4 sole parole CHI SE NE FREGA !

il 3d si apri' in Febbraio , sotto le tormente , cosi' :-o

[ame=http://www.youtube.com/watch?v=ERw99qnZXH0&feature=related]I soldi degli altri - Wall Street - discorso di Danny DeVito - YouTube[/ame]
 
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buon giorno a tutti,



MEMORIZZIAMO QUESTI NOMI

Qualche giorno fa un fatto clamoroso ha scosso il Senato. Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega noi di finanzanostop ne abbiamo parlato QUI.
Sorprendentemente, la maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato che oggi godono di stipendi favolosi e domani avrebbero goduto di pensioni altrettanto favolose.
ora inserisco nomi e cognomi dei senatori contrari ai tagli… sono 94 nomi con il partito d’appartenenza… memorizzateli Diamo merito a questo sito per la ricerca fatta… non facile tra l’altro
Source Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli italiani vengono a grandi sacrifici togliere qualche euro a boiardi di Stato, che oggi percepiscono, come il presidente dell’Inps o quello di Equitalia, stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità.
E tuttavia, in 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità hanno votato contro. Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.
Non è stato facile trovare i nomi dei 94. Nessuno li ha pubblicati o diffusi, forse pensando così di occultare un dato importantissimo e imbarazzante. Grazie alla ricerca di questo sito QUI possiamo farlo anche noi.
Credo che gli elettori debbano sapere come si muovono i propri rappresentanti dentro il Parlamento, perché è lì, nei meandri dell’attività parlamentare, che va giudicato il loro lavoro e non sui giochetti retorici nei salotti tv.
E’ Il compito di chi fa informazione, anche di chi, la fa in maniera volontaria e gratuita come noi o il blog che ha scovato la lista nera
Di seguito l’elenco.
Vi invitiamo a diffonderlo il più possibile
1) Adamo Marilena (Pd)
2) Adragna Benedetto (Pd)
3) Agostini Mauro (Pd)
4) Armato Teresa (Pd)
5) Astore Giuseppe (Gruppo Misto)
6) Baio Emanuela (Api)
7) Barbolini Giuliano (Pd)
Bassoli Fiorenza (Pd)
9) Bastico Mariangela (Pd)
10) Enzo Bianco (Pd)
11) Biondelli Franca (Pd)
12) Blazina Tamara (Pd)
13) Filippo Bubbico (Pd)
14) Antonello Cabras (Pd)
15) Anna Maria Carloni (Pd)
16) Maurizio Castro (Pdl)
17) Stefano Ceccanti (Pd)
18) Mario Ceruti (Pd)
19) Franca Chiaromonte (Pd)
20) Carlo Chiurazzi (Pd)
21) Lionello Cosentino (Pd)
22) Cesare Cursi (Pdl)
23) Mauro Cutrufo (Pdl)
24) Cristina De Luca (Terzo Polo)
25) Vincenzo De Luca (Pd)
26) Luigi De Sena (Pd)
27) Mauro Del Vecchio (Pd)
28) Silvia Della Monica (Pd)
29) Roberto Della Seta (Pd)
30) Ulisse Di Giacomo (Pdl)
31) Di Giovan Paolo Roberto (Pd)
32) Cecilia Donaggio (Pd)
33) Lucio D’Ubaldo (Pd)
34) Marco Filippi (Pd)
35) Anna Finocchiaro (Pd)
36) Anna Rita Fioroni (Pd)
37) Marco Follini (Pd)
38) Vittoria Franco (Pd)
39) Vincenzo Galioto (Pdl)
40) Guido Galperti (Pd)
41) Maria Pia Garavaglia (Pd)
42) Costantino Garraffa (Pd)
43) Maurizio Gasparri (Pdl)
44) Antonio Gentile (Pdl)
45) Rita Ghedini (Pd)
46) Giai Mirella (Gruppo Misto)
47) Basilio Giordano (Pdl)
48) Claudio Gustavino (Terzo Polo)
49) Pietro Ichino (Pd)
50) Cosimo Latronico (Pdl)
51) Giovanni Legnini (Pd)
52) Massimo Livi Bacci (Pd)
53) Andrea Marcucci (Pd)
54) Francesca Maria Marinaro (Pd)
55) Franco Marini (Pd)
56) Ignazio Marino (Pd)
57) Marino Mauro Maria (Pd)
58) Salvatore Mazzaracchio (Pdl)
59) Vidmer Mercatali (Pd)
60) Riccardo Milana (Terzo Polo)
61) Francesco Monaco (Pd)
62) Enrico M0rando (Pd)
63) Fabrizio Morri (Pd)
64) Achille Passoni (Pd)
65) Carlo Pegorer (Pd)
66) Flavio Pertoldi (Pd)
67) Lorenzo Piccioni (Pdl)
68) Leana Pignedoli (Pd)
69) Roberta Pinotti (Pd)
70) Beppe Pisanu (Pdl)
71) Donatella Poretti (Pd)
72) Raffaele Ranucci (Pd)
73) Giorgio Roilo (Pd)
74) Nicola Rossi (Pd)
75) Antonio Rusconi (Pd)
76) Gian Carlo Sangalli (Pd)
77) Francesco Sanna (Pd)
78) Giacomo Santini (Pdl)
79) Giuseppe Saro (Pdl)
80) Anna Maria Serafini (Pd)
81) Achille Serra (Pd)
82) Emilio Silvio Sircana (Pd)
83) Albertina Soliani (Pd)
84) Marco Stradiotto (Pd)
85) Antonino Strano (Pdl)
86) Salvatore Tomaselli (Pd)
87) Giorgio Tonini (Pd)
88) Achille Totaro (Pdl)
89) Tiziano Treu (Pd)
90) Simona Vicari (Pdl)
91) Luigi Vimercati (Pd)
92) Vincenzo Vita (Pd)
93) Walter Vitali (Pd)
94) Luigi Zanda (Pd)
95) CICORIA :eek::eek:
 
