"GRAFICI E ANALISI": BUNDAROLI (CME-CBOT-EUREX E S

Reddito fisso


TASSI E VALUTE

· È proseguita per tutta la scorsa settimana la corsa al rialzo dei tassi di interesse europei. Una corsa che ha preso il via sul finire della settimana precedente quando il forte aumento dell’occupazione negli Stati Uniti nel mese di aprile aveva rafforzato le attese di un rialzo dei tassi statunitensi. Sebbene le prospettive per l’area euro non siano altrettanto rosee e la stessa Bce – Banca centrale europea – ha ribadito per l’ennesima volta che l’attuale livello dei tassi è coerente con il contesto economico dell’area euro, i tassi europei si sono fatti trascinare da quelli Usa. Alla fine sia quelli a breve sia quelli a medio–lunga scadenza hanno concluso la settimana su livelli superiori rispetto a 7 giorni fa.

· Da parte nostra continuiamo a ritenere ottimale la strategia prudente che vi consigliamo da tempo. Preferite i titoli con scadenza compresa tra i 4 e i 7 anni affiancando loro qualcheduno a breve. I prezzi di questi ultimi sono in genere piuttosto stabili e vi aiuteranno a proteggere il vostro portafoglio nelle fasi turbolente di mercato. Per il motivo opposto state alla larga dai titoli con le scadenze più lunghe, che rendono sì di più, ma hanno prezzi che oscillano molto di fronte ai cambiamenti di umore del mercato. Il rischio di rivenderli in perdita è dunque alto.

· Continuate a puntare sull’euro. La scorsa settimana la moneta europea si è saputa ben difendere dagli attacchi del dollaro Usa, rinvigorito dai buoni dati occupazionali americani. Ma il nuovo aumento del deficit commerciale (le importazioni che superano le esportazioni) Usa nel mese di marzo ha riportato alla ribalta lo squilibrio dei conti statunitensi. Risultato: il biglietto verde è arretrato e, di riflesso, l’euro ha recuperato terreno chiudendo la settimana a quota 1,19 dollari.

· Se siete disposti ad assumervi un pizzico di rischio in più potete puntare sulla rivalutazione di certe valute. A nostro avviso hanno buone potenzialità di recupero il dollaro australiano, quello canadese, il dollaro Usa e la corona svedese. Riteniamo oggi interessanti anche gli investimenti in sterline inglesi. Non tanto per le prospettive della valuta britannica, su un livello tutto sommato equilibrato nei confronti dell’euro (vedi grafico a pagina 1), quanto per i tassi inglesi, ben più elevati di quelli della zona euro – vedi grafico – il divario con quelli a breve è oggi attorno ai due punti percentuali. Le prospettive di un ulteriore rialzo dei tassi a breve scadenza inglesi, al fine di evitare un surriscaldamento dell’economia britannica, ci inducono a consigliarvi qualche titolo in sterline a tasso variabile. Con essi potrete infatti "cavalcare" un prossimo rialzo dei tassi inglesi essendo le loro cedole, e quindi i loro rendimenti, legati all’andamento dei tassi a breve (inglesi) sul mercato. Di norma sono pari ai tassi a tre mesi più qualche centesimo di punto. Ricordatevi comunque sempre che il rendimento in sterline che otterrete risulterà maggiore nel caso in cui nel frattempo la valuta britannica si apprezzasse nei confronti dell’euro; ma inferiore nel caso contrario. Visto il rischio insito in qualsiasi investimento in valuta diversa dall’euro, dedicategli una parte limitata del vostro portafoglio (vedi le pagine 12 e 13 ).

TASSI PIÙ ALTI ALL’OMBRA DEL BIG BEN
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I tassi a breve scadenza inglesi (in neretto) sono di gran lunga più elevati di quelli della zona euro e il loro divario è destinato a crescere. Potete trarne vantaggio puntando su qualche titolo in sterline a tasso variabile. Il rapporto di cambio euro/sterlina, tutto sommato equilibrato, non dovrebbero crearvi problemi.
 
