S&P/Mib e market Mover

14:54 - Wall Street: future in rialzo dopo conti Caterpillar e McDonald's
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 26 gen - A Wall
Street i future sono positivi dopo la pubblicazione dei
conti di Caterpillar e McDonald's che hanno fornito
indicazioni contrastanti. Da un lato i risultati Caterpillar
mostrano un calo del 32% dell'ultile netto nel IV trimestre,
dall'altro i conti McDonald's hanno fatto meglio delle
attese pur registrando un ultima parte del 2008 debole. I
future sul Dow Jones indicano un rialzo dello 0,4%, quelli
sullo S&P 500 un progresso dello 0,74% e quelli sul Nasdaq
un +0,9%.
Mau

(RADIOCOR) 26-01-09 14:54:51 (0194) 5 NNNN
 
15:07 - Borsa: Milano torna positiva in attesa di Wall Street, Mibtel +0,59%
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 26 gen - L'Europa
recupera nuovamente terreno in vista dell'apertura di Wall
Street, dove ora i future viaggiano in territorio positivo.
Tornano gli acquisti a Milano, che aveva girato sotto la
parita' dopo meta' seduta. Il Mibtel segna un rialzo dello
0,39% e l'S&P/Mib dello 0,61%. Parigi guadagna l'1,63%,
Londra il 2,13% trainata dal +60,7% di Barclays e
Francoforte l'1,26%.
liz

(RADIOCOR) 26-01-09 15:07:42 (0197) 5 NNNN
 
Certo..che chi non compra IPG!!!

aggiornamento 26 Gennaio 2009
FINANZA

Impregilo, due mesi per un "patto"


