Titoli & commodities al vaglio 2010

Usa, brutti dati per il settore immobiliare

Le nuove case avviate a costruzione sono calate del 10% in maggio, al livello annualizzato di 593mila. Lo ha comunicato oggi il Dipartimento del Commercio. Motivo principale del crollo, la fine degli aiuti fiscali per l’acquisto di case. Gli avvi di case monofamiliari sono diminuiti del 17%, a 468mila, il livello più basso degli ultimi dodici mesi. I permessi di costruzione, dal cui andamento dipende il livello di attività futura, sono diminuiti del 5,9%, dopo essere già calati in aprile del 10%.
 
I conti di Madrid si tingono di giallo: Bruxelles smentisce manovra, ma il mkt la vedrebbe bene

(16 Giugno 2010 - 14:21)

E' ancora una volta la speculazione il nemico numero uno da mettere all'angolo. E Bruxelles non ci ha pensato due volte. Dalla Commissione europea è arrivata la smentita alla nuova indiscrezione stampa, che ventilava di difficoltà nei conti pubblici spagnoli. A far tremare i polsi degli operatori la tesi riportata dal quotidiano El Economista, secondo cui Unione Europea, il Fondo Monetario internazionale e Tesoro Usa sarebbero ancora una volta in manovra. Questa volta per tendere un sostegno concreto a Madrid.
Secondo quanto ricostruito dal giornale iberico, Bruxelles, il Fmi e il Tesoro statunitense starebbero valutando la fattibilità di implementare un piano di liquidità per Madrid. E tra le misure prese in considerazione anche una linea di credito fino a 250 miliardi di euro. Uno scenario definito decisamente bizzarro dal portavoce della Commissione europea, Amadeu Altafaj, che ha detto di essere "in grado di smentirla categoricamente".

Intanto però il danno è fatto: sui mercati sono riaffiorati i timori legati alla sostenibilità del debito spagnolo, che pesano su tutto il segmento degli emittenti periferici. Basta dare un'occhiata alla piattaforma Tradeweb, per capire come gira il vento. Lo spread di rendimento tra decennale spagnolo e tedesco è salito ai massimi dall'introduzione dell'euro, toccando in mattinata quota 223 punti base.

E' presto dunque per riporre l'elmetto. Domani la Spagna sarà infatti ancora guardata a vista dal mercato: è attesa all'importante test di mercato delle due aste a lungo termine (10 e 30 anni), con cui il Tesoro ha intenzione di raccogliere tra i 2,5 e i 3,5 miliardi di euro. E le sorprese potrebbero non finire. "Si tratta di un nervosismo giustificato da motivi che nascono non soltanto dalla situazione in cui versa il settore pubblico spagnolo, ma soprattutto da quella del mondo corporate e finanziario, altamente indebitato", osserva Silvio Peruzzo strategist di Royal Bank of Scotland interpellato da Finanza.com.

"Una crisi che continua in maniera così marcata a Madrid potrebbe portare a uno shock di scala globale perché avrebbe implicazioni, che non siamo abituati a vedere. La Spagna - prosegue lo strategist - ha un sistema che presenta un debito accumulato non irrilevante e se ci fossero sviluppi non buoni potrebbero essere molto negativi per tutti, per cui è meglio agire adesso quando questo fenomeno è in misura poco avanzata piuttosto che implementare una risposta quando si ha poco margini di manovra".
 
ottima domanda metiuz. Anche io vorrei sapere se hai utilizzato opzioni, cw o altro :D

non ho mai usato opzioni o cw...sinceramente non mi ricordo neanche più come funzionano...le studiai 4 anni fa ma nn le ho mai trattate...
semplice vendita allo scoperto in marginazione multiday sul titolo...niente di più facile:D
 
ciao a tutti...jiim...hai visto il lev wheat?
ricordi la ns view di ieri sera alle ore 23?

io sono dentro...hehe comprato oggi in open a 2.15!!

ora spacca tutto...mi sa che se chiude sopra 2.20 la barra weekly ..allora la prossima week ne vediamo delle belle!

grande rindo!!complimenti!!io purtroppo oggi nn l'ho seguito o forse nn ci ho creduto:wall::wall:
mi sono concentrato più sull'azionario,purtroppo mancando anche lo short su stm:wall::wall:
va bè l'importante è che gli spunti ci siano...per gainare c'è sempre tempo:D
 
non ho mai usato opzioni o cw...sinceramente non mi ricordo neanche più come funzionano...le studiai 4 anni fa ma nn le ho mai trattate...
semplice vendita allo scoperto in marginazione multiday sul titolo...niente di più facile:D

anche se non l'ho nominata ci avrei scommesso una palla
 
Per le top bank europee la spada di Damocle dei bond a scadenza 2011-2012

maggiori banche europee, più l'italiana Intesa Sanpaolo, dovranno rimborsare 916 miliardi e 221 milioni di dollari di obbligazioni. È questa la cifra che emerge sommando il totale del debito in scadenza dei primi 11 istituti di credito (per capitalizzazione) del Vecchio continente (Russia esclusa). Una spada di Damocle con cui dovranno fare i conti a partire dal prossimo anno. È nel 2011 infatti che c'è l'impennata del debito a maturazione. La cifra che le 11 top bank europee dovranno sborsare salirà infatti a quota 310 miliardi e 490 milioni di dollari, dai 116 miliardi e 537 del 2010.

35626434663939343462666534653930

Il dato poi cresce ancora nel 2012 quando la cedola salirà a quota 489 miliardi e 194 milioni. Di cui più della metà in carico a Bnp Paribas che dovrà rimborsare la bellezza di 271 miliardi e 153 milioni di dollari. Oltre cinque volte la sua attuale capitalizzazione che si aggira intorno a 57 miliardi di dollari.
Più contenuto ma comunque consistente il conto per le due big italiane. Il debito a scadenza 2011 di Unicredit al nono posto per capitalizzazione in Europa, è pari a 30 miliardi e 459 milioni di euro. Cifra che scende a 20 miliardi 552 milioni nel 2012. Minore la cedola della «rivale» Intesa Sanpaolo: 23 miliardi e 697 milioni nel 2011, 11 miliardi e 347 milioni nel 2012.
Restando nel nostro paese, qualche dato interessante lo ha segnalato peraltro la stessa Banca d'Italia, nella sua recente relazione annuale. Il 39%, dei 629 miliardi di obbligazioni che risultavano emesse dalle banche italiane a fine marzo 2010, scade nel 2011. Circa l'80% poi va a maturazione entro il 2014.
Tonrnado alle top bank europee, il grafico che il Sole 24 Ore ha elaborato aggregando le scadenze mostra una flessione soltanto nel 2013. In quest'anno il debito a maturazione si attesta a quota 144 miliardi e 542 milioni. Per poi scendere progressivamente e risalire nel 2019 e 2020. Sul dato di questi ultimi anni pesa la maxi cedola di Hsbc (prima banca europea) che dovrà rimborsare 79 miliardi e 931 milioni nel 2019 e 277 miliardi e 364 milioni nel 2020.
L'impennata dei debiti in scadenza nei prossimi anni - spiegano gli addetti ai lavori - è l'onda lunga del credit crunch. Tra il 2008 e il 2009, con il crollo dei mercati seguito alla crisi finanziaria e il raffreddamento del mercato interbancario, tantissime società in tutto il mondo fecero ricorso al mercato obbligazionario per raccogliere fondi. Bond quindi, soprattutto breve scadenza, dato il clima di sfiducia generalizzato di quei giorni. E per lo più nel settore della finanza, il più colpito dall'emergenza «liquidità».
 
Per le top bank europee la spada di Damocle dei bond a scadenza 2011-2012

maggiori banche europee, più l'italiana Intesa Sanpaolo, dovranno rimborsare 916 miliardi e 221 milioni di dollari di obbligazioni. È questa la cifra che emerge sommando il totale del debito in scadenza dei primi 11 istituti di credito (per capitalizzazione) del Vecchio continente (Russia esclusa). Una spada di Damocle con cui dovranno fare i conti a partire dal prossimo anno. È nel 2011 infatti che c'è l'impennata del debito a maturazione. La cifra che le 11 top bank europee dovranno sborsare salirà infatti a quota 310 miliardi e 490 milioni di dollari, dai 116 miliardi e 537 del 2010.

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Il dato poi cresce ancora nel 2012 quando la cedola salirà a quota 489 miliardi e 194 milioni. Di cui più della metà in carico a Bnp Paribas che dovrà rimborsare la bellezza di 271 miliardi e 153 milioni di dollari. Oltre cinque volte la sua attuale capitalizzazione che si aggira intorno a 57 miliardi di dollari.
Più contenuto ma comunque consistente il conto per le due big italiane. Il debito a scadenza 2011 di Unicredit al nono posto per capitalizzazione in Europa, è pari a 30 miliardi e 459 milioni di euro. Cifra che scende a 20 miliardi 552 milioni nel 2012. Minore la cedola della «rivale» Intesa Sanpaolo: 23 miliardi e 697 milioni nel 2011, 11 miliardi e 347 milioni nel 2012.
Restando nel nostro paese, qualche dato interessante lo ha segnalato peraltro la stessa Banca d'Italia, nella sua recente relazione annuale. Il 39%, dei 629 miliardi di obbligazioni che risultavano emesse dalle banche italiane a fine marzo 2010, scade nel 2011. Circa l'80% poi va a maturazione entro il 2014.
Tonrnado alle top bank europee, il grafico che il Sole 24 Ore ha elaborato aggregando le scadenze mostra una flessione soltanto nel 2013. In quest'anno il debito a maturazione si attesta a quota 144 miliardi e 542 milioni. Per poi scendere progressivamente e risalire nel 2019 e 2020. Sul dato di questi ultimi anni pesa la maxi cedola di Hsbc (prima banca europea) che dovrà rimborsare 79 miliardi e 931 milioni nel 2019 e 277 miliardi e 364 milioni nel 2020.
L'impennata dei debiti in scadenza nei prossimi anni - spiegano gli addetti ai lavori - è l'onda lunga del credit crunch. Tra il 2008 e il 2009, con il crollo dei mercati seguito alla crisi finanziaria e il raffreddamento del mercato interbancario, tantissime società in tutto il mondo fecero ricorso al mercato obbligazionario per raccogliere fondi. Bond quindi, soprattutto breve scadenza, dato il clima di sfiducia generalizzato di quei giorni. E per lo più nel settore della finanza, il più colpito dall'emergenza «liquidità».
ma qui c'è scritto che isp e ucg devono sborsare 500 miliardi :eek::eek:
 
NON PREOCCUPATEVI FINO A FINE LUGLIO
si va dritti a 1300 sp500 e poi forse ad agosto scenderà a richiudere i vari gap lasciati aperti....
shortisti vendete alla svelta e longate su tutto x i prossimi 2 mesi
 

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