la trinità che comanda il mondo

...........................Non è un caso che quattro Cazari[aschenaziti] siano comparsi insieme nei negoziati di “pace” finanziaria in Ucraina: Fink di BlackRock, Zelensky e i due inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, secondo Bloomberg, uno dei principali portavoce dei globalisti Cazari ([COLOR=rgba(147, 24, 0, 0.75)]https://bit.ly/3KVcRE2).https://bit.ly/3KVcRE2).[/COLOR]
EIR:

BlackRock torna nel business della “ricostruzione” dell’Ucraina

 

Fabio Michettoni

Nascita e crescita di un "MOSTRO" (Più che Cerbero potè l'Idra)
BlackRock è passata in tre decenni da gestore obbligazionario “di nicchia” a primo asset manager globale, con una crescita trainata da M&A strategiche, piattaforma ETF iShares e forte espansione nei mercati istituzionali e alternativi.
1. Crescita dimensionale (AUM)
- Nel 1995 gestiva circa 69 miliardi di dollari; a fine 1999, dopo la quotazione al NYSE, gli asset erano già saliti a circa 165 miliardi.
- Al 2025 gli AUM hanno raggiunto circa 12,5–13,5 trilioni di dollari, con un CAGR vicino al 19% dal 1995, confermandola come il più grande gestore al mondo.
2. Tappe chiave di espansione
- 1999: IPO a New York, che fornisce capitale per espandere gamma prodotti e presenza globale.
- 2006: acquisizione di Merrill Lynch Investment Managers, che quasi raddoppia gli asset gestiti ed estende il footprint internazionale e l’offerta retail.
- 2009: acquisizione di Barclays Global Investors e della piattaforma iShares ETF, operazione che porta gli AUM a circa 2,7 trilioni e rende BlackRock il maggiore asset manager globale.
3. Evoluzione del “portafoglio” prodotti
- Da origine obbligazionaria, la casa si è trasformata in gestore multi‑asset: azionario, reddito fisso, soluzioni indicizzate, multi‑asset e alternative, con iShares come pilastro centrale.
- Negli anni 2010–2020 la crescita è stata trainata da ETF core, smart beta e soluzioni indicizzate istituzionali, fino ad arrivare a oltre 5 trilioni di dollari solo nella piattaforma ETF globali.
4. Svolte recenti (2020–2025)
- Forte focus su ETF attivi (income, buffered, target date) e soluzioni “building block” per portafogli core, includendo prodotti come BINC e gamma NEAR/BALI.
- Espansione nel private market e nei liquid alternatives, con l’acquisizione di HPS Investment Partners nel 2025 che aggiunge circa 165 miliardi di AUM, e rafforzamento dell’offerta multi‑strategia sistematica (es. IALT
5. Driver strutturali dell’avanzata
- Scala ed effetto rete: capacità di attrarre mandati istituzionali di dimensioni record e flussi ricorrenti su ETF indicizzati e attivi
- Tecnologia e dati: piattaforme come Aladdin e il BlackRock Investment Institute hanno consolidato il ruolo di partner di “portfolio construction” più che semplice gestore di fondi.
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Dove sta andando il denaro? La lezione di Larry Fink, ben più affidabile di un politico qualsiasi.

Quando il CEO di #BlackRock, primo asset manager del mondo con 14mila miliardi gestiti, decide di spostare cifre che superano il PIL di intere nazioni (2.100 miliardi di dollari), non è mai una scelta casuale.

Il parziale disinvestimento dagli Stati Uniti a favore di UE e Asia suggerisce che il "Sogno Americano" finanziario sta trovando una concorrenza agguerrita altrove.

L'Europa, spesso criticata per la sua burocrazia, diventa improvvisamente un porto sicuro per gli investimenti infrastrutturali e green. L'Asia, d'altro canto, rimane il motore della crescita tecnologica.

Per noi investitori, il messaggio di Fink è chiaro: la flessibilità è la chiave. Non restare ancorati a un solo mercato, ma saper leggere i cambiamenti strutturali dell'economia globale e soppesare bene l'instabilità politica e forse anche mentale.
 
dietro le quinte si sta consumando qualcosa di molto più sottile e infinitamente più pericoloso. Qualcosa che non fa rumore come una manifestazione di piazza, ma che cambierà le nostre vite molto più di una legge di bilancio bloccata.
Avete sentito chi è il nome in pole position per diventare il prossimo presidente della Federal Reserve? Rick Rieder.
Se questo nome non vi dice nulla, dovreste iniziare a preoccuparvi seriamente. Rieder non è un semplice accademico o un burocrate di lungo corso. Rieder è il Chief Investment Officer di BlackRock. Sì, avete capito bene. Stiamo parlando di mettere a capo della banca centrale più potente del mondo, l'istituzione che stampa i dollari e decide il destino economico del pianeta, un uomo che fino a ieri gestiva il portafoglio dell'azienda privata più influente della storia umana.
Ditemi che non sono l'unico a vedere la follia totale di tutto questo. Significa letteralmente consegnare le chiavi dell'economia americana, e di riflesso quella mondiale, direttamente in mano a una singola azienda privata. Non c'è più nemmeno il tentativo di nascondere il conflitto di interessi, è tutto alla luce del sole. BlackRock non è una banca normale, è quella che gli esperti chiamano la "banca ombra". È il sistema stesso. Possiedono quote di maggioranza in quasi tutte le aziende dell'S&P 500, controllano il mercato immobiliare, decidono chi sale e chi scende. E ora si prendono pure la stanza dei bottoni pubblica.
Spesso nei libri di storia o nelle teorie un po' cospirazioniste si citano i Rothschild dei primi del Novecento come l'esempio massimo di potere bancario capace di influenzare i governi. Beh, lasciatemelo dire, se questo scenario si conferma, i Rothschild in confronto erano dei dilettanti. Quello che sta accadendo con BlackRock è di una magnitudine che non abbiamo mai visto prima. Qui non si tratta di influenzare la politica, qui si tratta di sostituirsi allo Stato. Se il CIO di BlackRock diventa il capo della FED, il confine tra interesse pubblico e profitto privato viene cancellato per sempre con un colpo di spugna.
Immaginatevi la scena: l'uomo che deve decidere i tassi di interesse per il bene dei cittadini americani è lo stesso che sa esattamente come quelle decisioni faranno arricchire il mostro finanziario da cui proviene. È la privatizzazione definitiva degli Stati Uniti d'America. Se prima avevamo il dubbio che le corporation contassero più dei voti, ora ne abbiamo la certezza matematica. L'America non è più una democrazia, sta diventando un asset nel portafoglio di un fondo d'investimento.
E la cosa che mi fa più rabbia è che tutto questo sta passando quasi sotto silenzio, coperto dal rumore del caos politico.
Nota: ancora il presidente della FED non è stato confermato da Trump, ma per ora tra i nomi quello di Rick sembra essere il più creditato.
Secondo voi è ancora possibile tornare indietro da una concentrazione di potere del genere o i giochi sono ormai fatti?
 

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