Idee e grafici. - Cap. 2

se i bancari non salgono
con questo spread krollato..
ed allora non mi convince
angry.gif
wall.gif

qui qualcosa..cambiera'
confused.gif


solo 3 giorni fa UCG avrebbe fatto minimo +3,5%
come anche idem ISP

spread a 251 -5,62%
 
News

04/06/2013 10:35
Gran Bretagna: a maggio PMI costruzioni a 50,8 punti, sotto le attese
Financial Trend Analysis



In Gran Bretagna il CIPS (Chartered Institute of Purchasing & Supply) e Markit Economics hanno reso noto che nel mese di maggio l'indice PMI (Purchasing Manager Index) relativo al settore delle costruzioni e' salito a 50,8 punti dai 49,4 punti del mese precedente confermandosi al di sopra del livello di equilibrio pari a 50 punti. Il consensus era per un valore dell'indice pari a 49,6 punti. (CC) Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News Trend Online
 
News

04/06/2013 11:11
Mercati in balia delle Banche Centrali. Verso la fine del rialzo
Davide Pantaleo



Ormai da diverse sedute l'andamento dei mercati azionari internazionali è sempre più condizionato dalle aspettative in merito alle prossime mosse della Federal Reserve. Da diverse settimane ha preso il via infatti il dibattito sulla tempistica relativa all'exit strategy che sarà adottata dal Board guidato da Bernanke. Spesso basta un semplice dato macro, positivo o negativo, ad accrescere o ad allentare i timori relativi ad un intervento in tempi brevi da parte della Banca Centrale americana. Ieri è stato diffuso il dato relativo all'indice ISM manifatturiero che è sceso a sorpresa a 49 punti, e tanto è bastato per riportare gli acquisti a Wall Street dove ha preso piede l'idea che difficilmente la Fed si muoverà in tempi brevi. Secondo James McDonald, capo strategist degli investimenti presso Northern Trust, la Banca centrale americana non ha fretta di muoversi, anche perchè il miglioramento del tasso di disoccupazione non è stato particolarmente di qualità e l'inflazione sta scendendo, motivo per cui il Baord di Bernanke rimarrà fermo ancora per qualche tempo. Gli esperti di Fxcm, in una nota diffusa questa mattina, hanno dichiarato che le riunioni delle diverse banche centrali che si terranno questa settimana potrebbero aiutare i mercati a prendere una direzionalità sostenibile nel breve periodo. L'idea è che qualsiasi accenno a implementazione o a intensificazione di misure straordinarie, da parte di Paesi esterni agli Stati Uniti, potrebbe in qualche modo dare una mano al dollaro americano e con esso, alle stesse Borse. In questa direzione sarà importante seguire con attenzione tutti i dati macro e societari che continueranno ad essere diffusi nel breve e che potrebbero in qualche modo condizionare in un verso o nell'altro le prossime mosse in materia di politica monetaria. Sul fronte macro Usa per oggi si segnala l'indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene americane, con riferimento alle prime quattro settimane di maggio. Ancor più rilevante sarà l'aggiornamento relativo alla bilancia commerciale di aprile che dovrebbe evidenziare un saldo negativo di 41 miliardi di dollari, rispetto al rosso di 38,83 miliardi della rilevazione precedente. Da segnalare inoltre un discorso di Esther George, presidente della Fed di Kansas City. Prima dell'avvio degli scambi a Wall Street si conosceranno i numeri degli ultimi tre mesi di Dollar General, dai quali ci si attende un utile per azione di 0,71 dollari. Domani sarà diffuso l'indice settimanale relativo alle richieste di mutui ipotecari e ancor più rilevante sarà la stima ADP relativa ai nuovi posti di lavoro nel settore privato che a maggio dovrebbe restituire un saldo di 170mila unità, in rialzo rispetto alle 119mila della rilevazione precedente. Per il dato definitivo relativo alla produttività non agricola del primo trimestre le previsioni parlano di un rialzo dello 0,7%, in recupero rispetto al calo dell'1,9% dei tre mesi precedenti, mentre il costo unitaio del lavoro, sempre nel primo trimestre, dovrebbe evidenziare una variazione positiva dello 0,5%, in linea con l'indicazione precedente. Per l'indice ISM non manifatturiero di maggio si prevede una rilevazione pari a 53,5 punti dai 53,1 di aprile, mentre gli ordini alle imprese di aprile dovrebbero mostrare un rialzo dell'1,4% rispetto alla flessione del 4% di marzo. Nel pomeriggio sarà diffuso inoltre il consueto report sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell'energia statunitense. Due ore prima della chiusura di Wall Street si guarderà al Beige Book, che fornirà ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell'economia a stelle e strisce. Per domani è previsto inoltre un discorso di Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas. Giovedì si guarderà ancora al mercato del lavoro con le nuove richieste di sussidi di disoccupazione che dovrebbero attestarsi a 345mila unità, in calo rispetto alle 354mila della scorsa ottava. In agenda anche un intervento di Charles, Plosser, presidente della Fed di Philadelphia. Prima dell'avvio degli scambi a Wall Street saranno diffusi i risultati degli ultimi tre mesi di Ciena Corporation, dai quali ci si attende una perdita per azione di 0,01 dollari. In chiusura di settimana l'attenzione sarà catalizzata dal cruciale report sull'occupazione Usa che in riferimento al mese di maggio dovrebbero restituire un tasso di disoccupazione pari al 7,5%, in linea con la lettura di aprile. Il numero di nuovi occupati nel settore non agricolo dovrebbe essere pari a 168mila unità, in lieve rialzo rispetto alle 165mila del mese precedente. In Europa oggi saranno diffusi solo i prezzi alla produzione industriale che ad aprile dovrebbero evidenziare una variazione positiva su base annua dello 0,2%, rispetto allo 0,7% precedente. Domani è in agenda la seconda lettura del PIL del primo trimestre che dovrebbe calare dello 0,2%, in linea con l'indicazione preliminare, ma in recupero rispetto alla flessione dello 0,6% degli ultimi tre mesi del 2012. Per le vendite al dettaglio di aprile le stime parlano di una variazione negativa dello 0,2% rispetto al calo dello 0,1% precedente, mentre il dato definitivo dell'indcie PMI servizi di maggio è atteso a 47,5 punti, in linea con la lettura preliminare e in lieve progresso rispetto ai 47 punti di aprile. Per giovedì si segnala un duplice appuntamento con le Banche Centrali, visto che la Bank of England annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse, destinati a rimanere fermi allo 0,5%. Si prevede un nulla di fatto anche dalla BCE che manterrà invariato il costo del denaro allo 0,5% e come sempre sarà importante seguirà la conferenza stampa del presidente Draghi. In chiusura di settimana si guarderà alla Germania dove si conoscerà la produzione industriale di aprile che dovrebbe attestarsi sulla parità, in frenata rispetto al rialzo dell'1,2% precedente. In tarda mattinata la BCE annuncerà i rimborsi dei fondi da parte delle banche della prima e della seconda Ltro a 3 anni. A Piazza Affari domani si guarderà a Telecom Italia nel giorno in cui si riunisce il Cda per discutere in merito all'eventuale aggregazione con 3 Italia. Sotto i riflettori anche i titoli del settore petrolifero in vista del report sulle scorte strategiche di petrolio che sarà diffuso nel pomeriggio. Al momento non si segnalano titoli e temi di particolare rilievo per le ultime due sedute della settimana. Fonte: News Trend Online
Fonte: News Trend-online
 