3 morti in 24 ore....

silenzio assordante tra l'altro della chiesa ...

gente che muore e nessuno che paga per queste morti ...

che kazzo di paese siamo ?

:wall::wall:
 
bravo matley ...:up:

ormai nei confronti di qs gente ho conati irrefrenabili di vomito ...

ammiro invece oltre che per la voce anche per le palle che ha qs signora ....


"I politici e l'imenoplastica", di Mina- Blog di Beppe Grillo

sottile ironica e tagliente come la spada di un samurai ....

come si dice .. la classe non è acqua ...:up:

Una delle prime condizioni affinchè fosse possibile un cambiamento in questo Paese, sarebbe che gli italiani, 60 milioni di individui, iniziassero a ricordare a se stessi che i politici sono solo la loro espressione: nè meglio nè peggio. Ma ciò non avverrà, perché l'italiano pensa di essere furbo, così abituiamoci a morire da italiani in mezzo a italiani.
 
Una delle prime condizioni affinchè fosse possibile un cambiamento in questo Paese, sarebbe che gli italiani, 60 milioni di individui, iniziassero a ricordare a se stessi che i politici sono solo la loro espressione: nè meglio nè peggio. Ma ciò non avverrà, perché l'italiano pensa di essere furbo, così abituiamoci a morire da italiani in mezzo a italiani.
la vera colpa è di coloro che alla fine hanno fatto passare per normale l'essere furbi nei confronti della società...
come si fa ad accettare senza battere ciglio quello che abbiamo visto negli ultimi mesi o anni da parte della cosiddetta politica ? in un qualsiasi altro paese civile li avrebbero presi kalci in kulo come minimo .. per noi invece è nota di merito.. nell'indifferenza generale...

Detto ciò, riconosco che il voto a Grillo è l'unica molotov utilizzabile.

vediamo oggi già si sono avuti momenti di sussulto in europa ... domani alle 15 si capirà quanle sarà il ns futuro .. anche se si è in presenza di una tornata di voto di non grandi dimensioni ... se ci sarà il "segnale forte" ne vedremo delle belle ... come godrei vedere ABC sudare freddo ... il terrore nei loro occhi di perdere il potere non ha prezzo ... chissà a volte i sogni diventano realtà :up::up:
 
Una delle prime condizioni affinchè fosse possibile un cambiamento in questo Paese, sarebbe che gli italiani, 60 milioni di individui, iniziassero a ricordare a se stessi che i politici sono solo la loro espressione: nè meglio nè peggio. Ma ciò non avverrà, perché l'italiano pensa di essere furbo, così abituiamoci a morire da italiani in mezzo a italiani.

i ns politici sono il peggio del peggio di quanto offre il ns paese.


Lo Spiegel: “L’Italia entrò nell’euro con trucchi contabili, e Kohl lo sapeva”
Il settimanale tedesco ha consultato centinaia di documenti governativi, dai quali emergerebbe che l'esecutivo di Ciampi e di Prodi raggiunse i requisiti con "misure cosmetiche" e un po' di fortuna. Ma il cancelliere chiuse gli occhi per "opportunità politica"

L’ingresso dell’Italia nell’euro è stato truccato. Il nostro paese non avrebbe avuto i requisiti economico-finanziari necessari, ma per ragioni di opportunità politica la Germania di Helmut Kohl avrebbe chiuso un occhio. Lo sostiene un’inchiesta del settimanale Spiegel, dal titolo ”Operazione autoinganno”, basata sulla consultazione di centinaia di pagine di documenti del governo Kohl sull’introduzione dell’euro tra il 1994 ed il 1998. Si tratta di rapporti dell’ambasciata tedesca a Roma, di note interne dell’esecutivo e di verbali manoscritti di colloqui avuti dal cancelliere della riunificazione.

“I documenti dimostrano ciò che finora si supponeva: l’Italia non avrebbe mai dovuto essere accolta nell’euro”, scrive lo Spiegel, aggiungendo che a decidere sull’ingresso dell’Italia “non furono i criteri economici, ma le considerazioni politiche”. “In questo modo”, denuncia il settimanale di Amburgo, “si creò il precedente per una decisione sbagliata ancora maggiore presa due anni dopo: l’ingresso nell’euro della Grecia”.

