"GRAFICI E ANALISI": BUNDAROLI (CME-CBOT-EUREX E S

... pure il tbond ... nostro fedele compagno ...

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Reddito fisso


TASSI E VALUTE

· Durante la scorsa settimana la Bce – la Banca centrale europea – si è riunita nella consueta riunione mensile per decidere la politica monetaria da adottare. Nessuno si aspettava un ritocco dei tassi ufficiali della zona euro e così è stato. I tassi sono rimasti invariati al 2%. La maggior preoccupazione della Bce in questo momento è il caro petrolio che potrebbe spingere l’inflazione al di sopra dell’obiettivo del 2% nel corso dei prossimi mesi e mettere a rischio la ripresa economica di Eurolandia. Una ripresa già di per sé debole e poco convincente. Al momento la Banca centrale europea ha lasciato aperta la porta a qualsiasi decisione di politica monetaria: sia a un ribasso dei tassi per stimolare la crescita, sia a un rialzo per contenere l’inflazione. Ma a dire il vero quasi nessuno ci crede e ritiene più verosimile che i tassi vengano lasciati invariati al 2% ancora per un bel po’. E così la pensiamo anche noi.

· Intanto i tassi di interesse della zona euro sul mercato la scorsa settimana si sono fatti condizionare dai buoni dati economici europei e anche americani – miglioramento della fiducia dei direttori degli acquisti delle imprese e aumento degli occupati Usa. Presi dall’ottimismo sia i tassi a breve sia quelli a medio–lunga scadenza si sono rialzati concludendo la settimana su valori superiori rispetto a 7 giorni fa.

· Di fronte a tanta incertezza vi consigliamo di adottare un atteggiamento prudente. Evitate i titoli con le scadenze molto lunghe, i cui prezzi saranno i primi a crollare nel momento in cui i tassi dovessero imboccare con decisione la via della risalita. Privilegiate quelli con scadenza compresa tra i 4 e i 7 anni – la miglior combinazione rischio/rendimento oggi possibile – affiancandone qualcheduno a breve che vi sarà utile per costruirvi un portafoglio, obbligazionario e azionario, più stabile.

· Continuate a dedicare all’euro la maggior parte dei vostri risparmi. La scorsa settimana la moneta europea ha guadagnato posizioni nei confronti di quella Usa chiudendo la settimana a quota 1,23 dollari. Il biglietto verde negli ultimi tempi è appesantito dai timori per le possibili ripercussioni che l’elevato prezzo del petrolio potrebbe avere sull’economia americana e quindi sulle future mosse di politica monetaria della Banca centrale Usa (rinvio di un rialzo dei tassi). Nel medio periodo (3–5 anni) riteniamo abbia però tutte le potenzialità per recuperare terreno. Potete scommettere su un suo rialzo acquistando qualche titolo in dollari Usa. Buone prospettive di recupero anche per il dollaro canadese, intimamente legato al cugino statunitense, la corona svedese e il dollaro australiano. Acquistando qualche obbligazione in quest’ultima valuta inoltre potrete beneficiare dei tassi australiani, ben più elevati di quelli della zona euro. Altrettanto alti anche i tassi inglesi. Visto che la sterlina non dovrebbe riservarvi brutte sorprese sul fronte del cambio, potete approfittarne acquistando qualche titolo in sterline. Tra l’altro si fa sempre più probabile un nuovo rialzo dei tassi britannici con i quali la Banca centrale d’Inghilterra potrebbe tentare di porre un freno al ricorso al credito delle famiglie inglesi (vedi grafico), i cui debiti hanno raggiunto il 120% del loro reddito disponibile.


CARTE DI CREDITO A GO GO
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Gli inglesi chiedono sempre più prestiti per finanziare le proprie spese: le richieste di denaro fatte ogni mese tramite carta di credito (area, sc. destra, in milioni di sterline) sono in continuo aumento facendone lievitare il totale (linea). Una situazione che preoccupa la Banca centrale pronta a frenarla rialzando i tassi.

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