Reato di clandestinita'

Chiari: rumori sospetti, ladro arrestato dal vicino di casa

In manette B.T., cittadino marocchino di 31 anni. Il giudice, convalidato l'arresto, ne ha disposto la scarcerazione con l'obbligo di firma
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Redazione 30 settembre 2014
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I carabinieri di Chiari hanno arrestato sabato notte un ladro di mobili antichi, fermato in flagranza di reato dopo aver fatto irruzione in un'abitazione di via San Sebastiano, vicino all'oratorio.

L'uomo - cittadino marocchino di 31 anni - ha scardinato una finestra con un piede di porco, aprendo poi la porta d'ingresso per portar fuori la refurtiva. I rumori hanno però insospettito il vicino di casa, un carabiniere che aveva da poco finito il servizio.
L'uomo ha avvertito i colleghi e si è poi appostato sulla porta. Quando il ladro è uscito, lo ha bloccato e subito ammanettato, consegnandolo poi alla pattuglia nel frattempo arrivata sul posto.
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Dopo la convalida dell'arresto a seguito del processato per Direttissima, celebrato lunedì mattina, il 31enne è stato scarcerato con obbligo di firma in caserma.
 
Capo di Ponte: spaccata in tabaccheria, via coi videopoker

Sfondato l'ingresso del negozio con un'auto rubata a Brescia poche ore prima
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Redazione 30 settembre 2014
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La tabaccheria-ricevitoria di Castenedolo, frazione di Capo di Ponte, nel mirino dei ladri la notte tra domenica e lunedì.
I malviventi hanno fatto irruzione utilizzando un'auto come ariete, lanciata in retromarcia contro l'ingresso del negozio.
In pochi minuti sono stati rubati videopoker, slot machine e apparecchi cambiamonete, caricati su un'auto poi risultata rubata a Brescia poche ore prima. Ancora non si conosce l'ammontare del bottino.
 
Operazione Baraonda: dodici arresti per droga e prostituzione

Coinvolte le province di Cremona, Brescia, Milano, Messina e Crotone. Gli arresti giungono al termine di un'inchiesta iniziata nel 2012
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Redazione 30 settembre 2014
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E' in corso dalle prime luci dell'alba l'operazione anti-droga e prostituzione denominata "Baraonda", che ha già portato all'arresto di dodici persone.

Partita dalle indagini del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cremona, l'operazione si è poi estesa alle province di Brescia, Milano, Messina e Crotone.

Come comunicato dagli stessi militari, sono attualmente in corso perquisizioni domiciliari nei confronti degli indagati. Le ordinanze di custodia cautelare arrivano a conclusione di un'inchiesta iniziata nel 2012, che ha permesso di accertare lo sfruttamento sessuale di sei ragazze dell’est europeo e diverse operazioni di spaccio.
 
Grondaie e tetti strappati: devastato il cimitero di Calvagese

Ladri di rame in azione nella notte tra venerdì e sabato. Hanno portato via le coperture dei tetti e le grondaie: indagano Carabinieri e Polizia Locale
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Redazione 30 settembre 2014
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Il cimitero di CalvageseStorie Correlate

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Si sono introdotti nel cimitero di Calvagese nella notte tra venerdì e sabato. Hanno smontato il motore del cancello d’ingresso, quello che dà direttamente sulla strada, poi approfittando del silenzio della notte hanno portato via praticamente tutte le coperture dei tetti e le grondaie in rame. Abbandonando sul posto le coperture in alluminio, di poco valore.
L’ennesimo furto di rame, su cui indagano i Carabinieri di Bedizzole e la Polizia Locale di Calvagese. Danni ingenti alle strutture, mentre è ancora tutto da quantificare il valore del bottino: nei prossimi giorni gli accertamenti decisivi da parte dell’ufficio tecnico comunale.
Ad accorgersi del furto alcune donne residenti in paese, che avrebbero trovato il cancello aperto e i tetti scoperchiati nella prima mattina di sabato. Sarà difficile risalire ai ladri: in tutta l’area infatti non ci sono telecamere di videosorveglianza.
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I malviventi avrebbero caricato la refurtiva sul cassone di un furgone, parcheggiato proprio all’ingresso. Per poi dileguarsi, senza lasciare traccia.
 
Massacrata dal fidanzato: si rifugia dalla Polizia ancora sanguinante

Una storia di violenza a Desenzano del Garda, dove una donna di 46 anni viene ripetutamente picchiata dal compagno violento, per un raptus di gelosia. La donna si rifugia al Commissariato di Polizia ancora sanguinante
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Redazione 30 settembre 2014
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Desenzano: Commissariato di PoliziaStorie Correlate

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Sarebbe stato un raptus di gelosia a provocare la violentissima reazione di un uomo di 43 anni, originario della Colombia e domiciliato in un paese in provincia di Verona, che nella notte tra sabato e domenica ha aggredito più volte la compagna, una connazionale di 46 anni residente a Desenzano.
Il litigio sarebbe degenerato in pubblico, all’uscita di un locale di Lonato. Una prima tregua, e i due che salgono sulla stessa macchina: a guidare è la donna, che viene ancora aggredita. Con abile mossa, la 43enne cerca di avvicinarsi al Commissariato di Polizia di Desenzano, in Via Dante.
Poi ferma la macchina, e cerca di raggiungere la caserma. L’uomo riesce a recuperare la chiavi dell’auto, e a scappare nella notte prima di essere preso. Ci sono volute poche ore infatti per gli agenti coordinati dal vicequestore Bruno Pagani per raggiungere l’uomo in fuga, e mettergli le manette ai polsi.
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La donna ha raggiunto il Commissariato che ancora grondava sangue, portandosi addosso tutti i segni delle botte. E’ stata ricoverata all’ospedale di Desenzano, in condizioni più serie del previsto. Si sospetta un ematoma cerebrale, e la prognosi è ancora riservata.
 
Tra Adro e Palazzolo in azione la banda della Peugeot nera

Due ragazzini giovanissimi, probabilmente under 30: in azione nell'ovest bresciano, da Adro a Palazzolo. Fanno irruzione in ville e appartamenti, anche in pieno giorno e a volto scoperto. Indagano i Carabinieri
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Redazione 1 ottobre 2014
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Già la chiamano la banda della Peugeot nera, in azione in diverse località dell’ovest bresciano come Adro, Capriolo e Palazzolo. Sarebbero due ragazzi giovanissimi, addirittura under 30: entrano nelle ville, nelle abitazioni. Anche in pieno giorno, e spesso a volto scoperto. Rubando tutto quello che trovano.
L’ultimo blitz nella mattina di mercoledì. La solita Peugeot 207, parcheggiata a ridosso degli stabili di Via Malogno, a Palazzolo. Sarebbero entrati in coppia in una villetta a schiera, dopo essersi assicurati dell’assenza degli inquilini.
Al civico 35, forzando la porta d’ingresso con un piede di porco. In pochi secondi è scattato l’allarme, ma i due non si sono persi d’animo: hanno ribaltato cassetti e armadi, si sono portati via oggetti di poco valore, anche bigiotteria, oltre a vari apparecchi elettronici.
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Indagano i Carabinieri, che avrebbero già identificato la targa della celeberrima Peugeot. La macchina sarebbe stata anche rubata.
 
Scippo in via Solferino: catenina d'oro strappata a un 40enne

La vittima è un cittadino cinese. Secondo la sua testimonianza, il ladro dovrebbe essere un nordafricano
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redazione 1 ottobre 2014
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Un cittadino cinese di 40 anni è stato scippato sabato pomeriggio in via Solferino a Brescia.
Stando al racconto della vittima, verso le 14:30 un nordafricano lo ha aggredito alle spalle, strappandogli la collanina d'oro che portava al collo.
Il malvivente è poi scappato a piedi, facendo perdere le proprie tracce. Indagini in corso da parte delle forze dell'ordine, che stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona.
 
Via XX Settembre: uomo di 32 anni accoltellato a una mano

L'episodio lunedì verso le 13:00. L'uomo è stato soccorso dal 118
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redazione 1 ottobre 2014
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Lunedì verso le 13:00, un 32enne maghrebino è stato accoltellato ad una mano in via XX Settembre a Brescia.
L'uomo ha chiesto aiuto al camper della Polizia parcheggiato in zona Stazione, raccontando di essere stato aggredito. I contorni della vicenda, tuttavia, sono ancora in fase di accertamento.
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Nulla di preoccupante la ferita alla mano. Il 32enne è stato soccorso dal 118, che lo ha medicato sul posto senza rendere necessario il ricovero in ospedale.
 
BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA



BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA


FUORI DAI COGLION.IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII



Roccafranca, tentato rapimento della bambina: "Può farlo ancora"

Naina Kachir, 32enne marocchina, deve restare in carcere: "Seppur ipotesi remota, potrebbe farlo ancora". Disposta una perizia psichiatrica
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Redazione 2 ottobre 2014
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Sono state rese note le motivazioni con cui i giudici hanno deciso di respingere la richiesta di scarcerazione di Naina Kachir, la 32enne marocchina accusata di aver tentato di rapire una bambina di due anni, lo scorso 6 settembre a Roccafranca.
Secondo i giudici, a causa del "complesso quadro psicologico" dell'indagata, non è da escludere che possa reiterare il reato, ovvero cercare di tentare nuovamente una bambina. Un'ipotesi definita comunque "remota". Il Gip ha inoltre disposto una perizia psichiatrica, i cui risultati arriveranno per i primi di novembre. Fino ad allora, Kachir dovrà restare ai domiciliari.
Nelle motivazioni, la ricostruzione di quanto accaduto fa però emergere diverse circostanze non ancora del tutto chiarite, amplificate dalla semioscurità della strada in cui il fatto è avvenuto e dalle difficoltà linguestiche, fino all'apparente assurdità di rapire una bambina in mezzo a decine di genitori, per poi portarla a 100 metri dal luogo incriminato, nell'abitazione dove la 32enne era ospitata dalla cugina.
Proprio a causa di questi elementi, l'avvocato difensore Roberto Felappi parla di un "grossolano equivoco". La versione ufficiale della cugina, anche lei fermata in un primo momento, è che Kachir si sia trovata davanti la piccola: a quel punto, è stata spostata di lato per farla vedere alla mamma, temendo che si fosse smarrita.
 

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