T-Bronx5Y-10Y-Bund .. la notte dei morti viventi (vm18)

Fleursdumal ha scritto:
nessuna statistica su questi giorni festivi merikani gipa? mi ricordo che una volta postasti un grafo del genere dove si vedeva che storicamente erano giorni favorevoli al long

godiamoci l'ultimo giorno di tranquillità che domani ritornano dan e l'avucat :D

i grafici erano tratti dal Vto report che ora non esiste più.....

comunque la statistica è questa...

We looked at the average return of the Dow during the shortened Thanksgiving work week to see how the index has performed over time. We went back to 1942 since President Roosevelt signed a bill into law on November 26, 1941 making the fourth Thursday in November the official Thanksgiving Day.

The Dow has averaged a gain of 0.59% from Monday's open to Friday's close during the week that includes Thanksgiving Day. The gain of 59 bps is much higher than the average gain of 17 bps for all weeks.


C'è da dire che le sedute più forti sono solitamente il Lunedì e poi il Venerdì per cui è possibile che un rallentamento nei prossimi due giorni sia possibile :rolleyes:


Per ora si oscilla ma mi sembra che c'è voglia di liquidazione sugli indici ma che queste liquidazioni vengono al momento controllate dalle mani forti.


PS: questi due sono due terroristi del trading, da una parte il kamikaze dall'altra il neutral player, ti confondono le idee :D :D :D :P :P
 
avrei bisogno di più convinzione sulle candele rosse dello spoore , così potrei liquidare un paio di posizioni senza bruciacchiarmi troppo le dita :D
 
certo che gli americani per fare gli sboroni potrebbero fare un paio di sedute belle rosse e poi per venerdi andare a ritoccare i massimi :D

poi per finire in bellezza lunedi prossimo dare una bella smazzulata a tutti :eek:

vabbe devo uscire torno verso le 20



:ciao:
 
a sentir gz di cobraf e certi rumorZZ merikani ci sarebbe l'n-esimo funds incastrato sull'energy

l rumor riportato su diversi siti come marketwatch.com ad esempio è che il crollo ultimo del petrolio da 62$ a 55$ abbia incastrato un hedge fund piuttosto grosso che deve liquidare le altre sue posizioni e in particolare i "carry trades" che praticamente hanno tutti nel mondo delle grandi banche e hedge

cioè deve liquidare le posizioni, con leva finanziaria ovviamente, finanziate in yen all'1% e in franchi al 2% (che possono essere in valute tipo la neozelandese, dollaro o altre valute che rendano un 5% o 6%)

questo vuole dire che devono chiudere il debito in Yen (scheda) e quindi comprare Yen

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..We are hearing talk of a hedge fund being in trouble. While this is not unique these days, we are told that the problem is with large erroneous energy positions, which are being funded today by selling profitable carry trades. That only means one thing to a currency traders: They have to buy JPY (because as you know, the JPY is the primary funding currency for carry positions).
 
