Banco de Bilbao: "Fazio deve bloccare l'Opa Unipol"
da Repubblica.it:
"Fazio deve bloccare l'Opa Unipol"
MILANO - Mentre Giovanni Consorte e l'Unipol remano per tenere in vita l'Offerta pubblica di acquisto sulla [LINK:72fc2dacb5]Bnl[/LINK:72fc2dacb5], il ritorno in campo dei rivali spagnoli del Banco de Bilbao registra una nuova offensiva. È una lettera, partita nei giorni scorsi dal colosso basco e destinata ad Antonio Fazio. Vi sono elencate tutte le ragioni per cui il governatore dovrebbe vietare la scalata della compagnia bolognese su Via Veneto: i rischi di inadeguatezza patrimoniale per l'aggregato nascente (specie dopo l'entrata in vigore della norma Ue sui conglomerati finanziari), i patti occulti tra Unipol e i suoi alleati - in particolare Deutsche Bank e la Popolare Emilia Romagna - il critico ruolo della Bpi, che ha portato i giudici milanesi a indagare Consorte per concorso in aggiotaggio nella scalata di Gianpiero Fiorani all'Antonveneta. C'è poi la sottolineatura del parere negativo espresso dal cda di Bnl all'Opa bolognese: un fatto con cui in passato Fazio ha impedito molte operazioni ostili sulle banche italiane.
È un altro gesto dissonante dei soci stranieri di Bnl, che fino a settembre, fallita la loro scalata, parevano inclini a consegnare i titoli all'offerta concorrente di Unipol e lasciare Roma solo con una plusvalenza. Ma da qualche settimana le complicazioni di natura tecnica e giudiziaria che fanno tremare la scalata di Consorte e soci hanno rinvigorito la linea "oltranzista" tra le fila spagnole. E accresciuto il lavoro degli avvocati, finora coordinato dallo studio Ughi e Nunziante, che si è avvalso della consulenza di Berardino Libonati. Ma in futuro le consulenze legali potrebbero arricchirsi di nuovi attori, sull'esempio dei fendenti giudiziari che Abn Amro ha inferto a Fiorani e ai suoi alleati.
La missiva recapitata alla Banca d'Italia segue di due settimane quella inviata all'Isvap, l'autorità di vigilanza sulle assicurazioni che da inizio agosto collabora con la Banca d'Italia per emettere un doppio verdetto e lasciar partire o meno l'operazione dei bolognesi. Anche a fine novembre era arrivata una lettera in extremis: poche ore dopo l'Isvap aveva trasmesso le risposte ai quesiti formulati in agosto da Bankitalia, che ora ha il pallino in mano e un termine formale fino al 25 dicembre per approvare o meno l'offerta a 2,7 euro per azione su Bnl. Tuttavia la clessidra dei tempi potrebbe fermarsi ancora, se la Vigilanza chiedesse un supplemento informativo a Unipol. Questa settimana potrebbe essere decisiva, anche per gli incontri che sono in agenda tra i vertici dei bolognesi e la banca centrale. Unipol cerca di stringere i tempi per far partire entro il 2005 la sua scalata, anche se appare improbabile rispettare questa consegna temporale, oltre la quale altri adempimenti burocratico-finanziari si imporrebbero per l'assicurazione delle Coop.
Ma la nuova strategia del Bilbao non è solo legale: a questi affondi si affianca l'ipotesi, allo studio, di una possibile seconda Opa del Bbva su Bnl, frutto magari di una mediazione con Unipol, che potrebbe ottenere dei vantaggi parziali - come la metà che le manca di Bnl Vita, attiva nella bancassicurazione - e uscire dall'impasse che si dirama dai suoi vertici a quelli della politica e delle istituzioni. Compresa Bankitalia, dove c'è voglia di rimediare la magra figura estiva del sì all'offerta di Fiorani sull'Antonveneta. Sul fronte della vicenda Banca popolare italiana, oggi si presenterà dimissionario il consiglio di amministrazione dell'era Fiorani, che sarà sostituito nel corso dell'assemblea di fine gennaio. C'è in ballo anche la nuova presidenza, per cui a oggi è favorito l'ex sottosegretario al Tesoro, Piero Giarda. I magistrati milanesi che indagano sulla Bpi intanto hanno sequestrato 5 milioni di euro a un cliente della popolare, finanziato dalla banca lodigiana per rastrellare titoli dell'Antonveneta quand'era sotto scalata.
12/12/2005 - 07:37