Reato di clandestinita'

Esine: tenta di stuprare una donna, arrestato 19enne

In manette un ragazzo di 19 anni accusato di tentata violenza sessuale: si è presentato a casa di una donna di 50 anni, residente a Esine, saltandole letteralmente addosso. La vittima è stata salvata da vicini
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Redazione 6 ottobre 2014
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Tenta di stuprarla e poi la sperona con la macchina: 40enne in manette


Si è presentato in casa di quella che poi sarà la sua vittima, una donna di 50 anni residente a Esine. Fuori era già buio, lei gli ha aperto come se nulla fosse: i due si conoscevano, il ragazzo di soli 19 anni era un amico del suo ex fidanzato.
Stando alla ricostruzione operata dai Carabinieri di Darfo, non appena entrato in casa le sarebbe letteralmente saltato addosso, e avrebbe cercato di stuprarla. Le urla della 50enne hanno attirato l’attenzione dei vicini, che hanno immediatamente avvisato i Carabinieri.
Hanno poi cercato di soccorrerla: nel vederli arrivare il 19enne è scappato a gambe levate. Ci sono volute poche ore per i militari, per ritrovarlo. L’hanno ‘beccato’ quattro ore più tardi, a poche centinaia di metri dal luogo della tentata violenza sessuale.



Il giovane, un immigrato marocchino senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, è stato dunque condotto in caserma e arrestato. Già pregiudicato, nonostante la tenera età: su di lui gravava anche un provvedimento di misura cautelare, accusato di furto in terra milanese.
 
Darfo: furto al SImply Market, 47enne aggredisce il vigilante

L'uomo, senza fissa dimora, è stato arrestato dai carabinieri. Il giudice ha convalidato l'arresto nel processo per Direttissima
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Redazione 9 ottobre 2014
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Rovato: furto all'Ipersimply, arrestato un uomo di 39 anni
Brescia: ragazzina sorpresa a rubare 450 euro di alcolici


Nel tardo pomeriggio di domenica 5 ottobre, i Carabinieri di Darfo Boario Terme hanno arrestato per rapina un cittadino bosniaco di 47 anni, senza fissa dimora ma regolare sul territorio nazionale.
All'interno del supermercato “Simply Market”, l'uomo è stato sorpreso a rubare alcune confezioni di forbici, nascondendole sotto i vestiti. Il furto è stato però notato dall’addetto alla vigilanza che, all’atto di fermarlo, è stato aggredito dal malvivente con pugni e spintoni.
Fortunatamente, in pochi minuti sono arrivati sul posto i militari, che hanno posto fine alla colluttazione e ammanettato il malvivente. Nel processo per Direttissima celebrato lunedì mattina, il giudice ha convalidato l’arresto.
 
Lettera a Napolitano: "Fuori dall’Italia gli stranieri che rubano"

Approvato il testo della lettera che sarà inviata anche al presidente della Repubblica e al ministro dell'Interno: a tre mesi dalla morte di Pietro Raccagli, il consiglio comunale di Pontoglio chiede giustizia e "pene più severe"
Redazione 9 ottobre 2014



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A poco meno di tre mesi dalla morte di Pietro Raccagni, il macellaio ferito durante una rapina in casa e poi deceduto in ospedale, il consiglio comunale di Pontoglio ha approvato martedì sera una lettera congiunta che sarà inviata direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al ministro degli Interni Angelino Alfano, al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al governatore Roberto Maroni, al prefetto di Brescia.
Un consenso unanime e trasversale, da parte di maggioranza e opposizione. In cui consiglieri, assessori e sindaco chiedono “procedure giudiziarie più rigorose, e pene più certe”, sia per gli italiani che per gli stranieri. Ma con chiaro riferimento agli immigrati, perché “chi delinque deve essere espulso dall’Italia”.
L’ovest bresciano infatti, negli ultimi mesi, sarebbe stata meta ambita di un “turismo predatorio di bande di stranieri”. Non si può più continuare così, si legge nella lettera, “far credere che in Italia tutto sia lecito”. I delinquenti certo rappresentano una minoranza, “ma se non si vogliono integrare, qua non devono restarci”.
E la polemica si allarga anche sul tema dell’assistenzialismo, perché “non è ammissibile che alcune persone ricevano prestazioni ingiustificate dagli enti sociali, quando agli enti sociali stessi mancano i soldi per chi ne ha veramente bisogno”. Alla ricerca di un nuovo rispetto: perché lo straniero che commette reati, e di qualunque tipo, “deve perdere automaticamente qualsiasi diritto alla residenza in Italia”.


“Chi è ospite sul nostro territorio – si legge ancora nel testo – deve fare ogni sforzo per la sua integrazione, deve assumersi le proprie responsabilità”. Anche se la giustizia non aiuta, perché “sono tanti quelli che sanno che il nostro sistema giudiziario non li punirà”.
 
Qui a Brescia è EMERGENZA criminalità.