azzz ne parla anche Blondet :eek: :D negli usuali termini catastrofisti

L’orribile segreto che ci sovrasta
Maurizio Blondet
19/11/2006

STATI UNITI - Venerdì 17 novembre è stata una brutta giornata per il dollaro: è caduto di colpo verso tutte le valute.
Ufficialmente ciò è avvenuto per i dati negativi sul mercato immobiliare USA, la vacca da cui mungono i consumatori americani (che accendono ipoteche sulle loro case per comprare beni di consumo).
Effettivamente, ad ottobre il numero di nuove case in costruzione è crollato del 14,6 %, la più grande flessione negli ultimi sette anni, molto più di ciò che gli analisti si attendevano, un declino del 4,5 %.
Ma la vera ragione, secondo le voci più correnti, è un’altra e molto più allarmante: sui mercati si vocifera che uno dei più importanti hedge fund americani (che non viene nominato) sarebbe insolvente. (1)
«Corre voce che il fondo in questione stia liquidando capitali per coprire le perdite in cui è incorso con speculazioni sbagliate sul mercato energetico», ha fatto sapere una ditta di analisi chiamata Action Economics: «Gli operatori riferiscono di grosse vendite di dollari contro yen disposti da nomi famosi americani».
Sempre senza dire di che «nomi» si tratti.
«Secondo le voci, dietro la caduta del dollaro c’è uno dei principali hedge fund americano», conferma Brian Dolan, direttore delle analisi al Forex.com.
L’evento ne segue un altro, poco spiegato, verificatosi nei primi giorni di novembre: pesanti vendite da panico, in USA ed in Europa, su un altro mercato dei derivati, quello degli swaps sul rischio di credito (Credit Defaults Swaps, CDS).
La scusa per la creazione dei CDS è che sono una sorta di assicurazione contro il rischio di mancato pagamento dei debiti di grandi aziende; chi acquista questa «protezione» paga una quota annuale che è una percentuale del debito coperto.
Una caduta dei prezzi dei CDS segnala, ha scritto il Financial Times, che «gli investitori [speculatori] non si sentono più compensati abbastanza per i rischi che si assumono».

Anche in quell’occasione, sono state segnalate svendite frenetiche ed obbligate, per coprire perdite enormi.
Segreto, segreto.
Voci.
Grossi gruppi in bancarotta che non vengono nominati: e il tutto mentre il Financial Times e il Wall Street Journal ci impartiscono quotidiane lezioni sulla «trasparenza» che costituisce l’alta moralità dei «mercati», in confronto - poniamo - alla «opacità» della Gazprom di Putin e alla indecenza e «corruzione» delle misure dirigistiche tentate per esempio dalla Francia quando difende le sue industrie nazionali, o anche da Di Pietro quando si oppone alla svendita di Autostrade agli spagnoli.
Ogni volta che qualche statista o banchiere centrale si azzarda a proporre - debolmente - una regolamentazione del mercato dei derivati, il mondo viene assordato dalle proteste di questo organi del liberismo: pretesa assurda, i «mercati» si regolano da sé, i mercati sono più saggi di qualunque politico, non c’è bisogno di alcuna regola.
La menzogna serve a coprire la più grave faccenda criminale del secolo, la più inconfessabile fonte di profitti indebiti che sta impoverendo tutti noi, e che ad ogni momento può portarci alla rovina e alla fame.
Tutto sta in una cifra emanata dalla Banca dei Regolamenti Internazionali: nei primi mesi del 2006, il mercato dei derivati ha raggiunto la cifra di 370 mila miliardi di dollari. 370 trilioni.
E’ impossibile dare un’idea di quanto questa cifra sia irrealistica rispetto all’economia reale.
Può aiutare a capire ricordare che il prodotto interno lordo di tutti gli Stati Uniti è pari a 10 trilioni di dollari: la bolla di pseudo-capitale che gli speculatori hanno accumulato sulle nostre teste, se scoppia, basta a prosciugare la ricchezza di 370 Americhe.
Le riserve in valuta della Cina, che i cinesi hanno guadagnato con le loro frenetiche esportazioni e che sono considerate scandalosamente eccessive, ammontano a malapena a un trilione di dollari.
Lo scoppio della bolla speculativa sui derivati è dunque capace di annichilire la Cina e il suo lavoro per tre secoli e più.
L’emissione di Credit Default Swaps, queste presunte garanzie contro i debiti delle multinazionali, è stata la più euforica: in un anno sono aumentati del 60 %, e ora raggiungono la cifra di 33 trilioni di dollari.