SARA BENNEWITZ


Aspettando le ‘Idi’ di marzo, perché tra due mesi Impregilo si troverà ad affrontare un momento cruciale per la sua storia. Entro il prossimo 12 marzo, infatti, i tre azionisti di Igli dovranno decidere se rinnovare o meno il patto di sindacato sul 29,9% del capitale di Impregilo, oppure spartirsi le loro quote e proseguire ognuno per la propria strada facendo scadere il patto che li vincola a restare uniti fino al 12 giugno. Il 25 marzo, inoltre, il cda del primo gruppo di costruzioni italiano approverà i risultati dell’esercizio 2008. Infine per quella data dovrebbe anche essere definita l’annosa questione dei rifiuti di Acerra. In concomitanza con il passaggio di consegne ad A2A, la società dovrebbe infatti perfezionare la vendita dell’inceneritore e dell’attività del trattamento dei rifiuti, asset che nel bilancio di Impregilo sono iscritti a un prezzo di carico di circa 400 milioni. E le risorse che la società dovrebbe incassare dall’operazione legata all’inceneritore di Acerra verrebbero subito destinate ai nuovi progetti in essere. Tra questi, il valico di Genova e la gara per il canale di Panama, che verrà aggiudicata a maggio (e qui dove Impregilo è l’unica società italiana delle costruzioni a partecipare insieme a una cordata di altre aziende estere a una commessa da 5,3 miliardi di dollari).
Ma andiamo per ordine. Atlantia, che fa capo alla famiglia Benetton, Argo Finanziaria di Marcellino Gavio e Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti detengono ciascuna il 33,3% di Igli, e quindi indirettamente possiedono ciascuna il 9,9% di Impregilo. Esattamente un anno fa, ovvero dopo che il Tribunale di Napoli ebbe ordinato un maxi sequestro preventivo legato proprio ad Acerra, i tre soci di comune accordo decisero di stipulare un contratto derivato con Abn Amro opzionando un 3% del capitale del gruppo di costruzioni (al prezzo di 4,6 euro ciascuna), quota che se fosse stata rilevata da Igli avrebbe obbligato il gruppo a lanciare un’offerta obbligatoria su tutta Impregilo. Ma così non è stato e il derivato è stato liquidato in contanti.
La mossa decisa nel gennaio 2008 era in realtà un arrocco in difesa, perché, nonostante alcune difficoltà della società di costruzioni, serviva a scoraggiare le mire espansionistiche di alcuni rivali esteri, tra cui in primis la francese Vinci. Da allora però molte cose sono cambiate.
La Cassazione a sezioni unite ha annullato la sentenza del tribunale che aveva disposto un sequestro preventivo da 750 milioni, decisione che è stata poi rivista dal tribunale del riesame. Quest’ultimo ha liberato l’intera somma che doveva garantire il presunto illecito profitto realizzato su Acerra da Impregilo. E ora la società leader delle costruzioni ha deciso di vendere l’inceneritore che a breve passerà sotto la gestione di A2A.
Quella che era una grande incognita sul futuro della società è venuta meno, di contro la crisi finanziaria e il crollo di tutte le aziende di costruzioni rendono meno probabile l’arrivo di un’offerta ostile sul gruppo italiano. Infine, nel frattempo Immobiliare Lombarda che controllava il 33,3% di Igli è stata inglobata da Fonsai, e adesso il gruppo assicurativo potrebbe avere altre priorità che quella di detenere una simile partecipazione nelle costruzioni. Tuttavia, se anche è vero che Ligresti potrebbe essere meno motivato di prima a rimanere nella partita, è altrettanto vero che rinnovare il patto di sindacato di Igli è il modo migliore per spuntare un premio per questa quota. Inoltre se Ligresti facesse un passo indietro, probabilmente Gavio e Atlantia sarebbero disposte a rilevare la sua quota. Tuttavia anche Fonsai, che ha in carico la partecipazione in Igli a prezzi ben superiori, sa che aspettare alcuni sviluppi imminenti sulle attività di Impregilo potrebbe consentire al titolo di recuperare terreno.
E la società presieduta da Massimo Ponzellini per il 2009 ha parecchia carne al fuoco, in Italia e all’estero. Il prossimo 8 febbraio verrà inaugurato il passante di Mestre, di cui Impregilo era general contractor. Il gruppo si è poi aggiudicato i lavori per la Pedemontana Lombarda e per quella Veneta. Inoltre, a breve dovrebbero partire i lavori del terzo valico della MilanoGenova, opera da 5 miliardi di euro che è stata già approvata dal Cipe e che dovrebbe dare lavoro a circa 4mila persone. Sulle grandi opere a livello nazionale, gli analisti preferiscono però non esprimersi dal momento che con questa crisi il governo potrebbe rallentare la partenza di alcuni lavori già approvati a suo tempo, tra cui anche quello del Ponte sullo Stretto di Messina. Ma sul Valico della MilanoGenova c’è molta pressione e questa nuova infrastruttura rivitalizzerebbe il porto e contribuirebbe a creare occupazione.
Sulle commesse all’estero, invece, Impregilo al momento è impegnata nella costruzione degli impianti di Lake Mead per rifornire d’acqua la città di Las Vegas (una commessa da 447 milioni di dollari), ed ha appena vinto un’importante commessa da circa mezzo miliardo di euro in Libia per costruire tre università. Non a caso da mesi sono circolate voci circa un possibile interessamento dei fondi governativi libici al capitale di Impregilo. Tuttavia se la Libia è libera di acquistare sul mercato le azioni, difficilmente sarebbe ammessa nella stanza dei bottoni di Igli. Per Impregilo avere un simile azionista potrebbe infatti comportare non pochi problemi per vincere nuove commesse negli Stati Uniti, e non solo.
Detto questo, gli analisti, senza considerare né il terzo Valico della GenovaMilano, nè il Ponte di Messina, né i 400 milioni della vendita di Acerra, hanno tutti giudizi positivi sul titolo con target price che vanno dai 3,1 euro di Banca Imi fino ai 4,5 euro di Citigroup. Equita, anche ipotizzando uno scenario molto negativo per il settore delle costruzioni, in settimana ha inserito il titolo nella sua lista dei preferiti, fissando un obiettivo di prezzo di 3,2 euro per azione. Anche se il broker ritiene che Fisia presenti ancora dei margini di rischio, Equita stima che Impregilo chiuderà il 2008 con un fatturato di oltre 2,8 miliardi e 185 milioni di utili (dai 2,6 miliardi con 41 milioni di utili del 2007), mentre per l’anno in corso il broker prevede ricavi in calo a 2,6 miliardi con profitti per 82 milioni, senza considerare eventuali operazioni straordinarie e nuove commesse. Infine a differenza di alcune concorrenti, come ad esempio Astaldi, Impregilo ha il pregio di avere pochissimi debiti e quindi gode di una maggiore flessibilità finanziaria: a fine anno gli analisti si aspettano che l’indebitamento netto del gruppo sia inferiore ai 100 milioni di euro.
 
15:25 - Home Depot: 7000 tagli, conferma stima -24% utile corrente 2008
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - New York, 26 gen - Home Depot
ha annunciato che intende tagliare settemila posti di
lavoro, vale a dire il 2% della sua forza lavoro,
all'interno di un vasto piano di ristrutturazione. La
societa' ha anche confermato di attendersi una riduzione del
24% dell'utile da attivita' correnti nel 2008 con un calo
delle vendite dell'8%. Home Depot, poi, congelera' i salari
di tutti i suoi dirigenti per risparmiare davanti alle
attese di un prolungato calo delle vendite.
Red-Mau

(RADIOCOR) 26-01-09 15:24:59 (0201) 5 NNNN
 
15:33 - Usa: Obama annuncera' misure per limitare emissioni delle auto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Washington, 26 gen - Il
presidente Usa Barack Obama si appresta ad annunciare misure
che mirano a limitare il consumo di carburante e le
emissioni delle auto. Lo ha indicato un responsabile
dell'amministrazione Usa sulla scia di anticipazioni del
'New York Times'. E' l'inizio della svolta verde voluta da
Obama, con un netto cambio di rotta rispetto
all'amministrazione Bush.
Red-gl-