Il popolo bresciano non ne puo' piu', rubano tutto, sempre, ovunque, scippano, minacciano....ormai vecchi, giovani, adulti,

io non so piu' che dire..siamo in balia di bande criminali, tutelate, delegate ed assistite dallo STATO ITALIANO.

L'ITALIA e' un paese di merd.a....senza ombra di dubbio
 
RIPARTE LA SETTIMANA DEL MAGREBINO....
SOLO E SEMPRE LORO...

MA FATELA STO LEGGE DOVE GLI STRANIERI NON DEVONO ESSERE CONTROLLATI E POSSONO DELINQUERE, COSI EVITIAMO ALMENO I PESTAGGI

Sulla metro senza biglietto, aggredisce il controllore

Un ragazzo di origini nordafricane sulla metro senza biglietto: una volta arrivato a Brescia Due viene fermato da un controllore, lui lo aggredisce e riesce a scappare. Caccia all'uomo da parte dei Carabinieri
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Redazione 13 ottobre 2014
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Potrebbe essere un cittadino nordafricano già noto alle forze dell’ordine, il presunto aggressore del metro che - nel pomeriggio di domenica - avrebbe aggredito e ferito un controllore di 44 anni, reo di avergli semplicemente chiesto il biglietto.
Nei pressi della fermata di BresciaDue, poco prima delle 16: il controllore si avvicina al giovane, a cui chiede il titolo di viaggio. Il ragazzo in tasca non ce l’ha, e da qui comincia un’accesa discussione. Dalle parole alle mani, e il passo e breve: i due si spintonano mentre la metro rallenta, e apre le porte non appena raggiunta la stazione.
Il nordafricano colpisce allora il controllore, lo spinge e lo fa cadere a terra, riuscendo così a fuggire. Esce dalla metropolitana e scappa a piedi, ma sarebbe stato individuato e filmato dalle telecamere di videosorveglianza.
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Il controllore aggredito è stato poi medicato dai sanitari del 118, arrivati sul posto con un’ambulanza. Indagini in corso, da parte dei Carabinieri della compagnia di Brescia.
 
ECCO UN ALTRO TUNISINO....SEMPRE MAGREBINO.....

SEMPRE E SOLO LORO....

SEMPRE PIU' VIOLENTI...

SEMPRE LE STESSE PENE ..

OVVERO ZERO

Ruba un'auto in stazione, acceca i Carabinieri con uno spray

Rocambolesco inseguimento per le vie cittadine, poi i Carabinieri che riescono finalmente a fermare il ladro: lui reagisce spruzzando in faccia ai militari dello spray al peperoncino. E' stato arrestato e condotto in carcere
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Redazione 11 ottobre 2014
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Flero: si fingono stradini, pistola in faccia ad un automobilista
Brescia: Audi A5 rubata 'al volo' all'autolavaggio di San Polo


Un’automobile rubata in stazione, un rocambolesco inseguimento e un finale con tanto di spray al peperoncino spruzzato in faccia agli agenti: succede a Brescia, nel pomeriggio di venerdì.
Un tunisino di 34 anni con diversi precedenti alle spalle, come rapina o ricettazione, riesce a rubare un’auto di proprietà di un cittadino cinese, il primo ad avvisare i Carabinieri. I militari giunti sul posto rintracciano la vettura, e comincia un inseguimento ad alto rischio tra le strade cittadine.
Dalla stazione a Via Corsica, e poi in Via Sardegna, dove l’uomo viene finalmente bloccato. Ma una volta sceso dalla macchina il 34enne aggredisce i due Carabinieri, spruzzando loro in faccia dello spray urticante al peperoncino.
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L’uomo viene fermato, e non senza fatica, dopo una lunga colluttazione. Accompagnato in caserma, è stato arrestato e portato in carcere, a Canton Mombello.
 
Esce da scuola, ragazzino derubato mentre aspetta l'autobus

Il giovane scippato alla stazione SIA di Brescia. Nessuna traccia dei ladri, nonostante le ricerche di una moto e di una pattuglia della Polizia
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Redazione 10 ottobre 2014
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Scippo in via Solferino: catenina d'oro strappata a un 40enne
Brescia: donna scippata 'in corsa', via con soldi e telefono


Ragazzo ancora minorenne rapinato mentre aspettava il bus dopo una mattina passata tra i banchi di scuola. Il giovane è stato derubato sulla banchina della stazione Sia a Brescia da una coppia di malviventi: lui, corporatura esile, alto circa un metro e ottanta e capelli scuri, lei, giovane ragazza, bionda e probabilmente italiana.
I due si sono avvicinati e, con una mossa furtiva, gli hanno strappato dal collo una catenina d'oro per poi fuggire a gambe levate. Il ragazzo si è subito recato nel piazzale della stazione ferroviaria, dov'è presente un camper della polizia, per denunciare l'accaduto.
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Dopo averne raccolto la descrizione, gli agenti hanno iniziato le ricerche dei due scippatori a bordo di una pattuglia e di una moto. Come spesso accade, però, erano già riusciti a far perdere le proprie tracce. Il ragazzo non ha potuto far altro che tornarsene a casa, desolato per l'accaduto ma con ancora in tasca il ciondolo, rimasto impigliato nella maglietta al momento dello strappo.
 
