Alla cortese attenzione di Tashtego

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Nata a Cracovia da Robert e Marta Radwanski, Agnieszka ha iniziato a giocare a tennis all'età di quattro dopo che suo padre l'ha introdotta allo sport. La sorella minore, Urszula, è anche lei una giocatrice di tennis. Radwanska ha nominato Pete Sampras e Martina Hingis come sue ispirazioni. Nel 2009, Radwanska è diventata ambasciatrice WTA per Habitat for Humanity. Ha studiato anche il turismo presso le università di Cracovia.
Radwanska è praticante cattolica, e ha preso parte alla campagna cattolica polacca "Nie wstydzę się Jezusa!" ("Io non mi vergogno di Gesù!"). Ha pubblicato un video per la campagna in cui ha esortato i suoi fan a "non vergognarsi di credere" e ha personalizzato le sue palle da tennis in modo che i giocatori avrebbero letto "Jezus" ("Gesù"). Nell'estate del 2013, fu squalificata da questa campagna dopo aver posato nuda per la rivista ESPN The Body Issue. Secondo Forbes nel 2012 è stata la nona tennista più pagata al mondo.
 
Siamo sulla Central Line tra la fermata di Oxford Circus e Chancery Lane, più o meno all'altezza di St Paul's.
Alla mia destra una ragazza, 25-30 anni, con un vestito piuttosto scollato.
Alla mia sinistra una signora anziana, quasi morta per quanto è vecchia.
In piedi di fronte a noi un uomo, sulla cinquantina, giacca e cravatta, che fissa il vestito scollato. L'uomo si sporge verso la ragazza e dice: "Abbia un po' di rispetto di sé quando si veste."
La ragazza arrossisce e diventa quasi del colore del suo vestito semi-inesistente.
La donna con un piede nella fossa non regge questa scena e urla con l'accento tipico del sud di Londra: "Può indossare o non indossare quel ca.zzo che le pare. Anche se fosse stata nuda con una freccia puntata verso la sua passera [ha detto "passera" su una delle linee più frequentate della città] e su quella freccia ci fosse stato scritto INGRESSO GRATUITO, non sarebbero stati comunque ca.zzi suoi, ed ora se ne vada a fanculo e torni dalla sua annoiata moglie!"
La ragazza col vestito rosso abbraccia la nonnina e l'uomo in giacca e cravatta si allontana.
 
Finisce l’era dei buoni pasto utilizzati al supermercato per fare la spesa in modo cumulativo e contestuale: con l'incentivo fiscale ai ticket elettronici, entrato in vigore all’inizio di luglio, sarà più facile controllare la spesa e tracciarla. In questo modo, il lavoratore non potrà più accumulare, durante la settimana i buoni per poi spenderli tutti in una volta, ma sarà costretto a usarne non più di uno al giorno, e comunque solo nei giorni lavorativi (o festivi per chi è di turno).

L'incentivo ai buoni elettronici
La legge di Stabilità per il 2015 ha modificato il Testo unico sulle imposte sui redditi del 1986 e introdotto - a partire dal 1° luglio - un nuovo livello di esenzione dalla tassazione: per il buono pasto elettronico è stato portato a 7 euro, dagli attuali 5,29 euro, cifra rimasta in vigore per i buoni cartacei. L'esenzione dalla tassazione si giustifica con il fatto che - come determina lo stesso Testo unico - "Non concorrono a formare il reddito […] le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi". Il buono pasto sostituisce la mensa vera e propria (alleggerendo il datore di lavoro dalle spese necessarie a mantenerla) e non costituisce dunque un reddito, pertanto non va tassato.

Con la novità dell'aumento dell'esenzione, lo scopo del legislatore è allineare il valore alla media europea (era fermo alle vecchie 10mila lire), ma anche di orientare il mercato dei ticket restaurant - che per l'Anseb, Associazione delle società emettitrici, vale 3 miliardi di euro all'anno - verso le carte elettroniche: ad oggi pesano solo per il 15% del totale e sono accettati in nemmeno un quarto degli esercizi convenzionati, ma sono destinate a crescere.

