Il terremoto di Lisbona, oltre che distruggere intere città, scosse anche le coscienze di un'intera generazione. Lisbona era la capitale di un paese fortemente cattolico, con alle spalle una storia di grandi sforzi di cristianizzazione ed evangelizzazione delle colonie. In aggiunta il sisma coincise con la festa di
Ognissanti, e distrusse quasi tutte le più importanti chiese. Per tutti i teologi ed i filosofi del XVIII secolo questa inaudita manifestazione della collera divina rimase un mistero assai difficile da spiegare, e che fu di stimolo a riflessioni filosofiche di vario tipo. Alcuni fecero risalire la causa del terremoto alla punizione divina per il massacro degli indios nelle riduzioni sudamericane dei gesuiti
[1].
Il terremoto ebbe una forte influenza su molti pensatori europei dell'
Illuminismo. Più di uno di essi menzionò o fece allusione a questo avvenimento in loro scritti, in particolare
Voltaire in
Candido e nel
Poème sur le désastre de Lisbonne (Poema sul disastro di Lisbona). Il carattere arbitrario con cui persone furono risparmiate o uccise dal terremoto fu utilizzato da Voltaire per screditare il concetto di
miglior mondo possibile espresso dal filosofo tedesco
Gottfried Leibniz. Come scrisse
Theodor Adorno nel
1966,
il terremoto di Lisbona guarì Voltaire dalla Teodicea di Leibniz (Dialectiques Négatives, p. 361). Una violenta controversia sorse anche tra Voltaire e
Rousseau sul tema dell'ottimismo e del problema del
male sulla Terra, tema che suscitò numerosi dibattiti tra
teologi,
filosofi e
saggisti del
XVIII secolo. Nel
XX secolo dopo i commenti di Adorno altri pensatori accostarono la catastrofe di Lisbona all'
Olocausto, in quanto i due avvenimenti esercitarono una profonda trasformazione della
Cultura e della
Filosofia del loro tempo.
Il concetto filosofico del
sublime, già conosciuto prima del
1755, venne sviluppato e valorizzato da
Immanuel Kant, che cercò di comprendere tutti gli aspetti del disastro lusitano. Il giovane Kant, affascinato dall'avvenimento, ne raccolse tutte le informazioni disponibili, per poi formularne una teoria sui terremoti, espressa in tre scritti successivi. La sua teoria si basava su gigantesche caverne presenti nel sottosuolo terrestre riempite di gas caldi, teoria smantellata in seguito, da varie scoperte scientifiche. Essa resta pur sempre un primo tentativo di spiegare i terremoti attraverso un approccio scientifico e non come una
punizione Divina. Secondo
Walter Benjamin il testo di Kant sul terremoto di Lisbona
rappresenta probabilmente l'inizio della geografia scientifica in Germania, e sicuramente quello della sismologia.
Werner Hamacher ha persino avanzato l'ipotesi che il terremoto abbia avuto un impatto sul vocabolario filosofico, fragilizzando la metafora tradizionale del
fondamento delle teorie:
L'influenza del terremoto di Lisbona, toccò lo spirito in un'epoca tra le più sensibili, la metafora del fondamento ha completamente perso la sua apparente innocenza; essa non era più oramai che una semplice figura di stile. Hamacher afferma che le certezze ben
fondate di
Cartesio incominciarono a essere scosse in seguito al sisma.