Per lo Spiegel il governo Kohl non puo’ sostenere di essere stato all’oscuro della reale situazione italiana dell’epoca, poiché “era perfettamente informato sulla situazione di bilancio. Molte misure di risparmio erano solo cosmetiche, si basavano su trucchi contabili o vennero subito ritirale non appena venne meno la pressione politica”, scrive il settimanale. “Fino al 1997 avanzato, al ministero delle Finanze non credevamo che l’Italia riuscisse a rispettare i criteri di convergenza”, ha dichiarato al settimanale Klaus Regling, attuale responsabile del fondo salvastati Efsf ed all’epoca capo dipartimento del ministero delle Finanze tedesco. Il 3 febbraio 1997 lo stesso ministero constatava che a Roma “importanti misure strutturali di risparmio sono venute quasi del tutto meno per garantire il consenso sociale”.

Il 22 aprile dello stesso anno, in una nota per Kohl era scritto che “non ci sono quasi chance che l’Italia rispetti i criteri”. Il 5 giugno il dipartimento di Economia della cancelleria comunicava che le previsioni di crescita dell’Italia apparivano “modeste” e i progressi nel consolidamento delle finanze pubbliche “sopravvalutati”. In preparazione di un vertice con una delegazione governativa italiana del 22 gennaio 1998 l’allora sottosegretario alle Finanze, Juergen Stark, constatava che in Italia “la durevolezza di solide finanze pubbliche non è ancora garantita”.

A metà marzo 1998 era Horst Koehler, allora presidente dell’Associazione delle Casse di Risparmio tedesche, a scrivere una lettera a Kohl, accompagnata da uno studio dell’Archivio dell’Economia mondiale di Amburgo, in cui era scritto che l’Italia non aveva rispettato le condizioni “per una durevole riduzione del deficit” e che pertanto costituiva “un rischio particolare” per l’euro. Lo Spiegel scrive che “Kohl rispose picche ai suoi consiglieri di allora”, anche perché, come afferma Joachim Bitterlich, allora consulente di Kohl per la politica estera, al vertice Ue di maggio 1998 “la parola d’ordine politica era: per favore non senza gli italiani”.

Spiegel rileva che i documenti visionati “fanno sorgere il sospetto che sul problema Italia il governo Kohl abbia ingannato non solo l’opinione pubblica, ma anche il Bundesverfassungsgericht (la Corte Costituzionale di Karlsruhe, ndr)”. Secondo lo storico Hans Woller, al momento di entrare nell’euro l’Italia era “sull’orlo della bancarotta finanziaria”, mentre dai documenti visionati dal settimanale risulta che nel corso del 1997 l’Italia propose per due volte di rinviare la partenza dell’euro, ma la Germania rifiutò.

Bitterlich spiega che questa data era diventata “un tabu’” e che tutte le speranze tedesche erano riposte in Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del Tesoro nel governo guidato da Romano Prodi. “Per tutti era come un garante dell’Italia, lui ce l’avrebbe fatta”, spiega Bitterlich, ma lo Spiegel scrive che “alla fine con una combinazione di trucchi e di circostanze fortunate gli italiani riuscirono sul piano formale a rispettare i criteri di Maastricht. Il Paese trasse vantaggio da tassi di interesse storicamente bassi, inoltre Ciampi si dimostrò un creativo giocoliere finanziario”.

Il settimanale cita in proposito l’introduzione della “tassa per l’Europa”, la vendita delle riserve auree alla banca centrale e le tasse sugli utili, con il risultato che “il deficit di bilancio scese in misura corrispondente, anche se gli esperti statistici dell’Ue in seguito non accettarono questi trucchi”. Ai primi del 1998 rappresentanti del governo olandese chiesero a Kohl un “colloquio confidenziale” alla Cancelleria, durante il quale chiesero di fare maggiori pressioni su Roma, poiché “senza ulteriori misure dell’Italia a conferma del durevole consolidamento, un ingresso dell’Italia nell’euro non è accettabile”.

Kohl respinse la proposta olandese, anche perché il governo francese gli aveva fatto sapere che senza l’ingresso nell’euro dell’Italia, neanche la Francia sarebbe entrata, con il risultato che, scrive lo ‘Spiegel’, “i tedeschi erano in una posizione di trattativa debole”. La conclusione del lungo articolo è che riguardo all’Italia “molti sapevano che i numeri erano truccati e che un’autentica riduzione del debito era fuori discussione. Nessuno però osò trarne le conseguenze e Kohl si fidò delle suadenti dichiarazioni di Ciampi, che assicurava un ‘cammino virtuoso’, con il governo di Roma che prevedeva al più tardi per il 2010 la riduzione al 60% del debito pubblico. E’ andata diversamente”
 
mat vedrai che uno di ns conoscenza potrebbe comparire,per dire che prodi e ciampi avevano risanato l'italia.chi sara mai il cavaliere solitario r r r r r r r r......................!!!!!!!!!!!!!!
 

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