Fmi: l'Italia è in recessione
Rapporto del Fondo Monetario Internazionale: il Pil del nostro paese nel 2003 allo 0,4%; inflazione al 2,8%; migliora il mercato del lavoro. Eurolandia a rilento. Stati Uniti e Giappone in crescita
MILANO - L'Italia è in recessione. Il severo giudizio è del Fondo Monetario Internazionale, che mette in evidenza come il nostro Paese mostri segnali preoccupanti sulla crescita del prodotto interno lordo. Anche Germania e Olanda, per gli economisti di Washington sono in una situazione analoga a quella italiana, mentre per l'intera Eurolandia il futuro non appare dei migliori con una crescita di solo mezzo punto in percentuale per quest'anno. Situazione migliore a livello globale, grazie alla spinta di Stati Uniti, Giappone e agli emergenti mercati asiatici.
Italia lumaca. L'economia italiana crescerà solo dello 0,4% quest'anno e dell'1,7% nel 2004. L'Fmi rivede nettamente al ribasso le stime sul Pil nell'Economic Outlook presentato oggi negli Emirati Arabi. La precedente stima di aprile indicava infatti una crescita dell'1,1% per il 2003 e del 2,3% per il 2004. Per quanto riguarda l'inflazione, gli economisti prevedono un tasso dell'2,8% che si ridurrà al 2% nel 2004; queste stime sono peggiori di quelle contenute nel precedente rapporto. Migliora il giudizio sul Bel Paese quando si parla di lavoro. Per l'Fmi la disoccupazione nel 2003 sarà al 9% e rimarrà stabile l'anno prossimo; in primavera era stato stimato il 9,3% per quest'anno e il 9,1% per il 2004. Osservazioni anche sulla previdenza, con l'Fmi che dice come la riforma delle pensioni introdotta o annunciata in Francia, Italia e Austria è "importante e incoraggiante" ma rappresenta solo "l'inizio di una necessaria agenda di riforme". E poi ancora una bacchettata sul debito pubblico, per il quale detiene un record europeo: l'indice italiano è del 106,6% rispetto al pil (al 105,4% nel 2004) contro una media di Eurolandia del 70,4%.
Eurolandia nello stagno. La revisione al ribasso è ampia per tutti i grandi paesi di Eurolandia, a causa di una scarsa fiducia e una domanda estera che non aiuta: "La ripresa in questi paesi può restare incerta e irregolare". Per l'area dell'euro si stima una crescita dello 0,5% per quest'anno (dall'1,1% pronosticato in precedenza e 1,9%, da 2,3%, per il 2004).
Le locomotive. Diverso il giudizio sulle stime di crescita dell'economia globale, per la quale si prevede di passare al 3,2% per il 2003 e al 4,1% per il 2004. Sarranno gli Stati Uniti e il Giappone a migliorare le proprie condizioni, con una crescita rispettivamente del 2,6% nel 2003 (dal 2,2%) e del 2% (da 0,8%). Gli Usa, evidenzia il Fondo, saranno quindi la locomotiva mondiale, assieme - ma in misura minore - al Giappone e agli emergenti mercati asiatici.
Dollaro e petrolio. La ripresa statunitense, secondo l'Fmi, non esclude comunque un ulteriore deprezzamento del dollaro, mentre rimarrà elevato il costo del petrolio. Per gli esperti, infatti, il prezzo medio del greggio per tutto il 2003, per poi calare a una media di 25,5 dollari al barile nel 2004. A facilitare la discesa del greggio sarà la crescente offerta, inclusa quella proveniente dall'Iraq. I prezzi delle altre materie prime, invece, "cresceranno moderatamente".
