Polemiche negli States, questa settimana, per il
terremoto record di magnitudo 5,6 che ha scosso l'Oklahoma, ultimo di una serie di fenomeni analoghi in una zona che è considerata da sempre geologicamente tranquilla. Il
Los Angeles Times ha posto sul tavolo la questione del
fracking, estrazione di gas di scisti, come causa potenziale,
seguito da molti altri giornali del Paese.
Anche l'
Oklahoma Geological Survey ha
studiato uno sciame sismico nella zona di Garvin, a gennaio scorso, concludendo che
La forte correlazione nel tempo e nello spazio, così come la ragionevole coincidenza con il modello fisico suggeriscono che ci sia una possibilità che questi terremoti siano causati dall'hydraulic fracturing.
Non c'è voluto molto perché gli
esperti si affrettassero a
smentire, sostenendo che il terremoto dell'Oklahoma è stato troppo forte perché la responsabilità fosse del fracking. Insomma, il solito balletto di "fa male-non fa male", con rimpalli tra esperti come accade spesso per attività pericolose ma redditizie.
Stavolta, però, subentra la variabile impazzita: ovvero,
una compagnia petrolifera che si coccupa di fracking e che ammette nero su bianco che le sue trivellazioni causano terremoti, come da titolone su
Business Insider. Il comunicato della Cuadrilla Resources dice infatti:
L'attività di fracturing del pozzo Cuadrilla's Preese Hall-1 ha scatenato un certo numero di eventi sismici minori. Gli eventi sismici sono stati causati da un'inusuale geologia al sito del pozzo combinata con la pressione esercitata dalle iniezioni d'acqua previste dalle operazioni.
insisto....se alla prossima scossa ci scappa un morto ,,,questi chiudono baracca e burattini......e il gas torna a 8 $