Alla cortese attenzione di Tashtego

La quota di iscrizione costa 30mila euro, la retta annuale 3.500. Il circolo "Antico tiro a volo" è uno dei più esclusivi di Roma, il suo presindente Michele Anastasio Pugliese durante la trasmissione Presa diretta si lascia "sfuggire" che il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, sia tra i soci. "Nulla di vero" dice l'ex sindacalista. "No faccio parte di questo circolo né di altri". Il Fatto Quotidiano pubblica l'ultima puntata della saga. E scopre che in realtà il circolo Epifani lo frequenta da tempo. E lui alla fine conferma.
"Il segretario del Pd festeggiò in questi luoghi incantati, non certo da fabbrica di periferia, i suoi sessant'anni (marzo 2010) e ci è tornato, almeno un paio di volte a stagione per pranzare o cenare con la moglie. L'ha raccontanto Pugliese che si è scusato per l'errore a Presa diretta. E l'ha confermato Epifani che ci tiene a precisare per far intuire la distanza che lo separa da un gioiello (di lusso) simile, che un pasto può sfiorare 35 euro: "Ma non faccio sport, ci vado qualche sera. Cercavo un posto a modo per un rinfresco con gli amici".​
Insomma Epifani ci va, ma non è socio. E come ogni non iscritto non potrebbe accedere ai locali. Ci va perché gode, si legge sul Fatto Quotidiano, della reputazione di uomo "molto referenziato", e Pugliese rivendica la consumata amicizia e "simpatica con la moglie del capo democratico.
 
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La lettera

'Sono un senatore' e beffa le Fs

di Antonello Impagliazzo (06 settembre 2013) Un settembre che sembra luglio, afa e calura. Il traghetto da Ischia, in puntuale ritardo, mi porta a Napoli. Il tram, con un ritardo altrettanto consueto, mi porta alla stazione di piazza Garibaldi.

Come mia abitudine faccio il biglietto alla macchinetta automatica, scegliendo il primo treno Intercity disponibile per Roma.

Sono le 15:50: ce n'è uno alle 16:17. Bene, prendo il biglietto al volo.

Poi guardo in tempo il tabellone delle partenze e mi accorgo che il mio treno 778 per Roma ha un ritardo stimato di 50 minuti. Pazienza. Ma fa caldo, ho sete. Vado al bar dei dipendenti della stazione, dove tutto costa molto meno.

Il tempo di bere qualcosina e torno davanti al tabellone: adesso il ritardo è passato a 70 minuti. Poi scatta a 90. Poi arriva a 100. Ancora un attimo e tocca i 120: due ore secche.

Decido di passare in biglietteria per tentare di cambiare la mia prenotazione con un treno che parta prima, disponibile anche a pagare eventuali sovrapprezzi.

C'è una fila infernale, ma alla fine riesco a parlare con l'addetto. Gli chiedo se c'è possibilità di cambio. Risponde, gentile ma inflessibile: «Spiacente, ma non è possibile, se vuole partire con un altro treno le conviene fare un biglietto ex novo».

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Antonello Impagliazzo La mia incazzatura sale al livello di guardia. Ma è un attimo, solo un attimo. Poi, pensando alla mia mattinata surreale di ritardi, decido di buttarla in ridere, proprio per scacciare l'arrabbiatura.

Quindi faccio l'espressione più seriosa e compunta che posso. Guardo l'impiegato, abbasso il tono e sottovoce gli dico, complice: «Senta, sono il senatore D'Antani. Ho una riunione importantissima con scappellamento al centro come se fosse d'antimafia».

Io intendevo giocare, appunto. La citazione mi pareva evidente, senza bisogno di essere cultori di cinema. 'Antani', 'scappellamento': chi non ha mai visto 'Amici miei'?

Insomma, non avrei mai immaginato quello che è accaduto subito dopo. Con l'addetto della biglietteria che scatta: «Scusi, senatore... forse una soluzione la troviamo... ecco, abbiamo un Eurostar che parte tra cinque minuti... le sta bene la prima classe?».

«D'accordo», faccio io, attonito ma ormai nella parte: «Quanto devo per la differenza?»
«No, non si preoccupi, ora le faccio la modifica manuale!», risponde lui. E in un attimo: «Ecco, corra che il treno è in partenza al binario 16!».

Risultato: sono partito un'ora prima con un treno più veloce in prima classe raggiungendo Roma nei tempi previsti.

Devo ricordarmi di mandare un telegramma di ringraziamento al 'senatore D' Antani'.
 
