Alla cortese attenzione di Tashtego

la prossima volta che vi trovate sotto la doccia accovacciatevi e fate pipì. Questo non vi farà solo sentire un po' ribelli, ma migliorerà anche la vostra vita sessuale.Il consiglio, ripreso anche da HuffPost UK, arriva da un articolo pubblicato su Goop - il sito di Gwineth Paltrow dedicato al benessere, all'alimentazione green e alla salute - che raccoglie un una serie di suggerimenti ed esercizi per tenere attivo il pavimento pelvico. Se infatti fare pipì accucciate nella doccia può migliorare davvero la qualità della vita sessuale, è perché l'azione stimola, rilassa e allena i muscoli di questa zona.
Il pavimento pelvico è un gruppo di muscoli che nelle donne si estende dal pube agli ischi, fino al coccige, e che, formando una specie di "amaca", sostiene l'uretra, la vagina, la vescica e l'intestino retto. Di primaria importanza per il controllo dello stimolo urinario e per il buon funzionamento dell'intestino, come si legge sull'articolo di Goop, un pavimento pelvico tonico migliora la qualità della performance sessuale e dell'orgasmo femminile, aiuta a stabilizzare le anche e il sistema linfatico.
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Avere un forte pavimento pelvico è quindi importante, ma questa è anche una zona in cui si accumulano facilmente molte tensioni, e questo è uno dei motivi per cui molte donne, sopratutto dopo la gravidanza o con l'avanzare dell'età, hanno problemi di incontinenza, dolori lombari, e scarsa sensibilità vaginale.
Come scrive Goop quando c'è una mancanza di connessione con la muscolatura addominale profonda il pavimento pelvico si blocca, si indebolisce e perde tono perché lì vengono trattenute ansia e problemi. Nelle tradizioni orientali, il pavimento pelvico è conosciuto come il primo chakra (Muladhara - radice) base dell'energia del corpo, che tende però a ospitare paure e preoccupazioni rispetto agli aspetti di primaria importanza nella nostra vita, come la famiglia, la salute, la sicurezza economica. Questa zona è dunque come un "contenitore di stress".
Per riuscire a rilassarla - e così liberarla dalle tensioni e lasciare che sovraintenda in maniera positiva a tutte le sue funzioni, da quella urinaria a quella sessuale - occorre riconnettersi (anche mentalmente) con questo gruppo di muscoli, e magari praticare una serie di esercizi per sbloccarli e tonificarli.
Cercare di contrarre e poi di rilassare il pavimento pelvico respirando è uno dei più semplici: inspirare rilassando ed espirare contraendo, ripetendolo dalle 5-10 volte (è inoltre un ottimo modo per aiutare a rilassarsi).
Anche fare la pipì nella doccia da accovacciate sembra quindi essere una utile, visto che la decontrazione dei muscoli è molto più efficace di quanto non avvenga sedute sul water. E considerando che non in tutti i luoghi sono disponibili i bagni, anche un'escursione nella natura o una camminata in montagna diventano buone occasioni.
 

La donna, oltre a un figlio di 25 anni, lascia una piccola di appena 6 anni avuta dall’attuale compagno e affidata ai nonni materni. «Non ce la faccio più a vivere così – aveva raccontato Brugè in lacrime al Carlino –. Mi sento male. Mi sento morire». E così purtroppo è stato. Lunedì notte Brugè è spirata in una casa vera, quella della madre. La donna, dopo aver perso l’abitazione perché non riusciva più a pagare l’affitto e senza un lavoro che potesse garantirle un guadagno anche minimo, aveva trovato riparo nella tenda acquistata per una manciata di euro al supermercato, nonostante il caldo torrido di questo periodo.

VERGOGNA!
 
Il Premio Nobel per la fisica Albert Einstein? Un marito spietato e traditore. Almeno secondo la biografia Einstein, la sua vita, il suo universo (Mondadori) di Walter Isaacson. Albert Einstein e Mileva Maric si conobbero nel 1898 mentre frequentavano entrambi il Politecnico Federale Svizzero. Lì nacque l' amore, che fu regolarizzato con matrimonio civile nel 1903.

Nel 1914, dopo tre figli (uno dei quali morto neonato, quando la coppia non era ancora sposata), Einstein e Maric entrarono in grave crisi. Il genio della fisica non era un uomo fedele, e tra le numerose relazioni extraconiugali ci fu anche quella con sua cugina Elsa (che diventerà la sua seconda moglie).
EINSTEIN SECONDA MOGLIE

A quell' epoca risale la lettera d'amore (in questo caso si fa per dire) che pubblichiamo qui accanto. Una serie di regole spietate, quasi disumane, imposte da Einstein alla moglie. Perché non si separarono? Per il solito motivo: il bene dei figli. Obbedienza, niente sesso, nessuna vita in comune se non nelle inevitabili ricorrenze sociali. La lista produsse però un solo effetto: pochi mesi dopo Mileva prese i figli e abbandonò il marito a Berlino. Il divorzio arrivò cinque anni dopo.

2 - «NON TI ASPETTARE ALCUNA INTIMITÀ E NON PROVARE A RIMPROVERARMI»
Lettera di Albert Enistein alla moglie Mileva Maric ripresa da "il Giornale"

Mileva, queste sono le mie condizioni:

albert einstein
A. Ti assicurerai che:
1. i miei vestiti e il mio bucato siano sempre tenuti in buon ordine.
2. che riceverò i miei tre pasti regolarmente e nella mia stanza.
3. che la mia stanza e il mio studio siano sempre puliti, e specialmente che il mio tavolo sia riservato al mio esclusivo utilizzo.

B. Rinuncerai a tutte le relazioni personali con me, a meno che non siano strettamente necessarie per ragioni di etichetta e di vita sociale. In particolare ti asterrai:
1. dal sederti accanto a me in casa;
2. dall' uscire o viaggiare con me.

C. Ti atterrai ai seguenti punti per regolare le relazioni personali con me:
Alberto Einstein
1. Non ti aspetterai alcuna intimità da me, e non mi rimprovererai in alcun modo per questa mancanza.
2. Smetterai di parlare, se io ne farà richiesta;
3. Lascerai immediatamente la mia stanza da letto o il mio studio, senza protestare, quando io ne farò richiesta.


 
La donna, oltre a un figlio di 25 anni, lascia una piccola di appena 6 anni avuta dall’attuale compagno e affidata ai nonni materni. «Non ce la faccio più a vivere così – aveva raccontato Brugè in lacrime al Carlino –. Mi sento male. Mi sento morire». E così purtroppo è stato. Lunedì notte Brugè è spirata in una casa vera, quella della madre. La donna, dopo aver perso l’abitazione perché non riusciva più a pagare l’affitto e senza un lavoro che potesse garantirle un guadagno anche minimo, aveva trovato riparo nella tenda acquistata per una manciata di euro al supermercato, nonostante il caldo torrido di questo periodo.

VERGOGNA!

Invece della tenda avrebbe dovuto comprarsi un canotto e buttarsi nell'Adriatico. A quest' ora sarebbe una signora normopeso in buona salute confortevolmente alloggiata in hotel a 3 stelle con 3 pasti al giorno e menù da concordarsi direttamente col prefetto.
 

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