L’Unione europea ha criticato la Svizzera per l’esito del referendum che impone un tetto agli immigrati, ha chiesto la modifica della legge Bossi-Fini e sollecita l’Italia all’accoglienza. Ma oggi tace sulle norme che
la Germania si appresta a varare e che potrebbero condurre all’espulsione di cittadini stranieri disoccupati, compresi quelli comunitari, quindi anche italiani.La nuova normativa, che sarà votata tra il 4 e l’11 giugno al Parlamento di Berlino (Bundestag), prevede il ritiro della residenza per i cittadini stranieri, anche appartenenti a uno Stato dell’Unione europea, che abbiano percepito un sussidio statale per sei mesi e siano ancora senza lavoro. Se il testo del ddl sarà approvato in questa formulazione, entrerà in collisione con il Trattato di Schengen che prevede la libera circolazione delle persone su tutto il territorio dell’Ue.
Il provvedimento bipartisan, voluto dalla Cdu di Angela Merkel e dai socialdemocratici dell’Spd in coalizione al governo, è nato sull’onda delle critiche sollevate dal partito euroscettico Alternativa per la Germania (Afd) che alle elezioni europee ha ottenuto il 6,5 per cento dei voti. Le critiche mosse riguardano gli abusi sulle indennità di disoccupazione da parte di immigrati, anche europei. Il ddl intende pertanto contrastare il cosiddetto sozialturismus, il “turismo dei sussidi”: un fenomeno che coinvolge lavoratori stranieri, anche comunitari, che si trasferiscono in quei Paesi Ue particolarmente generosi sotto il profilo dei benefici assistenziali, allo scopo di sfruttarne il welfare.
Secondo i calcoli più recenti, il sussidio governativo è costato alla Germania 600 milioni di euro nel 2012. E nel 2013 le richieste sono aumentate del +30%, con un beneficio crescente per gli stranieri.
Se entreranno in vigore le nuove norme, i disoccupati “di lungo periodo” potrebbero essere espulsi, mentre chi sarà scoperto a fornire dati falsi per ottenere le prestazioni sociali, o a contrarre matrimonio solo per assicurarsi la permanenza in Germania, potrebbe essere punito con il carcere fino a tre anni.
La legge anti-sussidi coinvolgerà 65.081 italiani residenti in Germania che vivrebbero con il sussidio di disoccupazione.
Ad aver colpito profondamente l’opinione pubblica tedesca è in realtà il caso di un cittadino marocchino che, riferisce il sito Investire Oggi, «aveva lavorato e vissuto in Spagna per vent’anni, perdendo il posto con lo scoppio della crisi. Non contento di sopravvivere con un assegno mensile di disoccupazione di circa mille euro, l’uomo si era trasferito con la sua famiglia in Germania, alla ricerca di un posto di lavoro, ma ottenendo da subito un sussidio ancora più sostanzioso, pari a circa 1.600 euro al mese».
Il fenomeno dell’abuso dell’indennità di disoccupazione ha assunto rilevanza anche nel Regno Unito. Su questo tema il governo di Londra ha cercato più volte una sponda nella cancelliera tedesca che, in una recente intervista a Passauer Neue Presse, ha dichiarato: «L’Ue non è un’unione sociale: non pagheremo i sussidi a chi sta in Germania a cercare lavoro».
Una norma simile al ddl tedesco è già in vigore in Belgio, il primo Stato europeo ad applicare deroghe al trattato di Schengen concesse dalla direttiva n. 38 del 2004, e permette di interdire la permanenza ai cittadini comunitari che diventino un onere per il Paese ospitante. In base alla legge belga, i soggetti coinvolti vengono privati dei documenti utili a trovare lavoro o ad affittare un appartamento, ma non sono espulsi. Resta quindi da capire quale sarà l’evoluzione del disegno di legge tedesco. Quel che è certo è che evidenzia la richiesta di una revisione del Trattato di Schengen, istanza oggi ancora più legittima a fronte dell’ondata euroscettica emersa dalle recenti elezioni in Europa.
Rimane tuttavia da capire perché, se nell’Unione europea la legge è davvero uguale per tutti, la Germania possa aprire la strada alla violazione dei trattati nel silenzio generale.
Francesca Morandi
28 Maggio 2014 - 19:23
perche' i tedeschi non sono stupidi