Ciò vuol dire che gli speculatori sono felici di accollarsi i debiti delle imprese?
E’ evidentemente il contrario: emettono sempre nuovi swaps contro crediti sempre più inesigibili.
E’ il classico aumento esponenziale delle «piramidi finanziarie», dove l’insolvente paga i creditori con cambiali via via più alte, dietro a cui non c’è nulla.
I primi a farsi pagare guadagnano, tutti gli altri sono destinati a perdere.
I 370 trilioni non sono altro che piramidi di debito, accumulate l’una sopra l’altra in equilibrio instabile.
Ad ottobre il fondo Amaranth è fallito su una speculazione sbagliata sull’energia: aveva scommesso tutto sul rialzo dei prezzi del gas, che invece sono calati, e ha così vaporizzato i capitali che gli «investitori» (speculatori) gli avevano affidato.
Ma le vendite di Londra ai primi di novembre sembrano indicare un inizio di reazione a catena: gli swaps di credito basati sul fondo Amaranth hanno creato gravi e improvvisi problemi sul mercato londinese.
E l’Amaranth era un fondo «piccolo» in proporzione ai colossi.
Alla prossima volta, si assisterà al crollo a catena di diversi fondi speculativi l’uno sull’altro a catena.
Il primo effetto sarà un immediato prosciugamento del credito e della liquidità.
L’effetto andrà composto con il calo del settore immobiliare in America: le famiglie indebitate USA diverranno immediatamente insolventi a causa del calo del «valore» sul quale si sono indebitate (la casa).
Le banche, che hanno fatto allegramente prestiti a go-go, si troveranno nella nota tenaglia delle grandi crisi: crescita rapidissima dei loro crediti inesigibili non rimborsati a causa delle bancarotte individuali, mentre i loro bilanci si degradano altrettanto velocemente a causa del deprezzamento degli «attivi» dati loro in garanzia.
Né si dimentichi che le famiglie USA non risparmiano, quindi non dispongono di riserve.
Tutto ciò che hanno, è un debito complessivo di sei trilioni.

Nemmeno lo Stato americano ha riserve: ha invece un deficit pubblico di 7,5 trilioni di dollari. Si aggiunga il debito delle imprese americane - 13 trilioni - e si avrà una vaga sensazione di quel che può succedere.
Nell’insieme, i debiti americani pubblici, privati e aziendali toccano i 30 trilioni, ossia il triplo (300 %) del prodotto interno lordo USA.
Poco prima della crisi del 1929, l’insieme dell’indebitamento era pari al 240 % del PIL.
Dopo il crack, la recessione.
Chi avrà liquidi potrà comprare splendidi attici al prezzo di un’utilitaria.
Ma chi li avrà, allora?

Maurizio Blondet

Note
1) Wanfeng Zhou, «Dollar drops on weak housing data - market talk of trouble at hedge fund fuels dollar selling», MarketWatch, 17 novembre 2006.
 
Fleursdumal ha scritto:
a sentir gz di cobraf e certi rumorZZ merikani ci sarebbe l'n-esimo funds incastrato sull'energy

l rumor riportato su diversi siti come marketwatch.com ad esempio è che il crollo ultimo del petrolio da 62$ a 55$ abbia incastrato un hedge fund piuttosto grosso che deve liquidare le altre sue posizioni e in particolare i "carry trades" che praticamente hanno tutti nel mondo delle grandi banche e hedge

cioè deve liquidare le posizioni, con leva finanziaria ovviamente, finanziate in yen all'1% e in franchi al 2% (che possono essere in valute tipo la neozelandese, dollaro o altre valute che rendano un 5% o 6%)

questo vuole dire che devono chiudere il debito in Yen (scheda) e quindi comprare Yen

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..We are hearing talk of a hedge fund being in trouble. While this is not unique these days, we are told that the problem is with large erroneous energy positions, which are being funded today by selling profitable carry trades. That only means one thing to a currency traders: They have to buy JPY (because as you know, the JPY is the primary funding currency for carry positions).

Ho riportato un articolo venerdì sull'argomento.
Uno degli indiziati era l' hedge Sentinel (che tra parentesi è una delle entità che ha acquistato da amaranth parte del suo portafoglio..) ma ieri si è affrettato a smentire.