Con la tracciabilità, stop al cumulo
Vista l'esenzione fiscale e contributiva, è plausibile che anche le aziende si orientino sempre più verso la forma elettronica, magari per far valere di più il peso del buono nella contrattazione interna. E qui scatta il risvolto che sta mandando in allarme molti consumatori, che specialmente in un periodo di crisi hanno utilizzato i buoni come vero e proprio supporto al reddito, per pagare la spesa al supermercato (il 70% dei ticket viene staccato nella grande distribuzione, solo una minima parte in bar e ristoranti). Come avviene per contanti e bancomat, anche in questo caso la digitalizzazione porta con sé la tracciabilità.

Prenderà così corpo quanto in realtà vale da sempre, ed è stampato sui buoni che molti hanno in tasca: "Non sono cedibili, commercializzabili, cumulabili o convertibili in denaro". Stop dunque al cumulo di più ticket alla cassa del supermercato, dove comunque si potrà ancora fare la spesa alimentare ma al momento del pagamento si potrà usare un solo ticket (massimo 7 euro), saldando l'eventuale maggior costo degli acquisti in contanti. Resta poi da affrontare la compiacenza della catena di distribuzione nell'accettarne uno per volta o più insieme. L'onere del controllo dovrebbe restare in capo al datore di lavoro, informato dall'azienda di emissione dei ticket dei movimenti registrati; qualora si rilevassero utilizzi impropri, potrebbe considerarsi reddito l'importo pagato in ticket, con la conseguenza di applicarvi le necessarie trattenute fiscali e via dicendo.

Le polemiche sui costi
Ancora l'Anseb stima che oltre il 40% dei lavoratori che pranzano fuori casa usufruiscono del buono pasto per pagare: le statistiche parlano di 2,5 milioni di lavoratori circa, suddivisi tra settore privato (1,6 milioni) e pubblico (900.000). Gli esercizi che li accettano sono circa 120mila e non hanno mancato di sottolineare recentemente i costi "insostenibili" dei ticket, sebbene la loro versione elettronica permetta di ridurre (da 120 a 40) i giorni necessari all'incasso.

La Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi, ha denunciato "un morso da 500 milioni all'anno": a tanto ammonta lo sconto tra il valore facciale dei buoni e quello riconosciuto dai committenti (pubblici e privati), "coperto sacrificando i margini degli esercenti fino ad azzerarli", come ha sottolineato Aldo Cursao della Fipe. Il dito si è puntato anche contro la Consip, che ha aggiudicato una gara da 1 miliardo di valore spuntando uno sconto del 20%: in circolazione ci saranno buoni pasto che valgono un miliardo di euro ma sono stati pagati circa 800 milioni dalla Pa. Il risultato, denunciano gli esercenti, è che la differenza si ribalterà sulle commissioni, che arrivano in Italia al 18% contro il 3% della Francia. A questo, si aggiunge il conto legato alla necessità di installare i Pos (ne servono cinque o sei, visto che ogni ticket ha il suo circuito e il Pos unico resta un miraggio) con i suoi canoni.

Alla fine a pagare il conto rischiano di essere i consumatori che traevano dai buoni pasto un sollievo al proprio bilancio familiare utilizzandoli (contro la legge, ma con la compiacenza dei supermercati, se cumulati) come valuta per fare la spesa. Una soluzione potrebbe essere quella di limitare il peso delle commissioni e allo stesso tempo liberalizzare l'uso dei buoni pasto, in modo che il consumatore possa scegliere se acquistare il pasto sostitutivo alla mensa in un locale pubblico, oppure prepararselo da sé a casa acquistando gli ingredienti al supermercato. La "schiscetta" sta tornando di moda, come insegna l'attenzione che le grandi case di moda e design stanno dando al vecchio porta vivande.
 