su affari&finanza di lunedì c'era un interessante articoletto di Francesco Arcucci seminascosto a pag.40 sul carrytrade. Dice in sintesi che son finiti i tempi dei soldi facili fatti indebitandosi a breve in US o JPN e investendo a lungo altrove. Il carrytrade è pericoloso quando gli impieghi ( obbligazioni ma anche azioni e immobili ) in cui si investono soldi raccolti a breve, subiscono una flessione dei prezzi tale da causare una minusvalenza superiore al differenziale fra tassi a lungo e tassi a breve. In questo caso i "carritrader" si trovano tutti in perdita e devono vendere per rimborsare i finanziamenti a breve. Si manifesta una crisi di liquidità perchè manca il cash per rimborsare i debiti a breve. Così se prima i carrytrader hanno registrato grandi utili, poi registrano grandi perdite, poichè, per rimborsare i debiti, finiscono per deprimere ancora di più i prezzi degli investimenti. Poi continua riferendo rumours che parlano di operatori che si troverebbero in guai seri, molti hedge funds sarebbero sul punto di saltare e stanno liquidando tutto molto velocemente, nel tentativo di non andare gambe all'aria. Il T-Bond è sceso da 116 a 103 in poche settimane, ricalcando la caduta di giugno-luglio anno scorso. Allora i corsi si ripresero ma ora la FED non può più continuare ad esercitare la politica del danaro facile...
 
Reddito fisso

TASSI E VALUTE

· Ancora il petrolio in primo piano durante la scorsa settimana. Le dichiarazioni dell’Arabia Saudita, disposta ad aumentare la produzione di greggio, non sono bastate a far raffreddarne i prezzi che hanno proseguito la loro corsa verso l’alto. La recente fiammata dei prezzi energetici ha già avuto come primo effetto il rimbalzo dell’inflazione in tutti i Paesi di Eurolandia (vedi grafico); ed è motivo di preoccupazione per l’impatto che potrà avere sulla crescita europea. A tal punto che alcuni hanno già incominciato a pensare che la Bce – la Banca centrale europea – possa tagliare i propri tassi nel tentativo di sostenerla.

· A nostro avviso difficilmente la Bce deciderà di abbassare i propri tassi per contrastare gli effetti del caro petrolio, un evento del tutto eccezionale da combattere con altre armi. Altrettanto improbabile ci sembra un rialzo dei tassi visto che l’economia si sta sì risollevando, ma molto lentamente. Ci vorrà del tempo per smuovere dagli attuali livelli i tassi a breve scadenza, quelli che di solito anticipano le decisioni di politica monetaria della Banca centrale. Quelli a lunga scadenza da parte loro, che in genere riflettono le attese economico–politiche dei mesi a venire, sono già saliti molto nel mese scorso ed è verosimile che si prendano una pausa. Cosa che hanno fatto tutti i tassi durante la scorsa settimana così che hanno concluso su livelli analoghi a quelli di sette giorni prima.

· In tale contesto preferiamo continuare a consigliarvi una strategia improntata alla prudenza: puntate sui titoli con scadenze comprese tra i 4 e i 7 anni più qualcheduno a breve. Questi ultimi renderanno più stabile il vostro intero portafoglio, oltre a esservi necessari nel caso sappiate fin da ora di aver bisogno tra non molto dei soldi investiti.

· Privilegiate i titoli in euro accanto ai quali potete affiancare qualche titolo in monete sottovalutate, ma dalle buone prospettive di recupero. Come la corona svedese, il dollaro statunitense, quello canadese e il dollaro australiano. Interessante anche l’investimento in sterline inglesi per approfittare del livello elevato dei tassi britannici e di un loro probabile rialzo – fatelo acquistando qualcheduna delle obbligazioni a tasso variabile che vi indichiamo di seguito (a pagina 14 trovate un’analisi più completa con maggiori spiegazioni sul perché di un investimento in sterline).

L’ENERGIA SCALDA I PREZZI
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L’inflazione in Germania (in neretto), Italia e Francia (linea sottile) in aprile è balzata verso l’alto per effetto del caro–petrolio e facendo temere per la crescita economica. Difficilmente però la Bce deciderà di contrastarne l’effetto intervenendo sui propri tassi che si prospettano stabili ancora per un po’.
 
IL PREZZO DEL PETROLIO (in dollari) È AI MASSIMI
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I margini per pomparne di più sono ridotti mentre vengono alla ribalta Paesi (Cina, India) che ne sono assetati, portando così un velo di incertezza sui mercati.

TASSI D'INTERESSE E PREZZI CORRONO APPAIATI
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Se l'inflazione Usa (in grassetto), magari spinta dal petrolio rialzasse la testa anche i tassi a lungo termine (linea sottile) potrebbero salire frenando le Borse.