06 SET 2013 12:59 - IL DUCE TRUCE FECE CILECCA CON MARIA JOSE’! LA “SCONFITTA” PIU’ BRUCIANTE DI MUSSOLINI - LA PASSIONE PER LA SORELLINA 15ENNE DI CLARETTA -

In un saggio di Mimmo Franzinelli, nuovi dettagli sulle avventure di Benito - Sorpresissima! Maria Josè di Savoia si presentò seminuda al Duce a Castelporziano - Ma il lignaggio della partner e la sorpresa innervosirono Mussolini, che fece cilecca…



Mirella Serri per "La Stampa"
Una situazione degna del miglior Boccaccio! Claretta Petacci, tutta sudata e infuriata, chiusa nell'estate del 1937 per ben due ore nella cabina-doccia del capanno del Duce a Castelporziano, mentre Mussolini s'intratteneva con un'ospite presentatasi all'improvviso nella tenuta reale. Qui il capo del governo, oltre a godersi il mare e a sbrigare il lavoro d'ufficio, di solito faceva accedere le sue partner più fidate.
maria jos Maria Jose Ma solo Maria José di Savoia si poteva permettere il gesto ardito di visitare a sorpresa il più grande amatore d'Italia. Il testamento dell'ultima regina d'Italia prevede che i suoi diari, dove ogni giorno «ho annotato» scrive lei stessa, «i nomi degli imbecilli che ho incontrato, ma anche degli altri», siano consultabili solo nel 2071.
Non dobbiamo però aspettare quella data per conoscere l'incredibile verità. La sposa infelice del principe ereditario Umberto, la futura, convinta antifascista di casa Savoia, si presentò seminuda al capanno, spiegando di essere naturista, abituata ai bagni di sole. Mussolini, di fronte alla generosa profferta, fu incerto se far prevalere l'uomo o il politico che non voleva turbare i suoi rapporti con la Real Casa. Poi cedette. E offrì pessima prova di sé e del suo Lui.
Ora a dimostrare, documenti alla mano, il legame tra il creatore del fascismo e Maria José, di cui si è discusso a volte ma senza certezze nel dopoguerra, arriva il saggio di Mimmo Franzinelli Il duce e le donne (Mondadori). Un libro che rappresenta un'importante integrazione alla vicenda politico-sentimentale di Benito e porta in luce tanti aspetti inediti della vita erotica del Duce Truce.
E non c'è niente di più azzeccato del nomignolo gaddiano: oltre le centinaia di incontri occasionali e le avventure più prolungate con Ida Dalser (a cui Marco Bellocchio ha dedicato Vincere ), con l'anarchica musulmana Leda Rafanelli, la squadrista Giulia Mattavelli, la pianista bretone Magda Brard, la contessa Alice de Fonseca Pallottelli, emergono altre relazioni sconosciute di Mussolini.
Benito Mussolinimaria jose2 Ai suoi appetiti erotici il dittatore non negava niente e rivolgeva le sue pulsioni persino a Fiammetta, figlia adolescente della sua amante Margherita Sarfatti. Solo Maria José riuscì però a prendersi una bella rivincita sul libidinoso tiranno. Dopo l'iniziale défaillance con la moglie di Umberto, noto per la sua omosessualità descritta nei mattinali di polizia impilati sul tavolo del dittatore, il rapporto non terminò ma si sviluppò in maniera intermittente per circa tre anni.
L'ammirazione della principessa belga per il seduttore-conquistatore risaliva al 1936: arruolata nella Croce Rossa, dall'Abissinia aveva telegrafato per la proclamazione dell'Impero: «Esulto... fiera del mio alto privilegio di avere ascoltato il suo glorioso messaggio».
A fine settembre 1939 le simpatie di Maria José andavano all'Asse, alla fine del 1940 si iscrisse al Pnf (Partito nazionale fascista). Ma a far scemare progressivamente l'attrazione per il Duce sarà la delusione che proverà nei confronti del Reich e per l'occupazione tedesca del suo paese natio.
benito mussolini Durante i loro incontri Mussolini, intimidito dalla spregiudicatezza e dal lignaggio, si sentirà in una «scomoda posizione di sudditanza», spiega Franzinelli. Il dittatore, connotato dal suo superomismo, non si trovava a suo agio tra le lenzuola con la signora di sangue blu. Facendo eccezione alle sue abitudini, fu proprio lui stesso a negarsi e a non voler più abboccamenti.
maria jose La serie degli amorazzi con le minorenni prende avvio con la 17enne Bianca Ceccato, segretaria del Popolo d'Italia. Il direttore Mussolini aveva superato i 30 anni e le si propose come un buon padre, l'accompagnava in carrozza, le accarezzava le mani. Conosciutone l'interesse per un coetaneo bersagliere, gelosissimo, la licenziò.
Lei contrita e senza una lira tornò sui suoi passi e Benito la convocò in un albergo. Le fece bere spumante a garganella e la violentò in una squallida camera. La costrinse poi ad abortire e quando gli darà un figlio, Glauco, non vorrà nemmeno incontrarlo. Bianca in seguito volle provare a rifarsi una vita e a sposarsi e il dittatore inviò la polizia nel suo appartamento per intimorirla e dissuaderla.
CLARETTA PETACCI Ci riuscirà, condizionandone la vita. Persecutorio lo sarà anche con la 14enne Fiammetta, nata da una delle poche donne che sosteneva di aver amato, l'ebrea Margherita. La Sarfatti, che sarà costretta dalle leggi razziali a fuggire a Montevideo, supplicò in una lettera il quarantenne statista di non «farle richieste indegne». Ma l'Orco-Benito non rinunciò al rapporto a tre che durerà, tra scenate e rivalità tra madre e figlia, almeno una decina di anni. Mussolini stesso confiderà menzognero a Claretta che Margherita gli aveva offerto su un piatto d'argento la prosperosa fanciulla.
Claretta Petacci, amante del Duce Mussolini - in costume al mare Anche la Petacci finì nel tourbillon del ménage à trois, come denunceranno i giornali l'indomani della caduta di Mussolini nell'agosto del 1943. Fin dal 1938 la quindicenne Myriam, detta Mimì, fece da mediatrice nella liaison tra la sorella maggiore e Ben. Toccava a Mimì, ad esempio, fare da chaperon nelle trasferte del Duce e di Claretta al Terminillo.
Ma a un certo punto la Petacci si impensierì: «Viene Mimì, lui si sofferma a parlare e la guarda con occhio diverso, da maschio, come prima mai. Rimango un po' perplessa. Infatti dopo, riprendendo la passeggiata, ha uno strano atteggiamento d'uomo che pensa di poter piacere, di avere ciò che vuole, e altri pensieri che qui non trascrivo».
Benito Mussolini Da quel momento sarà sempre più preoccupata: «In tutto il tempo che ha parlato ha guardato molto Mimì e mi ha veramente seccato che abbia tenuto questi discorsi dinanzi a lei. Tanto che molte volte ho cercato di farlo smettere, ma inutilmente: non capisce queste cose...».
claretta petacci Non è solo Claretta a notare la bramosia del maturo satiro. Le chiacchiere sul terzetto dilagano e i Petacci faranno sposare Myriam in gran pompa e in gran fretta. A dare scacco al Duce, tra le tante, sarà Maria José. Entrata in rapporto con il gruppo di Umberto Zanotti Bianco, antifascista liberale che la introdusse al cenacolo di Benedetto Croce, diventerà una delle pedine nella débâcle e nella rovina di Mussolini. Ma dovrà aspettare fino al 25 luglio 1943.
 