1. China 9,596,960 1,376,891,258 0.456% 17,190 1,376,908,448 2. India 3,287,590 1,313,165,051 1.201% 43,154 1,313,208,205 3. United States of America 9,826,630 322,088,460 0.729% 6,425 322,094,885 4. Indonesia 1,919,440 257,968,875 1.171% 8,267 257,977,142 5. Brazil 8,511,965 208,078,485 0.828% 4,713 208,083,198 6. Pakistan 803,940 189,448,654 2.065% 10,689 189,459,344 7. Nigeria 923,768 182,844,413 2.627% 13,111 182,857,524 8. Bangladesh 144,000 161,252,754 1.190% 5,247 161,258,001 9. Russian Federation 17,075,200 143,454,624 -0.012% -47 143,454,577 10. Mexico 1,972,550 127,234,003 1.271% 4,424 127,238,427 11. Japan 377,835 126,539,951 -0.197% -684 126,539,266 12. Philippines 300,000 100,907,576 1.540% 4,249 100,911,825 13. Ethiopia 1,127,127 99,721,335 2.478% 6,747 99,728,081 14. Viet Nam 329,560 93,581,391 1.066% 2,730 93,584,121 15. Egypt 1,001,450 91,759,862 2.050% 5,138 91,765,000 16. Germany 357,021 80,687,713 -0.008% -17 80,687,697 17. Iran (Islamic Republic of) 1,648,000 79,234,641 1.180% 2,559 79,237,200 18. Turkey 780,580 78,794,201 1.216% 2,620 78,796,821 19. Congo, Democratic Republic of the 2,345,410 77,596,498 3.178% 6,728 77,603,226 20. Thailand 514,000 67,984,497 0.276% 513 67,985,010 21. United Kingdom 244,820 64,768,882 0.611% 1,083 64,769,965 22. France 643,427 64,431,965 0.424% 747 64,432,713 23. Italy 301,230 59,798,131 0.006% 9 59,798,140 24. South Africa 1,219,912 54,555,986 0.896% 1,338 54,557,324 25. Myanmar 678,500 53,959,749 0.865% 1,277 53,961,027 26. Tanzania, United Republic of 945,087 53,696,633 3.151% 4,617 53,701,249 27. Korea, Republic of 98,480 50,321,697 0.419% 577 50,322,274 28. Colombia 1,138,910 48,285,851 0.883% 1,166 48,287,017 29. Kenya 582,650 46,211,552 2.608% 3,291 46,214,843 30. Spain 504,782 46,114,034 -0.124% -156 46,113,878 31. Ukraine 603,700 44,796,997 -0.445% -546 44,796,451 32. Argentina 2,766,890 43,474,551 0.992% 1,180 43,475,731 33. Sudan 1,844,729 40,361,162 2.338% 2,577 40,363,739 34. Algeria 2,381,740 39,761,758 1.788% 1,944 39,763,702 35. Uganda 236,040 39,205,613 3.306% 3,535 39,209,148 36. Poland 312,685 38,609,293 -0.048% -51 38,609,242 37. Iraq 437,072 36,574,327 3.087% 3,080 36,577,407 38. Canada 9,984,670 35,986,437 0.964% 949 35,987,386 39. Morocco 446,550 34,436,520 1.279% 1,204 34,437,724 40. Afghanistan 647,500 32,639,783 2.593% 2,311 32,642,094 41. Saudi Arabia 2,149,690 31,623,283 1.958% 1,692 31,624,975 42. Peru 1,285,220 31,430,040 1.267% 1,089 31,431,130 43. Venezuela (Bolivarian Republic of) 912,050 31,163,228 1.320% 1,125 31,164,353 44. Malaysia 329,750 30,387,470 1.387% 1,152 30,388,623 45. Uzbekistan 447,400 29,948,121 1.361% 1,115 29,949,236 46. Nepal 147,181 28,558,943 1.182% 923 28,559,867 47. Mozambique 801,590 28,081,703 2.765% 2,119 28,083,822 48. Ghana 239,460 27,493,593 2.275% 1,708 27,495,301 49. Yemen 527,970 26,918,856 2.405% 1,768 26,920,624 50. Korea, Dem. People's Republic of 120,540 25,172,233 0.501% 345 25,172,579 51. Angola 1,246,700 25,130,577 3.233% 2,216 25,132,794 52. Madagascar 587,040 24,326,736 2.808% 1,864 24,328,600 53. Australia 