Zoe Trinchero 17enne di Nizza Monferrato, picchiata, strangolata e gettata nelle acque gelide del fiume Belbo è stata uccisa da un ragazzo ventenne, Alex Giuseppe Manna, che ha cercato di addossare le colpe ad un innocente extracomunitario (che per questo ha rischiato il linciaggio), e che ha poi confessato di averlo fatto per un no.
Il delitto di Zoe Trinchero ci colpisce come ogni morte di una donna per mano maschile, perché parliamo di una bambina, del resto non avevamo neppure finito di ricordare la ragazza uccisa dal fratello a Napoli, che siamo costretti a immaginare una bambina, gettata nel greto di un fiume gelido, consapevoli che non sia il teaser di un film crime, ma la realtà che si ripropone uguale a se stessa a giorni alterni.
La violenza maschile, degli uomini sulle donne, è un costrutto sociale che pare non interessare a nessuno e che nessuno ha davvero voglia di approfondire per contrastarlo.
Non è emergenza: l'emergenza è una finestra temporale. La violenza maschile è un continuum, un dato assodato, una visione disparitaria dei rapporti che parte da uno sguardo maschile del mondo condizionandolo e creando un sistema di oppressione.
Ora lo so, arriveranno a migliaia, uomini e donne, a insultarmi, a offendermi in ogni modo, a negare la realtà, a dire che non è vero, che stiamo parlando di percentuali minime, che faccio propaganda all'odio, e tutto perché anche solo parlare di violenza maschile sulle donne scatena la reazione sistemica della violenza stessa, che si avvale di rincoglioniti e rincoglionite in malafede incapaci di guardare alla realtà per quella che è.
E la realtà è che le donne muoiono per mano maschile, che non esiste un sistema giuridico, culturale, educativo che sappia metterle in protezione, che non c'è la volontà maschile di mettersi in discussione per arginare gli uomini violenti, e che anche le donne, sembrano rassegnate e disposte a tutto pur di non perdere i privilegi concessi a chi rimane contenuta e servile al potere maschile.
Zoe Trinchero aveva solo 17 anni.
Non siamo stati in grado di proteggere neppure lei.
E continueremo a non essere in grado di farlo perché non siamo capaci di appellarci ad una coscienza collettiva, ad una responsabilità collettiva.
Ora sfileranno gli alibi della gelosia, dell'omicidio passionale, e tante altre stupidaggini.
Ma è solo l'odio di uomini che uccidono le donne, gettate nei fiumi, accoltellate mentre dormono, scaricate dentro un cava.
Davvero cosa non torna, chissà.