Parmalat: ammessi molti crediti, occorre nuovo concordato

giuseppe.d'orta

Forumer storico
Il tribunale di Parma ha ammesso alla lista dei creditori Parmalat alcune delle banche estere per cui l'amministratore straordinario Enrico Bondi aveva chiesto l'esclusione. In particolare, i giudici hanno riconosciuto in totale 537,36 milioni di crediti al gruppo Capitalia, seguito da Citigroup (517,81 milioni), da Credit Suisse First Boston (274,6 milioni), e poi da Sanpaolo Imi (251,17 milioni). Bank of America è stata ammessa per un totale di 122,5 milioni.

Dato l'ammontare dei nuovi crediti ammessi al passivo, l'amministratore straordinario dovrà preparare una nuova proposta di concordato con i creditori, obbligazionisti inclusi.
 
L'azionista di riferimento della nuova Parmalat diventerà...Buconero. Come sempre, la tragedia si trasforma in farsa.

Da Finanza & Mercati di oggi.

Potrebbe essere Citigroup il maggiore azionista della nuova Parmalat. E, cosa ancora più sorprendente, il colosso finanziario americano potrebbe ottenere addirittura il 15% della futura società grazie a Buconero, il veicolo di Citigroup utilizzato da Parmalat per operazioni poco chiare su cui sta indagando la procura. I giudici del tribunale di Parma, Pasquale Liccardo e Giuseppe Coscioni, hanno infatti riconosciuto l’intero credito di 117,3 milioni vantato da Buconero verso Geslat, società della galassia di Collecchio.

La conclusione può sembrare paradossale visti i «molteplici profili di anomalie e illiceità» segnalati da Bondi, ma, secondo il tribunale, le tesi del commissario sono fondate su elementi che «seppure consentano di ritenere sussistenti indizi, non assurgono a piena prova di quanto affermato non essendovi stata, al momento attuale, alcuna pronuncia di un organo giudicante in merito». L’inclusione nello stato passivo Parmalat di tutte le banche (comprese Bank of America, Ubs e Csfb) dà il diritto di partecipare al voto sul concordato e alla futura conversione del debito in azioni.

«Si tratta di una decisione complessa che stiamo studiando molto attentamente - ha detto la banca Usa in una nota - Tuttavia siamo contenti che il giudice abbia confermato la legittimità delle nostre richieste».

Dal quadro dei creditori ammessi al passivo discende l’assetto sociale futuro del gruppo di Collecchio. Secondo una prima simulazione effettuata da Finanza & Mercati sulla base dello stato del passivo Parmalat accertato dal tribunale di Parma e applicando i tassi di recupero previsti nella proposta di concordato presentata a luglio dal commissario Enrico Bondi, si ottiene un quadro diverso da quanto prospettato finora. Quasi il 60% della futura Parmalat andrà agli obbligazionisti, mentre, come detto, Citigroup sarà il primo singolo azionista con oltre il 15%, poiché al credito vantato da Buconero nei confronti di Geslat si applica un recovery ratio del 100 per cento. In pole position anche Capitalia (4,2%), Sanpaolo (4,9%) e Csfb (2,1%).

Alla luce delle decisioni del tribunale, tuttavia, i tassi di recupero saranno in parte modificati, così da tenere conto delle posizioni più favorevoli dei creditori delle società operative (ad. Geslat o Eurolat), che erano stati in un primo momento esclusi.

Laconica la reazione di Bondi. «Le mie congratulazioni ai giudici che sono stati velocissimi», ha dichiarato il commissario straordinario della Parmalat. Che ora sarà costretto a preparare una nuova versione della proposta di concordato, sapendo però che ad approvarla saranno chiamate quelle stesse banche verso cui ha promosso cause plurimiliardarie.
 
Arriva la prima sentenza di risarcimento totale relativa ai bond Parmalat. Il tribunale di Ferrara ha condannato la Cassa di Risparmio di Ferrara alla restituzione di circa 80mila euro, oltre agli interessi legali e alle spese, ad una risparmiatrice che aveva acquistato le obbligazioni del gruppo di Collecchio. In pratica il tribunale ha dichiarato nulli gli ordini di compravendita dei titoli e ha ordinato il pagamento dell'intera somma entro 20 giorni dalla pronuncia.



Lo annuncia l'Adusbef cui la risparmiatrice ferrarese si era rivolta dopo che era stata consigliata ad acquistare, nel 2003, i bond del gruppo parmense perche' "sicuri e garantiti".

"Dopo le vittorie dei legali Adusbef sui Bond Cirio ed Argentina arriva la prima sentenza in assoluto sui bond Parmalat" annuncia il presidente dell'associazione di difesa dei risparmiatori, Elio Lannutti, precisando che la sentenza e' immediatamente esecutiva, poiche' il Tribunale, oltre al rimborso integrale, ha ordinato il pagamento delle somme entro 20 giorni dalla pronuncia, senza disporre la restituzione dei titoli alla banca, poiche' nessuno aveva formulato tale richiesta.

"L'arroganza delle banche, forti del protezionismo della Banca d'Italia, - continua Lannutti - viene giustamente punita dai giudici, in merito a vertenze legali, intentate dai legali Adusbef, ancor prima delle dure sanzioni pari a 10,2 milioni di euro, inflitte a 400 amministratori di primari Istituti di credito, per aver ripetutamente violato i regolamenti Consob ed il Testo Unico della Finanza".
 
MILANO - Novita' per la vicenda dei Bond Parmalat. Ennio Lannutti, presidente dell'Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi) spiega: "Oggi abbiamo vinto la prima causa in assoluto in Italia sui bond. Stamattina abbiamo ritirato le motivazioni al tribunale di Ferrara. La sentenza ridicolizza la banca che chiedeva di accertare il concorso colposo del risparmiatore e l'omessa diligenza ordinaria. In pratica, il risparmiatore era accusato di aver acquistato quei titoli Parmalat. Invece, il tribunale ci ha dato ragione ordinando alla banca la nullita' del contratto, il rimborso di 80mila euro piu' gli interessi e le spese legali". (Agr)

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Letto la sentenza. Mancava il profilo di rischio, ovvio che la strada è in discesa.

Come sempre, prendono un caso vinto e lo strombazzano ovunque. Le mille cause perse (ricordate Bipop nel 2001?) non le ricordano mai.
 

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