Unicredit (UCG) Unicredit The Best

Buongiorno....ITALIA.

Vorremmo spendere due parole su quanto sta accadendo da quasi 7 Mesi a questa parte ......



-Tra Gennaio e Febbraio 2011 Goldman e molte altre Banche d'Affari spargono target rialzisti sulle nostre Banche

Il nostro indice vale 23300

UCG 2,02 GOLDMAN dice "Il bello deve ancora venire target 2,40



-Da Febbraio a Maggio il nostro indice lateralizza tra 20500 e 22300 ma le nostre banche perdono quota al punto che a Maggio Si comincia ad allertare dicendo di restare FLAT /SHORT sul nostro indice



-Giugno,la Banca d'Italia consente alle nostre Banche di emettere obbligazioni a basso rischio senza dare un prospetto informativo ai risparmiatori,cosa che si dichiara essere molto strana,che esista qualcosa sui mercati finanziari a rischio zero,non ci risulta,il pranzo gratis come si dice in gergo...non lo offre nessuno...specialmente durante una crisi come questa che si sa quando è iniziata ma dalla quale nessuno sa come e quando se ne uscirà veramente.

Perchè non dare il prospetto informativo visto che sono obbligazioni a basso rischio ?A maggior ragione.....si dovrebbe darlo.



-Giugno :Si segnala il grosso rischio di perdere livelli sul nostro listino vitali che potrebbero poi spingere la speculazione al ribasso sul nostro listino a livelli molto pericolosi,segnalando il rischio di un ritorno a 19300-18750-18100-17000



-Luglio:Venerdì nero,con improvviso tracollo e sospensioni al ribasso pesatissime su molti nostri titoli finanziari....

-Luglio:MOODEYS declassa ITALIA e Banche Italiane

-Luglio:la nostra Borsa arriva a perdere 6000 punti da inizio anno ,toccando un minimo a 17400

-Luglio:La Consob attacca apertamente MOODEYS per i suoi giudizi e indica che tali giudizi debbano essere dati a mercati chiusi

-Luglio:La CONSOB dice che vigilerà su grossi movimenti al ribasso sul nostro indice dopo l'ennesimo venerdì nero con un close a -4,5%

-Luglio:Il Governo vara una finanziaria all'acqua di rose....apertamente criticata da SFI visto che la gran parte dei provvedimenti viene rinviata al 2013/2014 vale a dire quando l'Europa chiede di avere una parità di Bilancio all'Italia.

-Luglio:Altro Lunedì nero con ennesimo -4,5% per il nostro listino,si arriva al target area 17000.

-Luglio :Il Governo approva la finanziaria in tempi straordinariamente rapidi ,alle 3 di notte la legge finanziaria è approvata in Parlamento

-Luglio:Il nostro Presidente della Repubblica intervistato dice :E' un miracolo che i tempi siano stati cosi rapidi per approvarla.





Queste cose non accadono in una nazione con bilanci sani.

Si,ritiene che le pressioni sul nostro listino non finiranno.

Perchè i problemi di base,non sono risolti,ma solo rinviati o tamponati con i soliti provvedimenti ,tagli senza radicali cambiamenti di gestione non portano a risolvere il debito pubblico che negli ani 70 un grande politico italiano,Ugo La Malfa consigliava di non fare.

Chi governava allora lo mise all'angolo.



Noi dovremmo mettere all'angolo,chi ha portato in 150 anni l'Italia :



-Prima a svendere e a privatizzare aziende SANE a partecipazione statale



(ALFA ROMEO svenduta alla FIAT)

(AUTOSTRADE svenduta alla cordata BENETTON)

(TELECOM comprata con il solito sistema delle scatole cinesi saltando un'OPA su OLIVETTI ,che deteneva la HOLDING che aveva la maggioranza di TELECOM,gli unici che hanno approfittato di questa manovra,sono stati coloro che si sono visti pagare le OLIVETTI a 3 euro (quando quotava 1) e chi ha comprato TELECOM rilevando la HOLDIN che ne deteneva il controllo,scaricando poi il debito su TELECOM stessa,che da 14,5 euro del 2000 fatica ad arrivare a 0,9 nel 2011 tanto perchè le telecomunicazioni erano particolarmente targettate dagli squali finanziari che dominano la finanza)



Poi a causare clamorose TRUFFE al pubblico risparmio

Vedi CIRIO,vedi PARMALAT

Geronzi e Cragnotti sono stati condannati a 4 anni.,....li faranno ?

