...quando faceva le punture
Cercava di provocare la maggior sofferenza possibile. Faceva bollire una siringa di vetro e l'ago di acciaio inox in una specie di pentolino di ferro.
Poi prendeva la siringa e la montava, era smontata dentro l'acqua bollente. Bucava la fiala della medicina o tagliava con un seghetto la fiala di vetro. Ce n'erano di 2 tipi.
Aspirava il liquido che andava espulso dove c"era della polvere, poi mescolato e aspirato di nuovo. Io cercavo di non guardare...ogni secondo che passava si avvicinava il dolore.
Espelleva l'aria buttando fuori di solito anche almeno metà medicinale. E si avvicinava minacciosa con l'alcool in una mano e la siringa nell'altra.
Disinfettava e con una mano pizzicava il sedere....hai fatto nonna?...no...zitto...
Pizzicava sempre piu forte e poi accoltellava la chiappa. ZAC! Un dolore insopportabile. Io cominciavo a urlare...ma non era finita...lei iniettava a seconda di quanto urlavo...se urlavo di meno lei aumentava il dolore...dopo interminabili secondi di sofferenza il dolore continuava ancora per tanto tempo.
Il peggio era quando dopo la coltellata aspirava per vedere se aveva preso una vena, e qualche volta usciva sangue che si mescolava al contenuto della siringa.
Li si incazzava di brutto e mi incolpava...guarda che casino che HAI combinato!...io sapevo che mi aspettava una seconda coltellata...ZAC....per non sprecare una dose iniettava medicina mischiata a sangue.
Se volete far smettere in drogato basta obbligarlo a farsi inettare la droga da mia nonna...dopo la prima dose cambia idea subito. E non vorrà piu saperne.