Benché il prezzo attualmente sia identico, le due società sono completamente diverse, sia nella struttura del debito che in quella industriale ed entrambe non sono messe bene. Su Magyar Telecom pesa molto il crollo dei ricavi e l'aumento della pressione fiscale ungherese (Monti style), mentre su CEDC pende l'incertezza del rifinanziamento del bond CV 2013 da 310 mln di USD. Il magnate russo Tariko, che inizialmente aveva fornito il proprio supporto a iniettare 210 mln nell'azienda, sembra adesso desistere dall'operazione dopo la rettifica dei conti (al ribasso) da parte di CEDC. Forse, alla fine, il russo caccerà i soldi, ma per ora la certezza non c'è più. La società polacca potrebbe quindi andare in default a marzo sul rimborso del bond. Magyar, invece, dovrebbe vendere qualche asset (due sussidiarie sono già in fase di liquidazione entro il 31/12) dopo l'acquisizione di Fibernet, poi tutto dipenderà dall'evolversi della crisi che, nella peggiroe delle ipotesi, potrebbe costringere i soci a un ADC e a una contestuale ristrutturazione del debito (il bond). Qui ovviamente tutto si gioca sul recupero dei margini che per una compagnia telefonica è meno difficile rispetto al settore in cui opera CEDC peraltro affetta dal calo strutturale delle esportazioni e dei consumi di vodka in Russia.