Ne dubitiamo.....



Poi a vendere gioielli della nostra IMPRENDITORIA.....a cordate estere

come PARMALAT......

come BULGARI.......



-Poi ad accumulare :



1 milione di miliardi di debiti nel 1992

2 milioni di miliardi di debiti nel 2005

3,6 milioni di miliardi di debito pubblico nel 2011





E' ora che l'Italia,quella parte sana,onesta che è ancora la colonna portante di questa nazione porti il conto del malgoverno a chi ancora ha il coraggio di apparire in televisione dicendo :



"E' solo speculazione......i problemi non esistono"



Beh noi abbiamo idea che non solo i problemi esistono,ma che in caso di crack finanziario Italiano.....chi ci ha governato,anzi malgovernato,sarà sicuramente con le valige in mano,cosa che già fecero i Savoia dopo avere portato il nostro paese al collasso durante la seconda Guerra Mondiale



Di gente...che malgoverna e scappa....ne abbiamo piene le scatole.



Se un giorno i nostri figli e nipoti si troveranno a pagare errori di padri e nonni....



-per la sacca di evasione fiscale....

-per le pensioni di invalidità false...

-per una cattiva gestione del denaro pubblico..

-per stipendi incredibilmente alti della pubblica amministrazione

-per il piu alto numero di dipendenti pubblici in europa

-per il continuo magna magna

-per la totale mancanza di pena certa



ci manderanno a fare in culo



Quello che avremmo dovuto fare noi,da almeno 30 anni con la Casta Politica ,che sia di sinistra,destra o centro che ha portato l'Italia sull'orlo del fallimento e con una mentalità da tira a campare che ha condotto l'Italia ad avere un debito pubblico da cui rientrare è impossibile.



Un abbraccio


complimenti :up:

ma ocio se questo non scende ciccia
abbiamo quasi raggiunto la spagna


Italy 10-year spread (.IT10:IND) Index Performance - Bloomberg

spain 10 year spread (.SPN:IND) Index Performance - Bloomberg
 
Leggendo un articolo sul "Il sole24ore" di ieri "Treasury al riparo dalla bufera" di Daniela Roveda dove dice in sostanza che il rischio default dell'America essendo questo tecnico in quanto è un braccio di ferro politico tra repubblicani e democratici che c'è sempre stato e quest'anno è anche diventato ostaggio delle manovre pre-elettorali dei partiti, non è quindi invece un rischio dovuto a squilibri cronici tra entrate e uscite, la domanda per i Treasury (bund americano) è in crescita dall'inizio dell'anno, i prezzi salgono e i rendimenti scendono il decennale rendeva 3,74 a febbraio ora il 15 luglio è sceso a 2,93.
Gli investitori al contrario dei titoli di stato dei PIIGS continuano a puntare sui titoli di stato americani perchè vengono, al contrario di quanto si penserebbe, considerati come investimento sicuro e bene rifugio.
Ecco che mi spiego meglio che a livello borsistico loro non risentono di queste turbolenze che sta colpendo l'europa e principalmente la nostra piazza e invece si trovano ai massimi come da gennaio 2008.
 
Banche, ora il test è a Piazza Affari
L'impressione è che lunedì, all'apertura dei mercati europei, non si vedranno grosse reazioni ai "positivi" risultati degli stress test sulle banche. Venerdì vennero comunicati a borse chiuse e gli spiragli per osservare le razioni erano i pigri (come suole nel clima di un imminente fine settimana) mercati dei titoli di Stato e delle valute. Dire che i BTp e l'euro non abbiano fatto nemmeno una piega all'annuncio sarebbe improprio.

