la Stellantis di Filosa

Filosa incontra il presidente TRUMP e...

STELLANTIS SPICCA IL VOLO CON ASSUNZIONI USA E INCONTRO FILOSA-TRUMP​

(Teleborsa) - Prepotente rialzo per Stellantis, che mostra una salita del 7,07% a Piazza Affari, di riflesso alle notizie di stampa che parlano di un corposo piano di assunzioni in USA. Stando ad un articolo di Milano Finanza, il Gruppo starebbe pianificando circa 2.000 assunzioni fra ingegneri ed addetti alla qualità, allo sviluppo prodotti e alla produzione presso il Chrysler Tech Center di Auburn Hills, nella Contea di Oakland (Michigan).

Le nuove risorse sosterranno il Piano industriale del valore di 13 miliardi di euro, annunciato dal CEO Antonio Filosa, che prevede investimenti in Michigan, Illinois, Indiana e Ohio e la creazione di 5.000 posti nelle fabbriche USA.

Frattanto, i media americani anticipano anche un incontro dei costruttori d'auto attivi in USA con il Presidente Trump, cui dovrebbe partecipare anche Filosa.

A livello comparativo su base settimanale, il trend della casa automobilistica italo-francese-statunitense evidenzia un andamento più marcato rispetto alla trendline del FTSE MIB. Ciò dimostra la maggiore propensione all'acquisto da parte degli investitori verso Stellantis rispetto all'indice.

Il quadro tecnico di breve periodo di Stellantis mostra un'accelerazione al rialzo della curva con target individuato a 9,97 Euro. Rischio di discesa fino a 9,5 che non pregiudicherà la buona salute del trend corrente ma che rappresenta una correzione temporanea. Le attese sono per un'estensione della trendline rialzista verso quota 10,43.
 

Stellantis, 22,2 miliardi di oneri per cambio di strategia sull’elettrico​

Consegnati 1,5 milioni di vetture nel quarto trimestre 2025 in crescita del 9%​

di Matteo Meneghello

6 febbraio 2026

Le svalutazioni colpiscono anche Stellantis, che non passa indenne dal cambio in corsa delle strategie di motorizzazione (dal focus sull’elettrico a una strategia ad ampio raggio) e, come Ford e Gm nei mesi scorsi, si prepara a una maxi-correzione in bilancio.
Il gruppo italo-francese ha annunciato - in vista dei risultati dell’intero esercizio - oneri per circa 22,2 miliardi di euro nel 2025. È il costo (la possibilità di svalutazioni una tantum era stata segnalata già in occasione del terzo trimestre) del riposizionamento dell’azienda: la nuova strategia porta, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività. L’obiettivo - spiega Stellantis, che presenterà agli investitori il suo nuovo piano industriale a maggio - è soddisfare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole. I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale. A causa della perdita netta del 2025 (attesa tra 19 e 21 miliardi) non saranno distribuiti dividendi.

Il gruppo automobilistico europeo - che ha annunciato anche la cessione della quota del 49% in Nextstar Energy, impianto per la produzione di batterie per veicoli elettrici in Canada, a LG Energy -

La stima consegne consolidate nel quarto trimestre 2025 pari a 1,5 milioni di unità, in crescita del 9% su base annua.
A trainare la crescita è il Nord America, dove le consegne sono aumentate del 43%,
in crescita anche Sud America, Medio Oriente e Africa, Cina e India e Asia-Pacifico.
Ciò è stato parzialmente compensato - spiega l’azienda - da un calo nell’Europa allargata, (26mila in meno pari al -4% su base annua) per l’effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive.


«La reimpostazione che abbiamo annunciato - ha commentato il ceo Antonio Filosa - si inquadra nel percorso avviato nel 2025 per tornare a porre i clienti come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, oltre che l’impatto delle criticità pregresse».
In questi mesi è mutato anche il contesto regolatorio, sia in Europa, con l’apertura alla possibilità di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni nel territorio dell’Unione europea con elementi di maggiore progressività, ma soprattutto negli Stati Uniti, con la decisione dell’amministrazione Trump di eliminare, lo scorso 30 settembre, il credito d’imposta federale di 7.500 dollari per gli acquirenti, e ridurre gli standard Cafe sull’efficienza di carburante, azzerando alcune sanzioni legate agli sforamenti di questi standard.
È in questo contesto che si inseriscono le recenti decisioni di altri due big player (come Stellantis) del mercato Usa, come Gm e Ford. La prima ha annunciato all’inizio di ottobre altri 6 miliardi di oneri straordinari legati alla revisione della propria strategia (portando a 7,6 l’impatto complessivo, considerando altre correzioni precedenti), mentre la seconda, già in precedenza, aveva stimato in 19,5 miliardi la svalutazione, da spalmare però in più trimestri.
 
Ultima modifica:
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il mkto non l'ha presa bene e lazionechiude con -26%
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