Alla cortese attenzione di Tashtego

il giornalista Marco Travaglio, intervenuto alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora, offre il suo contributo: Andrea Agnelli? Ha superato anche il suo 'maestro' Luciano Moggi. "Ho visto la partita e devo dire, da juventino, che non mi vergognavo così tanto dai tempi di Luciano Moggi. A me piace vincere ma non rubando...", ha esordito Travaglio. Quindi ieri la Juve ha rubato? "Si, su tutto. Non c'è uno dei tre gol che sia regolare". Peggio dei tempi di Moggi? "Credo che Moggi avesse i lucciconi agli occhi ieri". Perchè? "Perchè i suoi allievi hanno superato il maestro". E chi sarebbero gli allievi di Moggi nell'attuale Juventus? "Andrea Agnelli".Un parere che non metterà di certo tutti d'accordo, ma di sicuro a essere dello stesso avviso di Travaglio è la parlamentare Paola Binetti: "Una volta tanto - ha scritto Binetti su Twitter - io e Travaglio siamo d'accordo". La deputata Udc, infatti, partecipando a Un giorno da pecora ha affermato che "l'arbitraggio di ieri è la vergogna del calcio italiano", aggiungendo che "firmerà subito l'interpellanza parlamentare presentata dal deputato Pd Marco Miccoli". Binetti ha anche ritwettato i tweet della trasmissione radiofonica di Radio 2 che rilanciavano le dichiarazioni del giornalista Marco Travaglio sulla partita di ieri, "rovinata da un arbitro servile".
 
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"Tradita" dal suo padre politico, che lei stessa seppe abbandonare al momento giusto, per diventare negli anni la donna più potente d'Europa. Angela Merkel non avrà accolto positivamente le memorie di Helmut Kohl, raccolte in diverse interviste rilasciate al giornalista Heribert Schwan e finite in un libro in uscita la prossima settimana dal titolo "L'eredità".
"Frau Merkel non sapeva neanche mangiare per bene con forchetta e coltello. Era scomposta a tavola alle cene di Stato, al punto che dovevo richiamarla all'ordine" afferma l'ex cancelliere, consumando così una personalissima vendetta nei confronti della sua pupilla, che lo tradì scaricandolo nel bel mezzo dello scandalo dei fondi illegali ai partiti con un articolo sulla Faz. Con una velenosa aggiunta: di Europa, secondo chi l'aveva portata la potere, la Angela "non aveva alcuna idea". Almeno all'epoca.
 
Il terremoto di Lisbona, oltre che distruggere intere città, scosse anche le coscienze di un'intera generazione. Lisbona era la capitale di un paese fortemente cattolico, con alle spalle una storia di grandi sforzi di cristianizzazione ed evangelizzazione delle colonie. In aggiunta il sisma coincise con la festa di Ognissanti, e distrusse quasi tutte le più importanti chiese. Per tutti i teologi ed i filosofi del XVIII secolo questa inaudita manifestazione della collera divina rimase un mistero assai difficile da spiegare, e che fu di stimolo a riflessioni filosofiche di vario tipo. Alcuni fecero risalire la causa del terremoto alla punizione divina per il massacro degli indios nelle riduzioni sudamericane dei gesuiti[1].
Il terremoto ebbe una forte influenza su molti pensatori europei dell'Illuminismo. Più di uno di essi menzionò o fece allusione a questo avvenimento in loro scritti, in particolare Voltaire in Candido e nel Poème sur le désastre de Lisbonne (Poema sul disastro di Lisbona). Il carattere arbitrario con cui persone furono risparmiate o uccise dal terremoto fu utilizzato da Voltaire per screditare il concetto di miglior mondo possibile espresso dal filosofo tedesco Gottfried Leibniz. Come scrisse Theodor Adorno nel 1966, il terremoto di Lisbona guarì Voltaire dalla Teodicea di Leibniz (Dialectiques Négatives, p. 361). Una violenta controversia sorse anche tra Voltaire e Rousseau sul tema dell'ottimismo e del problema del male sulla Terra, tema che suscitò numerosi dibattiti tra teologi, filosofi e saggisti del XVIII secolo. Nel XX secolo dopo i commenti di Adorno altri pensatori accostarono la catastrofe di Lisbona all'Olocausto, in quanto i due avvenimenti esercitarono una profonda trasformazione della Cultura e della Filosofia del loro tempo.
Il concetto filosofico del sublime, già conosciuto prima del 1755, venne sviluppato e valorizzato da Immanuel Kant, che cercò di comprendere tutti gli aspetti del disastro lusitano. Il giovane Kant, affascinato dall'avvenimento, ne raccolse tutte le informazioni disponibili, per poi formularne una teoria sui terremoti, espressa in tre scritti successivi. La sua teoria si basava su gigantesche caverne presenti nel sottosuolo terrestre riempite di gas caldi, teoria smantellata in seguito, da varie scoperte scientifiche. Essa resta pur sempre un primo tentativo di spiegare i terremoti attraverso un approccio scientifico e non come una punizione Divina. Secondo Walter Benjamin il testo di Kant sul terremoto di Lisbona rappresenta probabilmente l'inizio della geografia scientifica in Germania, e sicuramente quello della sismologia.
Werner Hamacher ha persino avanzato l'ipotesi che il terremoto abbia avuto un impatto sul vocabolario filosofico, fragilizzando la metafora tradizionale del fondamento delle teorie: L'influenza del terremoto di Lisbona, toccò lo spirito in un'epoca tra le più sensibili, la metafora del fondamento ha completamente perso la sua apparente innocenza; essa non era più oramai che una semplice figura di stile. Hamacher afferma che le certezze ben fondate di Cartesio incominciarono a essere scosse in seguito al sisma.
 
Terremoti più disastrosi della storia

Shaanxi, Cina (23 gennaio 1556), oltre 830.000 morti - Vedi Terremoto dello Shaanxi
Port-au-Prince, Haiti (12 gennaio 2010), 250.000-300.000 morti - Vedi Terremoto di Haiti del 2010
Tangshan, Cina (28 luglio 1976), 255.000 morti - Vedi Terremoto di Tangshan
Antiochia, Turchia (21 maggio 526), 250.000 morti
Aleppo, Siria (11 ottobre 1138), 230.000 morti - Vedi Terremoto di Aleppo del 1138
Sumatra, Indonesia (26 dicembre 2004), 230.000 morti[3] - Vedi Maremoto dell'Oceano Indiano
Damghan, Iran (22 dicembre 856), 200.000 morti
Gansu, Cina (16 dicembre 1920), 200.000 morti
Qinghai, Cina (22 maggio 1927), 200.000 morti
Ardabil, Iran (23 marzo 893), 150.000 morti
Kantō, Giappone (1º settembre 1923), 143.000 morti - Vedi Grande terremoto del Kanto
Messina e Reggio Calabria, Italia (28 dicembre 1908), 130.000 morti - Vedi Terremoto di Messina
Ashgabat, Turkmenistan (6 ottobre 1948), 110.000 morti
Hebei, Cina (27 settembre 1290), 100.000 morti
Shemakha, Azerbaigian (25 novembre 1667), 80.000 morti
Lisbona, Portogallo (1º novembre 1755), 80.000 morti - Vedi Terremoto di Lisbona del 1755
 

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