(RADIOCOR) 26-01-09 15:33:30 (0204) 5 NNNN
 
15:29 - Bce: Paramo, necessari motivi straordinari per tassi sotto 2% -2-
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Madrid, 26 gen - Paramo ha
anche spiegato, riguardo al movimento verso il basso dei
tassi di interesse, che portarli a livelli troppo bassi
potrebbe ostacolare il giusto funzionamenti dei mercati,
ponendo le basi per future 'bolle' speculative.
Sull'andamento dei prezzi, Gonzalez-Paramo ha detto di
prevedere un rallentamento dell'inflazione nella prima meta'
dell'anno, sorpattutto a causa del calo dei prezzi del
greggio, e una successiva accelerazione nel secondo semestre
"a livelli vicini ma poco sotto il 2%" annuo.
Red-mir-y-

(RADIOCOR) 26-01-09 15:29:34 (0203) 3 NNNN
 
16:03 - Borsa: l'Europa amplia i guadagni, exploit di banche e assicurativi
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 26 gen - L'Europa
amplia i guadagna sulla scia della buona intonazione di Wall
Street. I listini del Vecchio Continente sono trainati da
banche e assicurativi che balzano rispettivamente del 6,60%
e del 7,23% sulla scia del +71,48% di Barclays. Parigi sale
del 3,34%, Londra del 2,99% e Francoforte il 3,3%. A Milano
il Mibtel segna +1,83% e l'S&P/Mib il 2,25% con Saipem
(+7,73%) a guidare gli acquisti.
liz

(RADIOCOR) 26-01-09 16:03:58 (0226) 5 NNNN
 
Barack Obama e le cifre della crisi

Dopo aver seguito con interesse la lunga marcia di Barack Obama verso la Casa Bianca, ascoltando i suoi discorsi elettorali e leggendo i suoi programmi per la società e l’economia americana, ora è il momento dell’azione.
E quindi dobbiamo mettere da parte emozioni e speranze e cercare di capire quali sono le possibilità, i limiti e i vincoli che la situazione attuale pone al nuovo Presidente.
In pratica questo significa guardare i numeri che sono sul tavolo, che purtroppo costituiscono i paletti entro i quali rimanere.
Da questo punto di vista un prezioso contributo lo da Daniel Gros su LaVoce.info con il suo articolo “I problemi economici di Barack” del 23 gennaio.

Cifre alla mano, è difficile che il “piano TARP” possa essere sufficiente a rivitalizzare il settore finanziario (giusto per limitarsi a quello): non bastano le risorse del TARP, pari a circa il 5% del PIL, perchè l’intervento deve essere molto più massiccio. Ecco le cifre del risanamento, secondo Daniel Gros:
”...Una crisi che ha contagiato l’intero mercato dei mutui americani e si è estesa alla maggior parte delle altre forme di credito alle famiglie (auto, carte credito, prestiti personali e così via), non può essere risolta a buon mercato.
Il costo complessivo dove per forza essere molto superiore al 5 per cento del Pil, se solo si considera che il debito complessivo delle famiglie americane ammonta a circa 14mila miliardi di dollari, vale a dire il 100 per cento del Pil.
Con i prezzi delle case che probabilmente scenderanno di un ulteriore 30 per cento (una stima ragionevole se si considera che il rapporto prezzi-affitti è ancora ben al di sopra dell’equilibrio a lungo termine) le perdite sui mutui si attesteranno probabilmente tra il 20 e il 30 per cento.
Si deve poi tener presente che i mutui americani sono di fatto (e spesso di diritto) “non rinegoziabili”, il che significa che il debitore può limitarsi a mandare indietro le chiavi alla banca se il valore della casa scende al di sotto della somma che ancora deve restituire. Con un totale di mutui in sospeso di circa 10mila miliardi (70 per cento del Pil), perdite del 20-30 per cento implicherebbero perdite per il sistema finanziario di 3mila miliardi, vale a dire circa il 20 per cento del Pil.

A questo si dovrebbero aggiungere le perdite di circa 4mila miliardi di credito al consumo alle famiglie e altri debiti in sospeso. Con una forte recessione in corso, l’insieme delle dei debiti per le famiglie può essere considerevole. Il totale delle perdite del solo sistema finanziario sui prestiti alle famiglie americane, deve essere perciò superiore ai 3mila miliardi. Se il sistema bancario americano e il sistema finanziario nel suo complesso vuole riprendersi, deve riuscire a ripulirsi da queste perdite. Altrimenti le banche non riprenderanno a erogare nuovamente credito.

Qualsiasi operazione che vuole ripulire il settore finanziario deve perciò essere di almeno il 20-25 per cento del Pil. Questa è la dimensione della sfida che deve affrontare il neo presidente Barack Obama.”

Sulla base di queste cifre, la sfida che il nuovo Presidente degli Stati Uniti ha di fronte a sè diventa più precisa, meno ideale e più concreta.
 

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