snà ci sarà da fidarsi???
New York, 14 nov - I rapporti
tra l'amministrazione Obama e ampi segmenti della comunita'
aziendale "sono stati tesi e non produttivi, ma l'elezione
offre un'importante opportunita' di forgiare un rapporto piu'
produttivo". Lo ha scritto Lloyd Blankfein, amminsitratore
delegato di Goldman Sachs, in un editoriale sul Wall Street
Journal, entrando poi nel merito del "fiscal cliff",
precipizio fiscale. "Entrambi i partiti devono scendere a
compromessi e fare progressi, gli americani non hanno scelto
due anni di temporeggiamento e inazione", fino al voto di
meta' mandato del 2014. Il numero uno della banca, che come
gli altri banchieri non e' stato invitato all?incontro che si
terra' oggi alla Casa Bianca tra Barack Obama e i Ceo della
Corporate America, ha comunque teso la mano al presidente,
fresco di rielezione: "qualunque accordo per affrontare il
fiscal cliff richiede flessibilita' e sacrifici condivisi"
per evitare un deragliamento dell'economia, anche mettendo
mano alle tasse, dal momento che "quando ci sara' certezza
sulle tasse, le aziende potranno aumentare le spese in conto
capitale, attualmente a livelli anemici", ha scritto il
numero uno di Goldman, precisando che nei conti delle
societa' non finanziarie americane ci sono oltre 1.000
miliardi di dollari in contanti eventualmente disponibili.
"Lo spirito di compromesso e riconciliazione puo' fare
meraviglie per l?economia", ha scritto Blankfein, ma
succedera' solo se si riuscira' a centrare alcuni obiettivi
prioritari, ovvero l'eliminazione del rischio di una nuova
recessione, una rinnovata fiducia nei conti pubblici, una
seria riforma del codice fiscale che mantenga le aliquote
marginali bassi e un'azione volta a mantenere la leadership
del Paese.