7,686,850 24,014,665 1.420% 932 24,015,597 54. Cameroon 475,440 23,422,073 2.486% 1,590 23,423,662 55. Taiwan 35,980 23,382,993 0.062% 40 23,383,033 56. Côte d'Ivoire 322,460 22,775,744 2.434% 1,514 22,777,258 57. Sri Lanka 65,610 20,727,872 0.462% 262 20,728,134 58. Niger 1,267,000 20,008,687 4.102% 2,236 20,010,923 59. Romania 237,500 19,492,719 -0.710% -380 19,492,339 60. Syrian Arab Republic 185,180 18,510,626 0.331% 168 18,510,794 61. Burkina Faso 274,200 18,176,473 2.917% 1,447 18,177,920 62. Chile 756,950 17,972,803 1.024% 503 17,973,307 63. Mali 1,240,000 17,671,535 3.041% 1,466 17,673,001 64. Kazakhstan 2,717,300 17,656,124 1.306% 631 17,656,754 65. Malawi 118,480 17,286,999 3.105% 1,465 17,288,464 66. Netherlands 41,526 16,932,286 0.324% 150 16,932,436 67. Guatemala 108,890 16,387,206 2.020% 904 16,388,111 68. Zambia 752,614 16,279,637 3.119% 1,385 16,281,022 69. Ecuador 283,560 16,176,728 1.493% 661 16,177,389 70. Zimbabwe 390,580 15,651,625 2.333% 997 15,652,622 71. Cambodia 181,040 15,611,372 1.601% 683 15,612,055 72. Senegal 196,190 15,191,055 3.042% 1,261 15,192,316 73. Chad 1,284,000 14,099,127 3.272% 1,258 14,100,385 74. Guinea 245,857 12,654,037 2.685% 927 12,654,964 75. South Sudan 644,329 12,392,653 3.190% 1,078 12,393,732 76. Rwanda 26,338 11,646,329 2.352% 748 11,647,077 77. Cuba 110,860 11,390,009 0.029% 9 11,390,018 78. Belgium 30,528 11,308,957 0.644% 199 11,309,156 79. Tunisia 163,610 11,269,887 1.081% 333 11,270,221 80. Burundi 27,830 11,229,081 3.342% 1,024 11,230,105 81. Greece 131,940 10,949,897 -0.321% -96 10,949,801 82. Benin 112,620 10,918,335 2.636% 786 10,919,121 83. Somalia 637,657 10,826,292 2.706% 800 10,827,092 84. Bolivia (Plurinational State of) 1,098,580 10,746,681 1.526% 448 10,747,129 85. Haiti 27,750 10,729,473 1.280% 376 10,729,849 86. Dominican Republic 48,730 10,544,530 1.142% 329 10,544,860 87. Czech Republic 78,866 10,543,840 0.046% 13 10,543,853 88. Portugal 92,391 10,343,712 -0.438% -124 10,343,588 89. Hungary 93,030 9,850,498 -0.342% -92 9,850,406 90. Sweden 449,964 9,789,149 0.741% 198 9,789,347 91. Azerbaijan 86,600 9,769,336 1.174% 314 9,769,650 92. Belarus 207,600 9,493,906 -0.151% -39 9,493,866 93. United Arab Emirates 83,600 9,171,731 1.201% 301 9,172,033 94. Serbia 77,474 8,845,837 -0.432% -105 8,845,733 95. Austria 83,870 8,547,948 0.293% 69 8,548,017 96. Tajikistan 143,100 8,507,041 2.212% 514 8,507,555 97. Switzerland 41,290 8,309,512 0.974% 221 8,309,733 98. Honduras 112,090 8,090,423 1.417% 314 8,090,737 99. Israel 20,770 8,081,277 1.593% 352 8,081,629 100. Papua New Guinea 462,840 7,640,370 2.058% 430 7,640,800 101. Jordan 92,300 7,615,121 2.018% 420 7,615,541 102. Togo 56,785 7,330,388 2.632% 527 7,330,914 103. China, Hong Kong SAR 1,092 7,295,805 0.799% 160 7,295,965 104. Bulgaria 110,910 7,142,807 -0.727% -142 7,142,665 105. Lao People's Democratic Republic 236,800 6,817,642 1.710% 319 6,817,961 106. Paraguay 406,750 6,650,709 1.300% 236 6,650,946 107. Sierra Leone 71,740 6,471,833 2.153% 381 6,472,214 108. Libya 1,759,540 6,285,381 0.824% 142 6,285,523 