INCERTEZZA SUL FUTURO DEI TASSI: UGUALE NUBI SULLE BORSE?

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I tassi Usa sono saliti, ma visto che la Fed difficilmente opererà un rialzo prima delle elezioni è possibile che il clima di incertezza duri fino a novembre
 
ANALISI

ARRIVA L'ESTATE: LE BORSE SI SQUAGLIERANNO COME GELATI?

Petrolio alle stelle e timori d'impennata dei tassi negli Usa stanno frenando i mercati. Visto poi che secondo alcuni in genere le Borse tra maggio e ottobre sono un po' più in affanno rispetto ai mesi che vanno da novembre ad aprile, abbiamo pensato di vederci chiaro e di proporvi alcune simulazioni sulla base del passato. Ne risulta che se il vostro orizzonte di investimento è piccolo piccolo (meno di sei mesi) è meglio che oggi evitiate di speculare in azioni.

· La canicola estiva porta fortuna alle azioni? Per scoprirlo ci siamo "recati" sulla piazza azionaria più importante del pianeta – Wall Street – e abbiamo preso, mese per mese, i valori (inclusi i dividendi) degli indici di Borsa dal 1970 fino a dicembre 2003. Quindi abbiamo calcolato tre nuovi indici in base 100. Il primo descrive l'andamento di New York su 34 anni. Il secondo descrive l'andamento di New York negli ultimi 34 anni tenendo conto solo delle variazioni della Borsa tra maggio e ottobre – cioè come se Wall Street fosse rimasta chiusa da novembre ad aprile. Il terzo indice è costruito come il secondo, solo che tiene conto esclusivamente delle variazioni tra novembre e aprile, come se la Borsa fosse rimasta chiusa per i sei mesi "caldi".

· Il risultato lo trovate nel grafico qui sotto – New York in estate arranca col fiato corto – da cui è evidente che tra il 1970 e il 2003 la Grande Mela ha messo su in media il 2,5% nei mesi estivi e addirittura l'8,8% in quelli invernali. Come a dire che le azioni in inverno rendono di più.

NEW YORK IN ESTATE ARRANCA COL FIATO CORTO
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La Borsa di New York (in grassetto, base 100) deve la maggior parte dei suoi guadagni ai mesi invernali (linea sottile), mentre quelli estivi (tratto intermedio) sono caratterizzati da una certa difficoltà nel portare a casa rendimenti interessanti. Questo ragionamento, però, vale solo in media.

Milano sotto esame
Dopo aver esaminato New York ci siamo allora domandati se per Milano valesse un ragionamento simile e abbiamo ripetuto per Piazza Affari l'analisi che avete appena visto. Il risultato lo trovate nel grafico Anche Piazza Affari soffre la canicola, da cui appare che dal 1973 a oggi i mesi compresi tra maggio e ottobre hanno comportato una variazione negativa media annua del 2,2%, mentre quelli tra novembre e dicembre hanno visto la Piazza Affari farsi avanti in media ogni anno di un buon 15%.

ANCHE PIAZZA AFFARI SOFFRE LA CANICOLA
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Milano (in grassetto, base 100) corre tra ottobre e aprile (tratto intermedio) ma è inconcludente nel periodo estivo (linea sottile).

Fuggire, quindi, finché non torna il fresco?
Piano: certi esercizi van presi con le pinze, altrimenti sono pericolosi. Nel grafico Mese che vai, rendimento che trovi, potete, infatti, notare che ogni mese (barre) ha in media un andamento caratteristico, tuttavia indipendentemente dal fatto che in media sia virtuoso o meno, vi si può sia guadagnare, sia perdere molto (linee). In pratica vendere le azioni a maggio solo perché in media in passato le Borse non han brillato in estate è un comportamento avventato. Tanto più se il vostro orizzonte di investimento non è di pochi mesi, ma di diversi anni.

Ma se voglio investire solo per alcuni mesi?
· Le Borse non amano i rialzi dei tassi. Tassi più alti rendono, infatti, più costoso indebitarsi per le società e attirano sulle obbligazioni parte del denaro che si dovrebbe riversare sulle azioni. Da un po' di tempo gli operatori temono un rialzo dei tassi Usa ma, visto che in passato la Fed (la banca centrale Usa) ha sempre evitato di alzare i tassi prima delle elezioni presidenziali, che saranno a novembre, forse ci vorranno 6 mesi di incertezze prima di una risposta. Né aiuta a dipanare la matassa il prezzo del petrolio che, non solo è ai massimi, ma che potrebbe non calare tanto presto, visto che i margini per produrne di più sono minimi, e che grandi Paesi come la Cina e l'India ne stanno consumando sempre di più.

