Camillino Benso di La mò
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Nel 2006 cresceremo soltanto dell'1,3%
La Commissione europea ha leggermente rivisto al ribasso le stime sul Pil 2006 per l'Italia, riducendo la crescita prevista dall'1,5% all'1,3%. La notizia è arrivata da Bruxelles, che ha anche comunicato per la prima volta le sue stime "intermedie" sul 2005: l'economia è vista in crescita dello 0,1% contro lo 0,2% previsto lo scorso novembre. Restano invariate, all'1,9%, le stime di crescita dei Paesi dell'area euro nel 2006.
Nessun cambiamento invece per le previsioni sul trend dell'inflazione nel nostro Paese: prezzi in rialzo del 2,2% nel 2005 e del 2,1% nel 2006, secondo i tecnici della direzione generale Ecofin. Nella scheda dedicata all'Italia, la Commissione spiega che, pur non essendo ancora noti i dati sul Pil dell'ultimo trimestre del 2005, la crescita economica "sembra essersi fermata verso la fine dell'anno scorso".
"I segnali positivi giunti negli ultimi mesi dagli indicatori sull'andamento del business non si sono (ancora) riflessi nei dati reali", proseguono da Bruxelles, aggiungendo tuttavia che "la prevista ripresa della produzione industriale, sulla base del miglioramento della fiducia delle aziende, è probabile che conduca a un tasso di crescita superiore al potenziale nel primo trimestre del 2006".
"La ripresa si prevede continuerà nel corso dell'intero anno", annotano i tecnici del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, spiegando che la ragione principale alla base della revisione al ribasso delle stime per quest'anno (da +1,5% a +1,3%) è dovuta a un "carry-over" (effetto trascinamento, ndr) statistico inferiore a quello previsto a novembre".
La domanda interna "resterà la principale spinta per la crescita, benchè anche le esportazioni siano previste in accelerazione", spiegano ancora da Bruxelles, concludendo che, per quanto riguarda i conti pubblici, "la versione finale della Finanziaria, adottata alla fine di dicembre, includeva misure addizionali che potrebbero portare il rapporto deficit-Pil al di sotto di quanto stimato a novembre (4,2% ndr)".
In leggera crescita, per contro, le stime di Bruxelles sull'andamento del Pil dell'Ue-25, previste in progresso del 2,2% (contro un iniziale +2,1%) nel 2006 (invariata a +1,5% la stima per l'anno scorso).
"La notevole ripresa degli investimenti del settore privato, stimolati da ottimistiche aspettative sull'andamento della domanda, profitti aziendali robusti e condizioni di finanziamento che continuano a essere favorevoli", ha spiegato il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, "confermano l'andamento positivo della crescita iniziato la scorsa estate, nonostante i dati relativi all'ultimo trimestre del 2005 siano un po' deludenti. Ma, ovviamente, permangono rischi".
Sul fronte di questi ultimi, la Commissione Ue sottolinea "prezzi del petrolio che evolvono in maniera ancora più volatile. I rischi di ulteriori significativi aumenti non possono essere esclusi". Anche gli "squilibri globali delle partite correnti continuano a presentare rischi per lo scenario internazionale", proseguono i tecnici di Bruxelles, "soprattutto se vengono risolti da bruschi riallineamenti dei cambi tra le principali valute".
Infine, secondo la Commissione "i dati reali pessimistici dei mesi più recenti tracciano una leggera ombra sul prevalente ottimismo del settore del business", mentre "l'ampliamento della ripresa economica a partire dalla scorsa estate significa che il miglioramento congiunturale previsto appare adesso più resistente rispetto a quanto stimato a novembre
La Commissione europea ha leggermente rivisto al ribasso le stime sul Pil 2006 per l'Italia, riducendo la crescita prevista dall'1,5% all'1,3%. La notizia è arrivata da Bruxelles, che ha anche comunicato per la prima volta le sue stime "intermedie" sul 2005: l'economia è vista in crescita dello 0,1% contro lo 0,2% previsto lo scorso novembre. Restano invariate, all'1,9%, le stime di crescita dei Paesi dell'area euro nel 2006.
Nessun cambiamento invece per le previsioni sul trend dell'inflazione nel nostro Paese: prezzi in rialzo del 2,2% nel 2005 e del 2,1% nel 2006, secondo i tecnici della direzione generale Ecofin. Nella scheda dedicata all'Italia, la Commissione spiega che, pur non essendo ancora noti i dati sul Pil dell'ultimo trimestre del 2005, la crescita economica "sembra essersi fermata verso la fine dell'anno scorso".
"I segnali positivi giunti negli ultimi mesi dagli indicatori sull'andamento del business non si sono (ancora) riflessi nei dati reali", proseguono da Bruxelles, aggiungendo tuttavia che "la prevista ripresa della produzione industriale, sulla base del miglioramento della fiducia delle aziende, è probabile che conduca a un tasso di crescita superiore al potenziale nel primo trimestre del 2006".
"La ripresa si prevede continuerà nel corso dell'intero anno", annotano i tecnici del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, spiegando che la ragione principale alla base della revisione al ribasso delle stime per quest'anno (da +1,5% a +1,3%) è dovuta a un "carry-over" (effetto trascinamento, ndr) statistico inferiore a quello previsto a novembre".
La domanda interna "resterà la principale spinta per la crescita, benchè anche le esportazioni siano previste in accelerazione", spiegano ancora da Bruxelles, concludendo che, per quanto riguarda i conti pubblici, "la versione finale della Finanziaria, adottata alla fine di dicembre, includeva misure addizionali che potrebbero portare il rapporto deficit-Pil al di sotto di quanto stimato a novembre (4,2% ndr)".
In leggera crescita, per contro, le stime di Bruxelles sull'andamento del Pil dell'Ue-25, previste in progresso del 2,2% (contro un iniziale +2,1%) nel 2006 (invariata a +1,5% la stima per l'anno scorso).
"La notevole ripresa degli investimenti del settore privato, stimolati da ottimistiche aspettative sull'andamento della domanda, profitti aziendali robusti e condizioni di finanziamento che continuano a essere favorevoli", ha spiegato il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, "confermano l'andamento positivo della crescita iniziato la scorsa estate, nonostante i dati relativi all'ultimo trimestre del 2005 siano un po' deludenti. Ma, ovviamente, permangono rischi".
Sul fronte di questi ultimi, la Commissione Ue sottolinea "prezzi del petrolio che evolvono in maniera ancora più volatile. I rischi di ulteriori significativi aumenti non possono essere esclusi". Anche gli "squilibri globali delle partite correnti continuano a presentare rischi per lo scenario internazionale", proseguono i tecnici di Bruxelles, "soprattutto se vengono risolti da bruschi riallineamenti dei cambi tra le principali valute".
Infine, secondo la Commissione "i dati reali pessimistici dei mesi più recenti tracciano una leggera ombra sul prevalente ottimismo del settore del business", mentre "l'ampliamento della ripresa economica a partire dalla scorsa estate significa che il miglioramento congiunturale previsto appare adesso più resistente rispetto a quanto stimato a novembre