109. El Salvador 21,040 6,129,246 0.324% 54 6,129,300 110. Nicaragua 129,494 6,091,161 1.118% 186 6,091,347 111. Kyrgyzstan 198,500 5,952,555 1.579% 257 5,952,812 112. Lebanon 10,400 5,869,190 2.349% 376 5,869,566 113. Denmark 43,094 5,671,990 0.382% 59 5,672,049 114. Singapore 697 5,616,194 1.655% 254 5,616,448 115. Finland 338,145 5,506,202 0.372% 56 5,506,258 116. Slovakia 48,845 5,426,682 0.058% 9 5,426,691 117. Turkmenistan 488,100 5,382,251 1.213% 179 5,382,429 118. Eritrea 121,320 5,244,423 2.370% 339 5,244,762 119. Norway 323,802 5,219,155 1.170% 167 5,219,322 120. Central African Republic 622,984 4,913,460 2.004% 269 4,913,729 121. Costa Rica 51,100 4,814,477 1.027% 135 4,814,613 122. Ireland 70,280 4,691,892 0.544% 70 4,691,962 123. Palestine, State of 6,220 4,685,753 2.758% 353 4,686,106 124. Congo 342,000 4,636,528 2.612% 331 4,636,859 125. New Zealand 268,680 4,533,447 0.810% 100 4,533,548 126. Liberia 111,370 4,518,445 2.482% 306 4,518,751 127. Oman 212,460 4,512,548 3.651% 449 4,512,997 128. Croatia 56,542 4,238,261 -0.361% -42 4,238,219 129. Mauritania 1,030,700 4,080,841 2.431% 271 4,081,112 130. Moldova, Republic of 33,843 4,068,087 -0.148% -17 4,068,070 131. Georgia 69,700 3,997,123 -0.501% -55 3,997,068 132. Panama 78,200 3,937,366 1.559% 168 3,937,533 133. Kuwait 17,820 3,907,558 2.955% 315 3,907,873 134. Bosnia and Herzegovina 51,129 3,809,304 -0.217% -23 3,809,281 135. Puerto Rico 13,790 3,682,907 -0.067% -7 3,682,900 136. Uruguay 176,220 3,433,235 0.365% 34 3,433,270 137. Armenia 29,800 3,018,831 0.276% 23 3,018,854 138. Mongolia 1,564,116 2,965,485 1.599% 130 2,965,615 139. Albania 28,748 2,897,622 0.242% 19 2,897,641 140. Lithuania 65,200 2,874,596 -0.986% -78 2,874,518 141. Jamaica 10,991 2,794,681 0.359% 27 2,794,709 142. Namibia 825,418 2,466,234 2.243% 151 2,466,385 143. Botswana 600,370 2,268,034 1.827% 113 2,268,147 144. Qatar 11,437 2,242,875 2.506% 153 2,243,028 145. Lesotho 30,355 2,138,417 1.184% 69 2,138,486 146. Macedonia 25,333 2,078,797 0.123% 7 2,078,804 147. Slovenia 20,273 2,067,772 0.089% 5 2,067,778 148. Gambia 11,300 1,999,524 3.218% 176 1,999,700 149. Latvia 64,589 1,968,521 -0.749% -40 1,968,481 150. Guinea-Bissau 36,120 1,850,246 2.391% 121 1,850,367 151. Gabon 267,667 1,730,373 2.194% 104 1,730,477 152. Bahrain 665 1,379,867 1.423% 54 1,379,921 153. Trinidad and Tobago 5,128 1,360,744 0.359% 13 1,360,757 154. Estonia 45,226 1,312,094 -0.263% -9 1,312,085 155. Swaziland 17,363 1,289,265 1.328% 47 1,289,312 156. Mauritius 2,040 1,273,782 0.334% 12 1,273,794 157. Timor-Leste 15,007 1,188,320 2.235% 73 1,188,392 158. Cyprus 9,250 1,166,817 0.970% 31 1,166,848 159. Fiji 18,270 892,869 0.604% 15 892,884 160. Djibouti 23,000 889,437 1.322% 32 889,469 161. Réunion .. 861,968 0.704% 17 861,984 162. Equatorial Guinea 28,051 848,353 2.902% 67 848,420 163. Comoros 2,170 790,977 2.365% 51 791,028 164. Bhutan 47,000 776,075 1.197% 25 776,100 165. Guyana 214,970 767,558 0.460% 10 767,568 166. Montenegro 14,026 625,824 0.051% 1 625,825 167. China, Macao SAR 29 588,884 1.620% 26 588,910 168. Solomon Islands 28,450 585,114 1.944% 31 585,145 169. Western Sahara 266,000 574,106 2.038% 32 574,138 170. Luxembourg 2,586 568,336 1.610% 25 568,361 171. Suriname 163,270 543,597 0.854% 13 543,610 172. Cape Verde 4,033 521,373 1.247% 18 521,391 173. Guadeloupe .. 