News, Dati, Eventi finanziari le NEWS del 14 aprile 2006

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Per un panorama completo delle news di oggi, e per discuterle insieme, vi invito a navigare il consueto topic sul Forum di Piazza Affari.

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Borsa Tokyo: +0,2% Nikkei sul finale a 17.233,82 punti

Borsa Tokyo: +0,2% Nikkei sul finale a 17.233,82 punti

Radiocor - Tokyo, 14 apr - Bilancio positivo per la Borsa di Tokyo, dove il Nikkei ha registrato un progresso dello 0,2% (attestandosi a 17.233,82 punti), a dispetto dei timori innescati dal rialzo del prezzo del greggio. Gli investitori, comunque, hanno sposato un atteggiamento prudente visto che nei prossimi giorni i maggiori gruppi quotati inizieranno a pubblicare i conti dell'esercizio 2005-2006 chiuso a fine marzo.
 
Auto: +19,6% immatricolazioni Europa gruppo Fiat marzo

Auto: +19,6% immatricolazioni Europa gruppo [LINK:9109973056]Fiat[/LINK:9109973056] marzo

Radiocor - Milano, 14 apr - Le immatricolazioni di auto per il gruppo Fiat nel mese di marzo nell'area Ue23+Efta sono cresciute del 19,6% a 127.074 unita' rispetto allo stesso mese di un anno prima. Parallelamente anche la quota di mercato e' salita al 7,1% dal 6,2% di un anno prima. Il mese scorso la quota di mercato era pari all'8,8%. All'interno del gruppo, il rialzo e' trainato dal marchio Fiat, le cui immatricolazioni sono balzate del 28,3% rispetto al marzo 2005, con una quota di mercato passata dal 4,5% al 5,5%. Per contro sono in calo le immatricolazioni per Lancia (-5,8% di immatricolazioni con quota di mercato in calo dallo 0,8% allo 0,7%). Quelle di Alfa Romeo, invece, sono salite dell'1,1% con una quota di mercato rimasta stabile allo 0,9%. Nel primo trimestre le immatricolazioni del gruppo Fiat evidenziano un +16,7% con una quota di mercato del 7,9% (7% un anno prima).
 
Fmi: petrolio su del 10%, Pil calerà dell'1,5%

dal sito del Corriere della Sera:

Fmi: petrolio su del 10%, Pil calerà dell'1,5%

Allarme del Fondo monetario internazionale: nel 2006 il prezzo del greggio alle stelle, crescita mondiale frenerà, anche l'Italia rischia

NEW YORK (USA) - Nubi fosche si addensano sull'economia mondiale e, di conseguenza, anche su quella italiana. L'aumento dei prezzi del petrolio del 10% circa potrebbe «comportare una minor crescita mondiale pari all'1-1,5%». È la stima fatta dal vicedirettore delle ricerche del Fondo monetario internazionale (Fmi), David Robinson, nel corso della conferenza di presentazione dei primi tre capitoli del World Economic Outlook 2006. Un calo non da poco, se si pensa che il governo uscente stima per l'Italia una crescita nel 2006 pari all'1,3% del Pil. Si prospetta quindi un 2006 che sia come il 2005 a crescita zero.

CARO GREGGIO - Le conseguenze dell'attuale caro greggio - spiega l'Fmi - persisteranno più a lungo di quanto accaduto in passato, aggravando gli squilibri dell'economia mondiale e aumentando il rischio che si producano shock improvvisi. Per far fronte all'emergenza il Fondo monetario internazionale raccomanda ai paesi consumatori di petrolio di trasferire integralmente l'aumento dei prezzi petroliferi mondiali sui prezzi energetici interni per ridurre il consumo di petrolio e attenuare gli squilibri globali delle partite correnti.

RISCHIO RECESSIONE - Un secondo elemento di allarme, a giudizio dell'Fmi è che il riciclaggio dei petrodollari sui mercati dei capitali internazionali contribuisce a mantenere i tassi di interesse a un livello contenuto negli Stati Uniti, «alimentando ulteriormente il deficit delle partite correnti». E «l'elevato deficit nelle partite correnti accresce il rischio di un aggiustamento verso il basso del dollaro che porterebbe a un aumento dei tassi di interesse e, in definitiva, potrebbe tradursi in una recessione».

INFLAZIONE E TASSI D'INTERESSE - Da circa due anni nei paesi industrializzati, e in diverse economie emergenti, il caro vita si mantiene su livelli «sensibilmente moderati - prosegue l’Fmi - nonostante il sensibile incremento dei prezzi delle materie prime, il vigore della crescita economica e politiche monetarie generalmente accomodanti. Tuttavia la mondializzazione non garantisce che quest’anno o negli anni a venire l’inflazione continuerà a rivelarsi debole». A pesare sono la perdurante forza della crescita globale, che si accompagna con una diminuzione delle capacità produttive inutilizzate, tendenze che hanno finito per ridurre l’effetto moderatore che il calo dei prezzi alle importazioni può esercitare sull’inflazione. In agguato potrebbe esserci una ripresa dei prezzi alle importazioni, avverte l’Fmi, con un conseguenti aumenti delle pressioni inflazionistiche e irrigidimenti delle Banche Centrali sulle politiche monetarie.

13 aprile 2006
 
Cina: prima per riserve valutarie anche in marzo con 875,1 m

Cina: prima per riserve valutarie anche in marzo con 875,1 mld dlr

Radiocor - Pechino, 14 apr - La Cina ha confermato e consolidato la sua leadership mondiale per il livello delle riserve valutarie che a fine marzo hanno raggiunto quota 875,1 miliardi di dollari, con un aumento di 21,4 miliardi (+32,8%) rispetto al mese prima (+8,5 mld in febbraio e +26,3 mld in gennaio). Le riserve valutarie cinesi hanno raggiunto quota 818,9 miliardi a fine 2005 grazie a un attivo commerciale record, al forte flusso di investimenti diretti dall'estero e all'afflusso di fondi che scommettevano sulla rivalutazione dello yuan. A fine febbraio il Paese ha cosi' scalzato il Giappone, le cui riserve valutarie hanno raggiunto in marzo quota 852,03 miliardi, un nuovo record storico ma inferiore a quello cinese. In giornata la Banca Popolare della Cina ha annunciato un allentamento dei controlli sui capitali in uscita, una misura che potrebbe rallentare la crescita delle riserve valutarie.
 

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