche capitano (finché non perse la fascia dopo che lo beccarono in camporella a scopare con una quattordicenne, che rimase poi incinta) e poi nel Milan; naturalizzato italiano (anche se in realtà era di origini svizzere), giocò anche nella nostra Nazionale, contribuendo all'unico caso di non-qualificazione-ai-mondiali nella storia degli Azzurri, quella di Svezia '58.
 
Un fisco ostile all'attività d'impresa, da riformare in fretta. Questione nota da tempo, e che tuttavia acquista ancor più rilevanza all'inizio di un anno, il 2014, cui è affidata la chance di avviare finalmente un percorso virtuoso di crescita, da sostenere con atti concreti in direzione della riduzione della pressione fiscale. È il Centro studi di Confindustria a confermare, con una dettagliata analisi, che il carico fiscale effettivo sui redditi d'impresa e sul lavoro ha raggiunto livelli elevatissimi, ben oltre il rapporto diretto tra l'incidenza del gettito fiscale e contributivo sul Pil. In sostanza, il dato ufficiale sulla pressione fiscale (che è attualmente nei dintorni del 44%) fotograva solo in parte l'effettivo peso di tasse e contributi sull'economia. Se si utilizza il parametro dell'aliquota implicita, quale emerge dal rapporto tra il gettito fiscale e la relativa base imponibile, ecco che il quadro cambia e non di poco. La tassazione dei redditi d'impresa da noi è superiore sia alla media dell'eurozona che a quella dell'intera Unione europea: l'onere che grava sui profitti nel 2011 è stato pari al 2,8% del Pil, contro il 2,5% dell'eurozona e il 2,6% della Ue a 27. Solo la Gran Bretagna, tra i quattro più importanti partner europei, è andata oltre, con il 3,1 per cento. L'aliquota implicita in Italia è del 24,8%, inferiore, tra i paesi euro, solo a Portogallo (36,1%), Francia e Cipro (26,9%).

È solo una parte del problema. Se si guarda all'incidenza complessiva del prelievo fiscale e contributivo sul lavoro, l'Italia si attesta al secondo posto nella classifica europea, con il 42,3% (il Belgio è al 42,8%). La Francia è al 38,6%, la Germania al 37,1 per cento. Da metà degli anni Novanta - rileva il CsC - il livello dell'imposizione sul lavoro «si è innalzato in modo netto al di sopra di quello dei principali partner europei, aprendo così un divario sostanziale, in termini di costo del lavoro, che ha effetti negativi sulla competitività delle imprese».
Se poi l'attenzione si sposta sull'indicatore analizzato dalla Banca mondiale, il «Total tax rate», vale a dire l'ammontare complessivo delle imposte che grava sugli utili di impresa, il nostro paese si colloca in vetta alle classifiche mondiali: nel 2012 l'Italia ha raggiunto quota 65,8 per cento. È il sedicesimo livello più elevato al mondo, il più alto tra i più importanti paesi avanzati. La Francia è al 64,7%, la Spagna al 58,6%, la Germania al 49,4%, il Regno Unito al 34 per cento.
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto