di Victoria Leggett *
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 16 giu - Dopo mesi
di climax, manca solo una settimana al referendum Gb e a
un'eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.
Ultimamente, i sondaggi ufficiali hanno mostrato una tendenza
verso l'uscita. Tuttavia, un 15% dell'elettorato e' ancora
indeciso sulla direzione da prendere - e in genere questo
tipo di votanti tende a preferire lo 'status quo'. Nelle
elezioni del Regno Unito dell'anno scorso, i sondaggi
ufficiali erano stati molto imprecisi mentre erano stati i
bookmaker a dare le indicazioni corrette. Nel caso del
referendum i bookmaker danno ancora un 73% di probabilita'
che gli elettori votino a favore della permanenza nell'Ue, ma
tale probabilita' sta diminuendo.
L'azionario del Regno Unito ha reagito in maniera
prevedibile, con le societa' del Paese (del settore retail,
del tempo libero e le banche) che finora hanno avuto
difficolta' a riportare delle sovraperformance. Tuttavia, il
FTSE 100 e' uno dei migliori listini europei in termini di
performance - dobbiamo ricordare che i mercati azionari non
rispecchiano necessariamente l'andamento economico. Il 75%
degli utili delle societa' del FTSE 100 e' generato
all'estero e quindi dovrebbe essere relativamente indenne da
qualsiasi calo economico derivante da un'eventuale Brexit.
Infatti, alcune di queste imprese potrebbero beneficiare
della conseguente debolezza della sterlina (cosi' come
potrebbe trarne vantaggio il settore manifatturiero del Regno
Unito).
La valuta del Paese e' stata pesantemente colpita dalle
preoccupazioni di una Brexit, con la sterlina che negli
ultimi mesi si e' indebolita significativamente.
Sorprendentemente, l'euro si e' mostrato relativamente
stabile contro il dollaro, fattore che indica che il mercato
non si e' ancora concentrato sulla seconda conseguenza di
un'eventuale Brexit. Tale ipotesi, infatti, comporterebbe una
situazione economica difficile non solo per il Regno Unito,
ma potrebbe causare innumerevoli problemi anche al resto
dell'Europa, sia da un punto di vista politico sia economico.
A distanza di una settimana, sembra regnare la massima
incertezza - uno dei fattori che agita maggiormente i
mercati. Comunque se tutto va bene e qualunque sia il
risultato del referendum, il 24 giugno saremo in grado di
trovare un modo per andare avanti.
* gestore azionario europeo di Union Bancaire Privee - UBP
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