doncraudio
intellettuale stronzissimo
la lotta alla corruzione prevede lo smantellamento di privilegi che costituiscono una vasta area di elettorato che non è una minoranza e che trova tutela di forze politiche e dentro le forze politiche interessate a proteggerla…». Anche il filosofo, per ora, si arresta ad osservare. Una «rete di relazioni fondate su una lunga consuetudine di amicizie», mai veramente scalfita nella cosiddetta Seconda repubblica, sta crollando? Il «cambio di stagione ormai avvertito come inevitabile e imminente» ha scatenato un «si salvi chi può»? Cala il sipario su quelli che, come scrive la Spina, «anche dopo periodiche sconfitte elettorali non escono mai dalla scena pubblica»? Solo il tempo può dirlo.
Massimo Giannini, su Repubblica, rimprovera al governo che «finora nulla è cambiato, nei codici e nelle norme di contrasto». Renzi dice che sì, le norme cambieranno, ma non sono le norme il punto: semmai è che chi è condannato «non torni poi a occuparsi di cosa pubblica». Insieme all’arma del rinnovamento di classi dirigenti, anche il “Daspo” per corrotti e corruttori entra tra le munizioni da arsenale.
Forse anche perché «l’umanità è molto vecchia, l’eredità, gli incroci hanno dato una forza insuperabile alle cattive abitudini, ai riflessi viziosi”, proprio come ammonisce Proust ne La prigioniera,
Massimo Giannini, su Repubblica, rimprovera al governo che «finora nulla è cambiato, nei codici e nelle norme di contrasto». Renzi dice che sì, le norme cambieranno, ma non sono le norme il punto: semmai è che chi è condannato «non torni poi a occuparsi di cosa pubblica». Insieme all’arma del rinnovamento di classi dirigenti, anche il “Daspo” per corrotti e corruttori entra tra le munizioni da arsenale.
Forse anche perché «l’umanità è molto vecchia, l’eredità, gli incroci hanno dato una forza insuperabile alle cattive abitudini, ai riflessi viziosi”, proprio come ammonisce Proust ne La prigioniera,