· Per questi motivi dubitiamo che la Borsa Usa, e quindi Milano, che le va spesso dietro, avranno un'estate brillante. Se è vostra intenzione fare investimenti in Borsa solo per specularvi da qui a 6-10 mesi il nostro consiglio è, quindi, di non farlo.

MESE CHE VAI, RENDIMENTO CHE TROVI
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Approfondende l'analisi mese per mese notiamo che (barre, scala di sinistra) alcuni mesi in media guadagnano più di altri, tuttavia a testimonianza della varietà dei risultati le due linee (scala di destra) indicano il massimo (in grassetto) e il minimo (tratto sottile) raggiunti da Piazza Affari nei singoli mesi.
 
Reddito fisso


TASSI E VALUTE

· Ancora il petrolio in primo piano durante la scorsa settimana. Le dichiarazioni dell’Arabia Saudita, disposta ad aumentare la produzione di greggio, non sono bastate a far raffreddarne i prezzi che hanno proseguito la loro corsa verso l’alto. La recente fiammata dei prezzi energetici ha già avuto come primo effetto il rimbalzo dell’inflazione in tutti i Paesi di Eurolandia (vedi grafico); ed è motivo di preoccupazione per l’impatto che potrà avere sulla crescita europea. A tal punto che alcuni hanno già incominciato a pensare che la Bce – la Banca centrale europea – possa tagliare i propri tassi nel tentativo di sostenerla.

· A nostro avviso difficilmente la Bce deciderà di abbassare i propri tassi per contrastare gli effetti del caro petrolio, un evento del tutto eccezionale da combattere con altre armi. Altrettanto improbabile ci sembra un rialzo dei tassi visto che l’economia si sta sì risollevando, ma molto lentamente. Ci vorrà del tempo per smuovere dagli attuali livelli i tassi a breve scadenza, quelli che di solito anticipano le decisioni di politica monetaria della Banca centrale. Quelli a lunga scadenza da parte loro, che in genere riflettono le attese economico–politiche dei mesi a venire, sono già saliti molto nel mese scorso ed è verosimile che si prendano una pausa. Cosa che hanno fatto tutti i tassi durante la scorsa settimana così che hanno concluso su livelli analoghi a quelli di sette giorni prima.

· In tale contesto preferiamo continuare a consigliarvi una strategia improntata alla prudenza: puntate sui titoli con scadenze comprese tra i 4 e i 7 anni più qualcheduno a breve. Questi ultimi renderanno più stabile il vostro intero portafoglio, oltre a esservi necessari nel caso sappiate fin da ora di aver bisogno tra non molto dei soldi investiti.

· Privilegiate i titoli in euro accanto ai quali potete affiancare qualche titolo in monete sottovalutate, ma dalle buone prospettive di recupero. Come la corona svedese, il dollaro statunitense, quello canadese e il dollaro australiano. Interessante anche l’investimento in sterline inglesi per approfittare del livello elevato dei tassi britannici e di un loro probabile rialzo – fatelo acquistando qualcheduna delle obbligazioni a tasso variabile che vi indichiamo di seguito (a pagina 14 trovate un’analisi più completa con maggiori spiegazioni sul perché di un investimento in sterline).

L’ENERGIA SCALDA I PREZZI
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L’inflazione in Germania (in neretto), Italia e Francia (linea sottile) in aprile è balzata verso l’alto per effetto del caro–petrolio e facendo temere per la crescita economica. Difficilmente però la Bce deciderà di contrastarne l’effetto intervenendo sui propri tassi che si prospettano stabili ancora per un po’.
 
ANALISI

QUANDO L’INGLESE È IMPORTANTE

Un’economia che gira a pieno ritmo, tassi ben più elevati di quelli di Eurolandia e che si alzeranno ancora, valuta a un livello equilibrato rispetto all’euro… l’Inghilterra offre un panorama interessante dove potete spuntare rendimenti di tutto rispetto. La sterlina entra così nei nostri portafogli.