In meno di due minuti, il differenziale di rendimento tra il BTp e Bund scende dal 3,089% al 3,052%; cinque minuti più tardi tutto era tornato come prima. Ma un'ora dopo lo spread s'è allargato fino al 3,12%. Ancor più impercettibile l'oscillazione dell'euro (sul dollaro): alle 18.00 valeva 1,4156, sale a 1,4185 tre minuti dopo, per poi tornare a scendere sotto i livelli che precedevano l'annuncio. Si direbbe, dunque, che i mercati siano rimasti indifferenti.


documentiLa classifica europea


Di certo sono rimasti scettici gli operatori che hanno giudicato gli stress test alquanto blandi e poco significativi. Si faceva notare come lo scenario peggiore, ipotizzato per i tassi d'interesse, fosse stato ampiamente superato dalla realtà; e come il fallimento di uno stato membro dell'unione fosse stato escluso, mentre i mercati danno ormai per certa la ristrutturazione (leggi: default) del debito greco. Inoltre, sui bond di Atene s'erano calcolate svalutazioni del 15%, mentre i titoli quotano la metà del nominale. Per questo i toni trionfali assunti dalle autorità monetarie e bancarie europee a commento dei risultati non hanno convinto. E i proclami che ne sono seguiti dalle singole banche suonano piuttosto enfatici e ricordano quelle attestazioni di partecipazione ad altisonanti convegni che si vedono incorniciate negli studi dei dentisti.


È probabile che domani, alla riapertura delle borse, gli investitori si comportino come se nulla fosse avvenuto. Un pizzico di malignità indurrebbe a pronosticare una momentanea reazione negativa, poiché gli operatori erano già a conoscenza dei possibili disagi di molte banche, per aver letto le analisi dei broker e per aver apprezzato le conclusioni di uno studio di Moody's che, 10 giorni fa, aveva "bocciato" 26 banche (e non le 8 degli stress test ufficiali) e stimato un bisogno di nuovi capitali ben superiore ai 2,5 miliardi calcolati dall'Autorità bancaria europea. Spiace ma, pur dopo le numerose critiche, i mercati sono più disposti a credere alle conclusioni di un'agenzia di rating che a quelle di un organismo ufficiale.


Già nella tarda serata di venerdì, gli analisti delle maggiori case d'investimento avevano cominciato a diffondere la propria versione degli stress test. Interessante quella di SocGen, secondo la quale Deutsche Bank, Commerzbank e Banco Popolare sarebbero «quasi fallite» se si applicassero pienamente i principi di Basilea in uno scenario avverso. Da notare che il core Tier1 dei 3 istituti è stato calcolato dall'Eba rispettivamente al 6,5, 6,4 e 5,7%: ritenuto sufficiente in tutti i casi e da "osservazione" per la banca italiana. Si legge nell'analisi di SocGen: «Non crediamo che la possibilità di un "quasi fallimento" di Deutsche Bank sia contemplata sul mercato dei Cds», per cui l'analista consiglia di proteggersi comprando credit default swap sulla banca tedesca.

Quanto alle "anomalie" sul mercato dei Cds, si può far notare come la protezione su Deutsche Bank costi 114 punti, mentre quella su Intesa, che ha un ben più elevato core Tier1 di 8,9, costi 217. La spiegazione sta tutta nel rischio Paese. Approvando la manovra, l'Italia ha dato una risposta importante. Ora s'attende una consapevole reazione anche dalle autorità politiche e monetarie europee per arginare la crisi dei debiti sovrani e per scoraggiare la speculazione internazionale.
user_online.gif
progress.gif
 
Ultima modifica:
freesurfer nel mondo manga ha fatto un percorso molto, molto particolare.

dapprima è avvenuta la passione per il genere Hentai...

poi nella tarda adolescenza, con la presa di coscienza della sua vera natura, si è appassionato moltissimo al genere Yaoi...


in ultimo, con spirito assai più scanzonato, ha scoperto il genere Anime.

Questa è violenza, di rara elevatezza e fattura, da far rabbrividire:D. Purtroppo la distribuzione del sapere all'interno di tali violenze, è assai elevato, per la miserrimità del mio umile bagaglio culturale:(, e mi occorrono ore per iniziare a ridere. :D:D:D Ed una volta iniziato, non riesco più a smettere:D. Ormai è entrato di forza, nella tendente caratteristica dello spirito umano,consistente nel creare miti:).
 
Ultima modifica:
Banche, ora il test è a Piazza Affari
L'impressione è che lunedì, all'apertura dei mercati europei, non si vedranno grosse reazioni ai "positivi" risultati degli stress test sulle banche. Venerdì vennero comunicati a borse chiuse e gli spiragli per osservare le razioni erano i pigri (come suole nel clima di un imminente fine settimana) mercati dei titoli di Stato e delle valute. Dire che i BTp e l'euro non abbiano fatto nemmeno una piega all'annuncio sarebbe improprio.

In meno di due minuti, il differenziale di rendimento tra il BTp e Bund scende dal 3,089% al 3,052%; cinque minuti più tardi tutto era tornato come prima. Ma un'ora dopo lo spread s'è allargato fino al 3,12%. Ancor più impercettibile l'oscillazione dell'euro (sul dollaro): alle 18.00 valeva 1,4156, sale a 1,4185 tre minuti dopo, per poi tornare a scendere sotto i livelli che precedevano l'annuncio. Si direbbe, dunque, che i mercati siano rimasti indifferenti.


documentiLa classifica europea


Di certo sono rimasti scettici gli operatori che hanno giudicato gli stress test alquanto blandi e poco significativi. Si faceva notare come lo scenario peggiore, ipotizzato per i tassi d'interesse, fosse stato ampiamente superato dalla realtà; e come il fallimento di uno stato membro dell'unione fosse stato escluso, mentre i mercati danno ormai per certa la ristrutturazione (leggi: default) del debito greco. Inoltre, sui bond di Atene s'erano calcolate svalutazioni del 15%, mentre i titoli quotano la metà del nominale. Per questo i toni trionfali assunti dalle autorità monetarie e bancarie europee a commento dei risultati non hanno convinto. E i proclami che ne sono seguiti dalle singole banche suonano piuttosto enfatici e ricordano quelle attestazioni di partecipazione ad altisonanti convegni che si vedono incorniciate negli studi dei dentisti.


È probabile che domani, alla riapertura delle borse, gli investitori si comportino come se nulla fosse avvenuto. Un pizzico di malignità indurrebbe a pronosticare una momentanea reazione negativa, poiché gli operatori erano già a conoscenza dei possibili disagi di molte banche, per aver letto le analisi dei broker e per aver apprezzato le conclusioni di uno studio di Moody's che, 10 giorni fa, aveva "bocciato" 26 banche (e non le 8 degli stress test ufficiali) e stimato un bisogno di nuovi capitali ben superiore ai 2,5 miliardi calcolati dall'Autorità bancaria europea. Spiace ma, pur dopo le numerose critiche, i mercati sono più disposti a credere alle conclusioni di un'agenzia di rating che a quelle di un organismo ufficiale.


Già nella tarda serata di venerdì, gli analisti delle maggiori case d'investimento avevano cominciato a diffondere la propria versione degli stress test. Interessante quella di SocGen, secondo la quale Deutsche Bank, Commerzbank e Banco Popolare sarebbero «quasi fallite» se si applicassero pienamente i principi di Basilea in uno scenario avverso. Da notare che il core Tier1 dei 3 istituti è stato calcolato dall'Eba rispettivamente al 6,5, 6,4 e 5,7%: ritenuto sufficiente in tutti i casi e da "osservazione" per la banca italiana. Si legge nell'analisi di SocGen: «Non crediamo che la possibilità di un "quasi fallimento" di Deutsche Bank sia contemplata sul mercato dei Cds», per cui l'analista consiglia di proteggersi comprando credit default swap sulla banca tedesca.

Quanto alle "anomalie" sul mercato dei Cds, si può far notare come la protezione su Deutsche Bank costi 114 punti, mentre quella su Intesa, che ha un ben più elevato core Tier1 di 8,9, costi 217. La spiegazione sta tutta nel rischio Paese. Approvando la manovra, l'Italia ha dato una risposta importante. Ora s'attende una consapevole reazione anche dalle autorità politiche e monetarie europee per arginare la crisi dei debiti sovrani e per scoraggiare la speculazione internazionale.
user_online.gif
progress.gif


:cool:
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto