tontolina ha scritto:
ma non dici la cosa peggiore
L'italia è l'unico paese in cui la produzione dei farmaci ha un costo inferiore rispetto agli altri
ma
poi
non si sa cosa succede
il farmaco venduto nelle farmacie a volte supera addirittura il 100% rispetto al prezzo negli altri paesi europei
Ora alcuni defi.cienti e celebrolesi sostengono che questa liberalizzazione favorisce le coop rosse
sfugge alla loro attenzione che prima di tutto favorisce il consumatore che potrà acquistare il farmaco da banco ad un prezzo inferiore
Scusa tontolina ma non potresti informarti prima di straparlare?
In Italia di produzione di farmaci se ne fa poca. Se ti informi vedrai che Roche, Pfizer, Bayer, Glaxo, Novartis etc ....non sono italiane.
Sui prezzi dei farmaci, che sono una cosa complessa, ci sono degli studi della Bocconi.
FARMACI: IN ITALIA QUELLI CON RICETTA COSTANO MENO
MILANO - I prezzi al pubblico dei nuovi farmaci su ricetta in Italia sono inferiori rispetto ai principali paesi occidentali. Da uno studio condotto da Cergas (Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale) dell'Universita' Bocconi di Milano e' infatti emerso che i prezzi dei farmaci su prescrizione sono superiori del 5-10% in Francia, Canada e Inghilterra, del 37% alla Germania e del 100% agli USA.
I farmaci lanciati dopo il 1990 - ha spiegato lo studio - hanno prezzi al pubblico inferiori dal 5 al 100% e i prezzi che l'industria pratica alla distribuzione dal 10 al 160%. Lo studio riguarda Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Canada e Stati Uniti e confronta prodotti con lo stesso principio attivo e indicazione terapeutica e riferiti al mercato gestito dalle farmacie aperte al pubblico.
Secondo la ricerca, i prodotti di piu' recente introduzione (farmaci lanciati sul mercato internazionale dopo il 1990) presentano in Italia prezzi al pubblico di poco superiori (+1%) solo alla Spagna e inferiori (dal 5 al 100%) agli altri. Per prezzo finale si intende il prezzo che l'utente e le assicurazioni private (se il farmaco non e' rimborsabile) o lo Stato e le assicurazioni sociali (se e' rimborsabile) pagano. I prezzi finali sono dati dal prezzo industriale piu' la remunerazione della distribuzione (distributori all'ingrosso e farmacie) e l'IVA. Non sono inclusi nel prezzo finale eventuali sconti dovuti dalle farmacie in caso di farmaco rimborsato dal sistema pubblico.
''I prezzi dei farmaci in Italia sono inferiori, soprattutto se si fa riferimento ai farmaci piu' recentemente introdotti sul mercato - ha spiegato Claudio Jommi, responsabile dell'Osservatorio Farmaci -. Tale posizionamento e' da ascrivere, tra gli altri fattori, al maggiore controllo dei prezzi industriali, realizzato attraverso una contrattazione simultanea di prezzi e rimborsabilita' dei farmaci, ai frequenti tagli diretti o indiretti di prezzo e all'applicazione nel 2005 di uno sconto obbligatorio sul prezzo a carico delle imprese''.
Secondo lo studio anche i prodotti lanciati da piu' tempo (e, quindi, il mercato nel suo complesso), in Italia i prezzi sono superiori alla Spagna (del 10-20%) e inferiori a Germania, del 10-30%, Canada, con differenze assimilabili alla Germania, e USA, con differenze molto piu' consistenti. Tendenzialmente i prezzi al pubblico sono piu' alti di quelli inglesi (soprattutto perche' l'IVA e' nulla per i prodotti con obbligo di prescrizione nel Regno Unito) e, in parte, francesi. Quelli industriali sono invece in linea o piu' bassi rispetto a Francia e Regno Unito.
Il posizionamento dell'Italia - secondo la ricerca - e' dunque piu' incerto, modificandosi in funzione dell'indice utilizzato. ''Tale risultato non e' sorprendente - ha sottolineato Claudio Jommi - in quanto diversi principi attivi sono in Italia ancora oggi coperti da brevetto, mentre in altri paesi la copertura brevettuale e' scaduta (con conseguente apertura alla competizione dei generici). C'e' da aspettarsi tuttavia un graduale allineamento degli indici riferiti a tutto il mercato a quelli per i prodotti di piu' recente introduzione, in quanto questi avranno un peso sempre maggiore e per diversi principi attivi il brevetto e' in scadenza anche in Italia''.
I minori prezzi dell'Italia - secondo lo studio - sono piu' evidenti nei prezzi industriali, mentre il confronto sui prezzi al pubblico mostra qualche incertezza in piu'. ''Un ruolo importante - ha spiegato Jommi - viene giocato dall'IVA sui farmaci etici, che in Italia (10%) e' inferiore soltanto rispetto alla Germania (16%). Piu' incerto e' il ruolo dei costi della distribuzione intermedia e finale''. Fatto cento il prezzo finale - e' spiegato nella ricerca - la quota della distribuzione, 30%, su tale prezzo non e' in Italia superiore rispetto ai principali partner europei, mentre e' piu' alta rispetto a USA e Canada, entrambi al 27%, che presentano pero' un sistema distributivo differente.
FARMACI: IL COSTO IN ITALIA, LE TABELLE
Queste le tabelle dello studio Cergas Bocconi sul costo dei farmaci a ricetta. Differenza nel prezzo al pubblico rispetto all'Italia:
- Spagna -1%
- Francia +5%
- Canada +6%
- Regno Unito +7%
- Germania +37%
- USA +100%
Differenza nel prezzo industriale rispetto all'Italia:
- Francia +10%
- Spagna +11%
- Regno Unito +24%
- Germania +28%
- Canada +38%
- USA +160%
Quota sul prezzo finale dei farmaci su ricetta (al lordo di IVA) prevista per la remunerazione delle imprese, per i margini alla distribuzione (intermedia e finale[cioè grossisti e farmcie]) e per l'IVA:
Industria Distribuzione IVA
- Germania 52,8% 33,4% 13,8%
- Francia 59,5% 38,4% 2,1%
- Italia 60,6% 30,3% 9,1%
- Spagna 63,2% 33,0% 3,8%
- Regno Unito 65,8% 34,2% 0%
- Canada 73,3% 26,7% 0%
- USA 73,3% 26,7% 0%.
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200607211345250554/200607211345250554.html
Fonte: Elaborazioni Osservatorio Farmaci Cergas su dati IMS Health
[] [] 21.07.2006 - © Università Bocconi
Comunque
con i prezzi dei farmaci i farmacisti non c'entrano niente perchè non sono loro che li determinano, non c'è mica l'etichetta del farmcista appiccicata sopra, il prezzo è stampigliato dalla ditta.
Perchè non leggi i post precedenti dove ci sono un po' di dati?
Se fate trading con questo genere di raccolta dati non so cosa possiate concludere.