Investire Oltremanica rende di più
· In Inghilterra le famiglie se la passano bene. Quasi tutti hanno un lavoro – il tasso di disoccupazione è ai minimi storici (2,9%) – e si godono il frutto della loro fatica: i consumi continuano a crescere così come i debiti contratti per acquistare una casa (i cui prezzi stanno lievitando). Una tendenza che se continua può diventare pericolosa. È proprio nel tentativo di frenarla che la Banca centrale inglese ha iniziato già nello scorso novembre a rialzare i propri tassi ufficiali

che si trovano al 4,25% contro il 2% di quelli europei.

· Oggi i tassi inglesi a breve scadenza sono ben più elevati di quelli della zona euro – una differenza che si aggira attorno ai 2 punti percentuali per scadenze fino ai 4 anni (vedi grafico più in basso). Il divario si annulla per diventare addirittura negativo per le scadenze molto lunghe – oltre i 20 anni.

· E in futuro? La Banca centrale inglese è solo agli inizi: prevediamo che per evitare il surriscaldamento della propria economia prosegua, in maniera graduale, per la strada dei rialzi. All’orizzonte dunque si prospettano tassi britannici, soprattutto a breve scadenza, ancora più elevati.

Sterlina contro euro: zero a zero
Se prestare soldi in Inghilterra mi dà di più che farlo nella zona euro, perché non approfittarne? Un occhio di riguardo quando si tratta di investimenti in valuta, va al cambio della moneta in questione rispetto all’euro e alle sue prospettive. In base ai nostri calcoli la sterlina inglese si trova a un livello tutto sommato equilibrato nei confronti dell’euro. Un metodo per visualizzare questo fatto può essere quello di confrontare l’attuale cambio sterlina/euro con quello medio di lungo periodo (vedi grafico in alto). Si vede bene come oggi il valore della sterlina sia in linea con quello degli ultimi 30 anni. E pensiamo abbia tutte le potenzialità per rimanerci anche nei prossimi.

TASSI PIÙ ELEVATI ALL’OMBRA DEL BIG BEN
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I tassi inglesi (linea sottile) di scadenza medio–breve (i più a sinistra nel grafico) sono ben più elevati di quelli della zona euro (in neretto); la differenza (barre) si fa via via minore fino a diventare negativa per le scadenze molto lunghe.

RAPPORTI EQUILIBRATI
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Il cambio della sterlina nei confronti dell’euro è in linea con quello medio degli ultimi 30 anni (linea orizzontale). Un livello d’equilibrio che la sterlina ha tutte le potenzialità per difendere.

Su quali titoli puntare?
· Dal punto di vista del cambio dunque, non dovrebbero esserci problemi. Il rischio che la sterlina si deprezzi erodendo il vostro capitale finale è basso. Approfittare degli elevati tassi inglese si può. Su quali titoli puntare? Abbiamo visto che il divario tra i tassi inglesi e quelli della zona euro è maggiore per le scadenze brevi ed è destinato ad allargarsi ancor di più. Per trarne il massimo beneficio potete acquistare qualche titolo a tasso variabile che vi permette di sfruttare appieno l’attuale livello dei tassi inglesi e le loro prospettive di rialzo. Le cedole dei titoli a tasso variabile infatti vengono di volta in volta ricalcolate sulla base dei tassi di interesse a breve scadenza sul mercato, rispecchiandone così l’andamento.

· Nella tabella trovate i titoli su cui puntare: sono tutti a cedole trimestrali e variabili agganciate al libor (vedi riquadro) a tre mesi più qualche decimo di punto percentuale. Hanno tutte un grado di affidabilità ottimo, eccetto Banca Intesa la cui affidabilità è buona. Essendo a tasso variabile, i loro prezzi si aggirano tutti attorno a 100.

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· In alternativa potete acquistare quote del fondo Fidelity Sterling Bond A che potete sottoscrivere via internet sia presso www.onlinesim.it sia presso www.fundstore.it con un investimento minimo di 2.000 euro. Altrimenti potete scaricarvi l’elenco dei distributori dal sito: http://www.fidelity-international.com/investing/contact/italy.html.

COS’È IL LIBOR?
Il libor è un tasso a breve scadenza calcolato come media dei migliori tassi d’interesse ai quali le banche primarie offrono depositi a 3 e a 6 mesi ad altre banche primarie presenti sulla piazza di Londra. Viene utilizzato per calcolare le cedole dei titoli a tasso variabile.
 
prima di abbandonarlo al suo destino ...
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... lo volevo riportare quà.
Visto che ci ha fatto compagnia per ben tre mesi.


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