Ecco perché stellantis sale
Da ced

Jefferies promuove Stellantis a "Buy": Filosa al timone, attese svolte su marchi, footprint e tecnologia
Jefferies ha rivisto al rialzo il giudizio su Stellantis (STLAM.MI) da Hold a Buy, con un nuovo target price a 11,5 euro (da 9 euro), scommettendo su una rapida inversione di tendenza sotto la guida del nuovo CEO Antonio Filosa.
Secondo gli analisti della banca americana, molte delle criticità operative del gruppo sono “autoinflitte e risolvibili” e l'arrivo di un amministratore interno come Filosa — con un forte supporto del management — potrebbe accelerare decisioni strategiche rimandate troppo a lungo. Tra queste, Jefferies cita riorganizzazione dei brand, ottimizzazione della presenza geografica e accelerazione sull’innovazione tecnologica.

Focus Cina: La banca sottolinea anche l'importanza delle recenti alleanze con Leapmotor e CATL, ritenute asset fondamentali per rafforzare la competitività globale. In particolare, il deal con Leapmotor per la produzione e vendita di auto elettriche in Europa e la partnership con CATL sulle batterie posizionano Stellantis come uno dei pochi gruppi occidentali con un vero ponte industriale con Pechino.

“Il settore auto è più sfidante che mai – scrive Jefferies – ma Stellantis ha le carte per reagire. Le difficoltà attuali sono in gran parte gestibili: il cambio di leadership può essere l’innesco di una nuova fase.”

Tregua Iran-Israele e impatto sui mercati
L’aggiornamento positivo su Stellantis arriva in un contesto di mercati in rialzo, sulla scia dell’annuncio del cessate il fuoco tra Iran e Israele confermato da Trump, Netanyahu e dal ministro degli esteri iraniano Araghchi. L’accordo, arrivato dopo settimane di escalation e sei lanci di missili, ha ridato fiato agli asset di rischio:

Nasdaq 100 ai massimi storici, sopra quota 22.200

MSCI Asia Pacific +2,2%, miglior seduta in oltre due mesi
Il dollaro perde terreno, in particolare contro AUD e yen, mentre l’oro cede l’1,3% a 3.324 $ l’oncia, segnale di un alleggerimento della componente difensiva nei portafogli.

Powell e il dilemma sui tassi
Sul fronte macro, gli investitori guardano ora alla Fed. Il presidente Jerome Powell ha dichiarato al Congresso che "molte strade sono possibili" e che un taglio a luglio non è escluso, se i dati su inflazione e lavoro continueranno a raffreddarsi.
I mercati monetari ora prezzano pienamente due tagli entro fine 2025, con il primo previsto a settembre, anche se la probabilità di una mossa già a luglio è in aumento. Il rendimento dei Treasury a 10 anni è sceso al 4,29%, mentre le curve europee si sono mosse poco. Secondo Morgan Stanley, la volatilità legata a eventi geopolitici tende a essere "modesta e di breve durata", con l’S&P 500 storicamente in rialzo del 2% a 1 mese e del 9% a 12 mesi dopo simili episodi.