E POI ARRIVANO GLI ALBANESI....

SEMPRE LORO IN CASA....RUBANO SEMPRE E SOLO LORO....

SE NON SONO LORO SONO RUMENI....

NON SE NE PUO' PIU'....

BASTA STRANIERI BASTAAAAAAAAAAAAAAAAA


Arrestati ladri 'acrobati': furti a Brescia e nell'hinterland

In manette due giovani albanesi residenti a Brescia: in poche settimane furti e rapine in città e nell'hinterland, a Collebeato e Castegnato. Risalivano i cornicioni a mani nude: in casa un bottino da 20mila euro
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Redazione 10 ottobre 2014
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Furti e rapine, in città e nell’hinterland, a Castegnato e a Collebeato. Messi a segno da una coppia di ladri che in poche settimane sono riusciti ad accumulare una refurtiva di oltre 20mila euro, poi nascosta in casa in un appartamento in zona ospedale. Arrestati dai Carabinieri di Brescia a seguito di pedinamenti e appostamenti.
In manette una coppia di giovani albanesi, in azione a Brescia e dintorni. Due ladri che agivano come veri acrobati, arrampicandosi anche a mani nude su cornicioni e grondaie, risalendo fino al secondo o al terzo piano. Agivano con il calar del buio, sempre dopo le 20, ‘nascondendosi’ tra i rumori dei televisori accesi, o delle automobili in movimento.
Sono stati finalmente ‘beccati’, a conclusione di una lunga serie di indagini. A Brescia, in Via Borsi, viene segnalato l’ennesimo furto: i Carabinieri riconoscono un’auto rubata, una Fiat 500. A bordo ci sono proprio i due rapinatori, che si allontanano dalla casa svaligiata fino a raggiungere un parcheggio, dove salgono a bordo di un’altra automobile.
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Un doppio controllo incrociato da parte dei militari, sulla targa dell’automobile e poi sul domicilio del proprietario dell’auto. Infine, l’appostamento decisivo e proprio al di fuori della loro abitazione. Beccati al loro rientro, all’ingresso del palazzo: in casa nascondevano di tutto, oro e gioielli, computer e orologi, denaro in contanti. Un bottino sostanzioso, di oltre 20mila euro.
 
genova

Al momento i carabinieri hanno arrestato nove persone, di cui tre romeni, tre ecuadoriani, due tunisini e una moldava. Altri due minorenni sono stati denunciato in stato di libertà
Gli sciacalli ci sono sempre. Soprattutto quando avvengono tragedia come quella di Genova.
Mentre la gente cerca di salvarsi la vita e i negozi vengono distrutti dall’esondazione del fiume, c’è chi si arma di torcia e di borsoni per razziare tutto quel che può.
Con la città in ginocchio e mentre la polizia cercava di verificare le condizioni delle persone travolte dall’ondata di pioggia e di fango e i cittadini si univano in una catena di solidarietà, c’è chi, come tre romeni, ha tentato di approfittare della confusione e “arraffare” oggetti e cose lasciati momentaneamente incustoditi.
Al momento, sono nove le persone arrestate, e altri due minorenni sono stati deferiti in stato di libertà, da quando è scattata l’emergenza alluvione, con l’accusa di sciacallaggio. Si tratta di tre romeni, tre ecuadoriani, due tunisini e una moldava. I minorenni denunciati sono ecuadoriani. I tre romeni, tra i 29 e i 37 anni, e la moldava senza fissa dimora di 32, sono stati sorpresi dai carabinieri in via XX settembre dentro una profumeria.
I tre ecuadoriani sono stati invece fermati in Corso Sardegna, carichi di merce rubata poco prima. In Corso Sardegna sono stati trovati anche i due minorenni che avevano appena svaligiato una cartoleria. In via Granello, infine, un equipaggio della volante ha notato due tunisini ventenni che uscivano da un supermercato, con prodotti vari, tra cui una macchina fotografica, schiuma da barba e calze. Tutta la merce rubata è stata recuperata.
I sette “sciacalli” resteranno in carcere. Il giudice monocratico, Massimo Todella, ha convalidato gli arresti al termine del processo per direttissima. Saranno processati rispettivamente il 22 novembre e il 15 dicembre. Tutti hanno negato di aver avuto intenzione di rubare alcunché.




NO MA.....STIAMO SCHERZANDO??????
 
e' successo anche in friuli durante il terremoto che ha devasto intere citta' solo che in quel caso erano pochi i sciacalli e molti anche se in salute finivano per qualche strano motivo sotto le maceria ... morti.

Altri tempi e altra stoffa di italiani.

Immaginate ora cosa succederebbe per esempio a Roma nel caso di un forte terremoto.
 

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