Certificati di investimento - Capitolo 9

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🕵🏻‍♂️ La scadenza imminente di una massiccia posizione in opzioni, legata al JP Morgan Chase Hedged Equity Fund da 20 miliardi di dollari, ha aumentato l’instabilità dei mercati azionari. Il fondo, che utilizza strategie di protezione tramite put spread, ha visto il livello di strike dei 5.565 punti sull’S&P 500 infranto, attivando meccanismi di copertura da parte dei dealer. Secondo gli analisti, questo squilibrio ha costretto i market maker a vendere futures per ribilanciare le esposizioni, aggravando la discesa del mercato. Se il prezzo resta sotto lo strike, la pressione di vendita da parte dei dealer aumenta. Probabili forti movimenti intraday legati al roll delle opzioni, con volatilità amplificata da dinamiche di gamma negativo, per una sessione ad alta tensione per l’S&P 500, con vendite forzate e un sentiment di mercato appeso alle decisioni di copertura algoritmica.
 
Settimana decisiva: Tariffe, ISM, NFP – tutto si gioca adesso

I mercati tirano un sospiro di sollievo dopo che Trump ha definito le tariffe del 2 aprile “gentili”. Ma se sarà incluso l’adeguamento IVA, come sembra probabile, la stretta sarà tutt’altro che gentile: significherebbe tariffe globali effettive tra il 15% e il 20%, molto più pesanti di quanto visto finora. Se l’IVA venisse esclusa, potremmo assistere a un deciso relief rally.
Intanto, i rendimenti obbligazionari USA continuano a scendere, mentre la BCE ha scioccato i mercati lasciando intendere (con un leak strategico) che il taglio tassi di aprile non è così scontato come si pensava. Il risultato è stato un ribilanciamento sui mercati europei. Commodities in salita + bond in discesa = narrativa stagflattiva ancora intatta, ma “Liberation Day” potrebbe invertire tutto.

📊 ISM Manufacturing (martedì): Consenso: 49.5
I dati regionali suggeriscono che l’attività manifatturiera regge meglio del previsto, nonostante il crollo degli indicatori anticipatori. Un ISM sopra il consenso potrebbe dare un primo supporto ai risk asset, aprendo la strada a un rimbalzo nei prossimi mesi.

📦 Tariffe (mercoledì): La comunicazione pre-annuncio è stata un miscuglio di promesse, minacce e smentite. Ma il quadro base è chiaro: tariffe per tutti, con esenzioni da negoziare dopo. UE, Canada, e persino un’ipotetica alleanza Cina-Giappone-Corea stanno già preparando contromisure. Tutto dipenderà dalla reazione post-annuncio.

🛎 ISM Services (giovedì): Consenso: 53
I servizi hanno tenuto in piedi l’economia USA negli ultimi due trimestri. Ma ora gli indicatori soft mostrano un chiaro segnale di raffreddamento. La previsione di un forte miss è basata su modelli regionali, con l’immigrazione in calo e la spesa al consumo che rallenta. Buone notizie per i bond a lunga scadenza.

👷‍♂️ NFP (venerdì): Consenso: 138k
L’indicatore più atteso della settimana. Con le trattenute fiscali piatte e gli indicatori survey in forte deterioramento, potremmo anche vedere un dato sotto i 100k. Se confermato, segnerebbe l’inizio ufficiale del rallentamento dell’occupazione privata—con importanti implicazioni disinflazionistiche.

💡 Takeaway finale: La settimana è piena di dati chiave e può cambiare le dinamiche di mercato in modo significativo. La narrativa dominante resta stagflattiva, ma il vero turning point potrebbe essere dietro l’angolo, specialmente se i dati ISM e NFP confermeranno il rallentamento, bilanciando gli effetti di breve termine delle tariffe. Long US Fixed Income resta il nostro miglior modo per esprimere questo scenario.
 
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