Jumpy72
Forumer attivo
La logica è chiara e interessante , ho qualche perplessità . I tassi potrebbero muoversi in sincrono e il cambio euro dollaro lateralizzare . A quel punto potremmo perdere valore con i btp e trovarci un gruzzolo in dollari che dovremmo cambiare di nuovo in euro per eventualmente investirli su bond euro a prezzi più convenienti , perdendo (due volte) lo spread bid ask sul cambio.In Usa i tassi sono più alti che in Europa.
A tassi alti corrisponde, di solito, una moneta forte.
L'indebolimento del dollaro sconta un futuro abbassamento dei tassi.
Per questo l'investimento in dollari, secondo la regia, avrebbe una funzione assicurativa di copertura.
Si resta long di Btp (ancora 2/3 sono in portafoglio), ma ci si copre con i dollari.
Se i Btp crescono (cioè se i tassi scendono), si vendono i dollari in perdita e si guadagna sui Btp.
Se i tassi non scendono, le perdite sui Btp (o parte di esse) saranno coperte dal guadagno dei dollari (che poi saranno riconvertiti in Btp a prezzi minori).
Cioè, la vendita di 1/3 dei Btp di ieri andrebbe investita tutta in dollari per coprire i restanti 2/3 di Btp.
Dalla regia son ganzi![]()
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Inoltre i tassi in us sono più alti che da noi , magari tagliano loro e noi noi e a quel punto potremmo vedere btp stabili e dollaro che perde valore.
In linea teorica l’operazione ha un senso , mi pare che però non sia esente da rischi .
Per me giustissimo vendere una quota ( anche io ho venduto circa un terzo a valore di quello che avevo accumulato nei mesi precedenti) , la copertura mi lascia qualche dubbio. Personalmente preferisco tenere la liquidità per una gestione più dinamica dei portafoglio e poter sfruttare opportunità che via via si presentano