468,732 0.448% 6 468,737 174. Brunei Darussalam 5,770 423,951 1.344% 16 423,967 175. Malta 316 418,797 0.226% 3 418,799 176. Martinique .. 396,417 -0.015% 0 396,417 177. Bahamas 13,940 388,650 1.211% 13 388,663 178. Maldives 300 364,483 1.693% 17 364,500 179. Belize 22,966 360,315 2.131% 21 360,336 180. Iceland 103,000 329,741 0.714% 6 329,747 181. Barbados 431 284,321 0.278% 2 284,323 182. French Polynesia 4,167 283,163 1.051% 8 283,171 183. French Guiana .. 269,557 2.637% 19 269,576 184. Vanuatu 12,200 265,433 2.198% 16 265,449 185. New Caledonia 19,060 263,563 1.259% 9 263,572 186. Mayotte 374 240,885 2.700% 18 240,903 187. Samoa 2,944 193,402 0.670% 4 193,405 188. Sao Tome & Principe 1,001 190,887 2.126% 11 190,898 189. Saint Lucia 616 185,185 0.748% 4 185,189 190. Guam 541 170,182 1.300% 6 170,188 191. Channel Islands .. 163,796 0.473% 2 163,798 192. Curaçao 444 157,395 0.911% 4 157,399 193. Kiribati 811 112,689 1.763% 5 112,695 194. Saint Vincent and the Grenadines 389 109,486 0.166% 0 109,487 195. Grenada 344 106,892 0.470% 1 106,894 196. United States Virgin Islands 1,910 106,308 0.117% 0 106,308 197. Tonga 748 106,270 0.702% 2 106,272 198. Micronesia (Fed. States of) 702 104,528 0.484% 1 104,529 199. Aruba 193 103,939 0.360% 1 103,940 200. Seychelles 455 96,546 0.575% 2 96,547 201. Antigua and Barbuda 443 91,942 1.002% 3 91,944 202. Man, Isle of 572 87,866 0.730% 2 87,868 203. Dominica 754 72,725 0.462% 1 72,726 204. Andorra 468 70,297 -1.856% -4 70,294 205. Bermuda 53 61,958 -0.552% -1 61,957 206. Cayman Islands 259 60,074 1.329% 2 60,076 207. Greenland 2,166,086 56,187 0.018% 0 56,187 208. Saint Kitts and Nevis 261 55,654 1.099% 2 55,656 209. American Samoa .. 55,547 0.115% 0 55,547 210. Northern Mariana Islands 477 55,113 0.579% 1 55,114 211. Marshall Islands 181 53,003 0.143% 0 53,003 212. Faeroe Islands 1,399 48,204 0.083% 0 48,204 213. Sint Maarten (Dutch part) 34 38,851 2.047% 2 38,854 214. Monaco 2 37,749 0.350% 0 37,749 215. Liechtenstein 160 37,564 0.653% 1 37,565 216. Turks and Caicos Islands 430 34,415 1.645% 2 34,416 217. Gibraltar 7 32,238 0.484% 0 32,238 218. San Marino 61 31,804 0.532% 0 31,804 219. British Virgin Islands 153 30,190 1.800% 1 30,191 220. Caribbean Netherlands .. 24,924 1.878% 1 24,925 221. Palau 458 21,319 0.986% 1 21,320 222. Cook Islands 237 20,848 0.552% 0 20,849 223. Anguilla 102 14,634 1.020% 0 14,634 224. Wallis and Futuna Islands 274 13,146 -0.297% 0 13,146 225. Nauru 21 10,228 0.401% 0 10,228 226. Tuvalu 26 9,920 0.272% 0 9,920 227. Saint Pierre and Miquelon 242 6,290 0.207% 0 6,290 228. Montserrat 102 5,129 0.566% 0 5,129 229. Saint Helena 413 3,960 -0.126% 0 3,960 230. Falkland Islands 12,173 2,904 0.310% 0 2,904 231. Niue 260 1,610 0.124% 0 1,610 232. Tokelau 10 1,253 2.080% 0 1,254 233. Holy See 0 800 0.125% 0 800 .
 
Dalla scienza arriva ancora una volta la prova di un possibile legame tra intelligenza, creatività e disturbi mentali. Gruppi di ricercatori delle Università di Bristol, Cardiff, Glasgow e del Texas hanno infatti rilevato che i bambini con un quoziente intellettivo più alto della media prima dei 10 anni avevano più probabilità di a mostrare sintomi del disturbo bipolare verso i 22-23 anni.
L'Independent riporta che la ricerca, pubblicata sul British Journal of Psychiatry, ha seguito nel tempo 1.881 individui testandone le competenze linguistiche ed il quoziente intellettivo a otto anni, per poi valutarne le tendenze maniaco-depressive dopo i 20.
È risultato che gli individui che mostravano i sintomi più gravi di disturbo bipolare erano anche quelli che da piccoli avevano un QI di dieci punti superiore a quello dei ragazzi che invece erano risultati i "meno bipolari".
L'Independent riporta il commento di Daniel Smith, dell'Institute of Health & Wellbeing di Glasgow:
"Per molti anni si è parlato di un possibile legame tra il disturbo bipolare e l'intelligenze e la creatività, e numerose ricerche lo hanno suggerito. In questo vasto studio abbiamo trovato che una migliore performance ai test per determinare il quoziente intellettivo a otto anni può preannunciare il manifestarsi di sintomi del disturbo bipolare in età adulta."
 

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