Il 41enne fermato dalla Polizia per l'omicidio di una romena 18enne, Lavinia Simona Ailoaiei, ha confessato. Si chiama Andrea Pizzocolo. Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Lodi, Vincenzo Russo e dal capo della squadra mobile Alessandro Battista, in una conferenza stampa in Questura. L'uomo avrebbe ucciso la ragazza, che aveva conosciuto via internet, durante un gioco erotico.
Da quanto riferito l'uomo, nella cui abitazione durante la perquisizione è stato trovato un pacco di fascette stringi cavo uguali a quelle con cui è stata strangolata la vittima, nella notte tra venerdì e sabato ha incontrato la giovane nel motel Moon di Busto Arsizio (Varese). Qui, come ha confessato il fermato, i due hanno avuto rapporti sessuali e fatto giochi erotici anche con le fascette. Giochi erotici in seguito ai quali la ragazza avrebbe cominciato a respirare a fatica e a stare male. L'uomo ha raccontato di essersi accorto che le fascette al collo della ragazza si stavano stringendo e di aver tentato di allentarle senza riuscirci. Una giustificazione a cui gli inquirenti non hanno creduto tant'è che gli hanno contestato il reato di omicidio volontario.
L'uomo fermato ha poi spiegato di aver perso la testa, di aver caricato la donna in macchina e di aver girovagato fino a Lodi. Qui, in un altro motel, il motel Silk, secondo quanto ha raccontato, ha avuto un altro rapporto sessuale con la giovane che era già morta e che, con il volto coperto da un asciugamano, è stata poi abbandonata in un campo non molto lontano dallo stesso motel. La Procura inoltre chiederà al gip la convalida del fermo e la richiesta di carcere per l'uomo.
Pizzocolo convive con una donna ed ha una bimba di 5 anni.
 

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