L'azionista di riferimento della nuova Parmalat diventerà...Buconero. Come sempre, la tragedia si trasforma in farsa.
Da Finanza & Mercati di oggi.
Potrebbe essere Citigroup il maggiore azionista della nuova Parmalat. E, cosa ancora più sorprendente, il colosso finanziario americano potrebbe ottenere addirittura il 15% della futura società grazie a Buconero, il veicolo di Citigroup utilizzato da Parmalat per operazioni poco chiare su cui sta indagando la procura. I giudici del tribunale di Parma, Pasquale Liccardo e Giuseppe Coscioni, hanno infatti riconosciuto l’intero credito di 117,3 milioni vantato da Buconero verso Geslat, società della galassia di Collecchio.
La conclusione può sembrare paradossale visti i «molteplici profili di anomalie e illiceità» segnalati da Bondi, ma, secondo il tribunale, le tesi del commissario sono fondate su elementi che «seppure consentano di ritenere sussistenti indizi, non assurgono a piena prova di quanto affermato non essendovi stata, al momento attuale, alcuna pronuncia di un organo giudicante in merito». L’inclusione nello stato passivo Parmalat di tutte le banche (comprese Bank of America, Ubs e Csfb) dà il diritto di partecipare al voto sul concordato e alla futura conversione del debito in azioni.
«Si tratta di una decisione complessa che stiamo studiando molto attentamente - ha detto la banca Usa in una nota - Tuttavia siamo contenti che il giudice abbia confermato la legittimità delle nostre richieste».
Dal quadro dei creditori ammessi al passivo discende l’assetto sociale futuro del gruppo di Collecchio. Secondo una prima simulazione effettuata da Finanza & Mercati sulla base dello stato del passivo Parmalat accertato dal tribunale di Parma e applicando i tassi di recupero previsti nella proposta di concordato presentata a luglio dal commissario Enrico Bondi, si ottiene un quadro diverso da quanto prospettato finora. Quasi il 60% della futura Parmalat andrà agli obbligazionisti, mentre, come detto, Citigroup sarà il primo singolo azionista con oltre il 15%, poiché al credito vantato da Buconero nei confronti di Geslat si applica un recovery ratio del 100 per cento. In pole position anche Capitalia (4,2%), Sanpaolo (4,9%) e Csfb (2,1%).
Alla luce delle decisioni del tribunale, tuttavia, i tassi di recupero saranno in parte modificati, così da tenere conto delle posizioni più favorevoli dei creditori delle società operative (ad. Geslat o Eurolat), che erano stati in un primo momento esclusi.
Laconica la reazione di Bondi. «Le mie congratulazioni ai giudici che sono stati velocissimi», ha dichiarato il commissario straordinario della Parmalat. Che ora sarà costretto a preparare una nuova versione della proposta di concordato, sapendo però che ad approvarla saranno chiamate quelle stesse banche verso cui ha promosso cause plurimiliardarie.