Il movimento dello yen di venerdì era dettato da queste considerazioni ma oggi sembra tutto rientrato con nuovi massimi dell'euro ed il dollaro forte contro yen.

Se fosse vero naturalmente questo potrebbe portare un certo sconvolgimento sui mercati.

PS: c'è da dire che molti scommettevano che il doppio minimo sull'area 58 e spicci dell'oil potesse essere il minimo del ribasso e questa ulteriore correzione ha stupito molti operatori.
Personalmente penso che l'oil possa rimbalzare dall'area attuale ma penso che non abbiamo ancora visto i minimi del ciclo.
 
gipa69 ha scritto:
Ho riportato un articolo venerdì sull'argomento.
Uno degli indiziati era l' hedge Sentinel (che tra parentesi è una delle entità che ha acquistato da amaranth parte del suo portafoglio..) ma ieri si è affrettato a smentire.

Il movimento dello yen di venerdì era dettato da queste considerazioni ma oggi sembra tutto rientrato con nuovi massimi dell'euro ed il dollaro forte contro yen.

Se fosse vero naturalmente questo potrebbe portare un certo sconvolgimento sui mercati.

PS: c'è da dire che molti scommettevano che il doppio minimo sull'area 58 e spicci dell'oil potesse essere il minimo del ribasso e questa ulteriore correzione ha stupito molti operatori.
Personalmente penso che l'oil possa rimbalzare dall'area attuale ma penso che non abbiamo ancora visto i minimi del ciclo.

me l'ero perso, in compenso ho letto quello sulla bird flu
sempre per rimanere in ambito "dark side of the moon" è sempre utile sapere che nei laboratori si giocherella parecchio con le chimere microbiologiche
 
gipa69 ha scritto:
Ho riportato un articolo venerdì sull'argomento.
Uno degli indiziati era l' hedge Sentinel (che tra parentesi è una delle entità che ha acquistato da amaranth parte del suo portafoglio..) ma ieri si è affrettato a smentire.

Il movimento dello yen di venerdì era dettato da queste considerazioni ma oggi sembra tutto rientrato con nuovi massimi dell'euro ed il dollaro forte contro yen.

Se fosse vero naturalmente questo potrebbe portare un certo sconvolgimento sui mercati.

PS: c'è da dire che molti scommettevano che il doppio minimo sull'area 58 e spicci dell'oil potesse essere il minimo del ribasso e questa ulteriore correzione ha stupito molti operatori.
Personalmente penso che l'oil possa rimbalzare dall'area attuale ma penso che non abbiamo ancora visto i minimi del ciclo.

Ne parlava, mi pare, anche affari&finanza di oggi. Su oil sono completamente d'accordo con gipa ;) - interessante ma in parte catastrofista l'analisi postata da Fleu, ma in assoluto non priva di fondamento, soprattutto nella prospettiva di quest'euforia da leverage del mondo di private equity.
 
Fleursdumal ha scritto:
azzz ne parla anche Blondet :eek: :D negli usuali termini catastrofisti

L’orribile segreto che ci sovrasta
Maurizio Blondet
19/11/2006

.... omissis ...

Nell’insieme, i debiti americani pubblici, privati e aziendali toccano i 30 trilioni, ossia il triplo (300 %) del prodotto interno lordo USA.
Poco prima della crisi del 1929, l’insieme dell’indebitamento era pari al 240 % del PIL.
Dopo il crack, la recessione.
Chi avrà liquidi potrà comprare splendidi attici al prezzo di un’utilitaria.
Ma chi li avrà, allora?

Maurizio Blondet

stupida domanda da parte di un ignorante qual sono...
scusa, ma se per caso ci si trova short quando un siffatto crack dovesse arrivare... più che trovarsi rovinato ci si fa un sacco di soldini? :-? o mica aboliscono gli short... :-?
così, poi, dopo che la crisi stile 1929 è passata, ci si trova quei liquidi per comprare l'attico al prezzo dell'utilitaria ... :D :-?
 

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