qui i punti di attrazione secondo il mio punto di vista ,
Li bisogna poi vedere come si evolve la situazione generale e a che punto si trovano gli stoc
 

Allegati

  • Cattura.PNG
    Cattura.PNG
    61 KB · Visite: 258
News

04/06/2013 11:22
JP Morgan: i motivi per continuare a investire e dove farlo
Rossana Prezioso



"I fondamentali che hanno sostenuto le azioni nel corso degli ultimi mesi sono ancora al loro posto, efficienti e non hanno perso la loro forza" ha confermato Mislav Matejka in una nota. I motivi che spingono a continuare a credere al rialzo sono fondamentalmente 5: 1) Le azioni, anche a livello mondiale, quindi al di là delle singole piazze, stanno sovraperformando di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Una forza prepotente che non verrebbe scalfita nemmeno da un impatto sui bond o da un ritorno di forte fiducia sull'obbligazionario. 2) Il rischio di inflazione rimane minimo e le prospettive di un suo potenziale rialzo anche, cosa che permetterà la presenza delle banche centrali sui mercati ancora a lungo. 3) LA serie di dati che arrivano dall'economia Usa, la prima ad essere a "rischio" di una exit strategy da parte della Federal Reserve, sono incoraggianti. Dall'aumento della fiducia dei consumatori a quello dell'immobiliare, tutto fa pensare a un rafforzamento graduale, abbastanza da essere livellato da qualche nota fuori posto, il minimo indispensabile per permettere alla Fed di restare ancora, come anche confermato da più voci. 4) I prezzi delle materie ormai in ribasso certo, potrebbero essere un elemento positivo per la crescita mondiale. 5) La crisi della zona euro non solo si è stabilizzata, quindi l'imminenza della catastrofe è lontana, ma anche in rallentamento, con gli ultimi dati delle Pmi resi noti ieri, che hanno creato nuove aspettative sul futuro. Ancora deboli, ma meno del previsto. Tutto sta a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, anche perchè i problemi tuttavia persistono. Il ritorno della Cina come leader dell'economia mondiale è molto più lento del previsto. La superpotenza era destinata al primo posto della lista entro il 2020, superando gli Usa, ma a quanto pare il continuo taglio delle stime, seguito anche da dati non sempre affidabili, relega il Celeste Impero nella categoria delle promesse ancora da mantenere. E sempre dall'Asia arrivano anche i problemi per il Giappone. Attualmente, nonostante i segnali di un potenziale rally di qui a breve, si dovrà comunque scontare una volatilità prevista ma allo stesso tempo piuttosto scomoda. Debole anche il panorama degli emergenti, che tanto avevano fatto sperare, in particolare proprio dalle parti di Messico, Brasile, Russia e Sud Africa. Ma nonostante tutto gli esperti di JP Morgan avvisano da Market Watch, che il quadro non dovrebbe peggiorare e che la volatilità, il fattore più evidente, non dovrebbe trasformarsi in niente di particolarmente sinistro. E sui settori? Con una crescita dei rendimenti sui bond, JP Morgan vede i titoli del settore finanziario con un miglior rapporto rischio/rendimento dei ciclici. Per quanto riguarda telecomunicazioni e utilities rimangono cauti, mentre su società con un free cash flow sostenibile e soprattutto attivo, via libera (farmaceutici, IT, servizi alle imprese, lusso, media. Commodities? meglio underweight, finche non si stabilizza il mercato. Per l'Europa si punta sul rischio anche perchè il panorama appare molto più tranquillo rispetto a un anno fa: banche, auto e materiali da costruzione. Per le zone, meglio preferire le periferiche e l'Italia in particolare. Fonte: News Trend Online
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto