g.l.
Forumer storico
Buongiorno a tutti.
Non si sente parlare d'altro che di catastrofi imminenti, di fine dell'euro, di recessioni e di fallimenti, ma alla fine? I prezzi delle azioni sono gli stessi di un mese fa, con l'Europa che continua a fare meglio del resto del mondo da fine aprile-inizio maggio. Un ritorno sui minimi o anche un leggero sforamento non è da escludere, ma le probabilità di ulteriori ribassi rilevanti per me sono ora estremamente basse. Continuo a pensare che le mani forti stiano comprando mentre il pessimismo dilaga, e che gli indici azionari più forti supereranno i massimi del 2012 nei prossimi mesi. I grandi rialzi nascono sempre tra l'incredulità generale e i catastrofismi.
Non che non ci siano dei rischi, sia chiaro. Nell'estate del 2008 si pensava che la situazione si sarebbe alla fine risolta, fino a che non si è raggiunto il punto di non ritorno con conseguente crollo dei mercati che sorprese tutti, anche i grandi operatori istituzionali. In qualche modo, le probabilità del ripetersi di un evento simile ("cigno nero") sono inversamente proporzionali alla devastazione che provocherebbe l'evento stesso una volta verificatosi. (Una nota: del tutto differenti furono i brevi crolli visti in maggio 2010 e agosto 2011, avvenuti all'improvviso dopo lunghi periodi di salita e distribuzione da parte delle mani forti che a mio parere non si sono fatte trovare impreparate ma anzi ne hanno approfittato.)
Non si sente parlare d'altro che di catastrofi imminenti, di fine dell'euro, di recessioni e di fallimenti, ma alla fine? I prezzi delle azioni sono gli stessi di un mese fa, con l'Europa che continua a fare meglio del resto del mondo da fine aprile-inizio maggio. Un ritorno sui minimi o anche un leggero sforamento non è da escludere, ma le probabilità di ulteriori ribassi rilevanti per me sono ora estremamente basse. Continuo a pensare che le mani forti stiano comprando mentre il pessimismo dilaga, e che gli indici azionari più forti supereranno i massimi del 2012 nei prossimi mesi. I grandi rialzi nascono sempre tra l'incredulità generale e i catastrofismi.
Non che non ci siano dei rischi, sia chiaro. Nell'estate del 2008 si pensava che la situazione si sarebbe alla fine risolta, fino a che non si è raggiunto il punto di non ritorno con conseguente crollo dei mercati che sorprese tutti, anche i grandi operatori istituzionali. In qualche modo, le probabilità del ripetersi di un evento simile ("cigno nero") sono inversamente proporzionali alla devastazione che provocherebbe l'evento stesso una volta verificatosi. (Una nota: del tutto differenti furono i brevi crolli visti in maggio 2010 e agosto 2011, avvenuti all'improvviso dopo lunghi periodi di salita e distribuzione da parte delle mani forti che a mio parere non si sono fatte trovare impreparate ma anzi ne hanno approfittato.)