La Sagan diventò il simbolo della ragazza libera che rappresenta la gioventù francese del dopo-guerra (la macchina, i blue jeans, il bello, l'whisky).
[4].
Erede di
Colette[5], è stata sposata due volte: con l'editore Guy Schoeller e con Robert Westhoff, da cui ha avuto un figlio, Denis.
Ha avuto anche due compagne: Peggy Roche, con cui ha vissuto quindici anni, e la ricca Ingrid Mechoulam che la salvò dalla miseria, isolandola però dal mondo.
Si è raccontata nel romanzo a sfondo
autobiografico Col mio miglior ricordo del
1984.
"Bonjour" come "griffe"
Terza figlia di una famiglia di ricchi imprenditori (il padre dirigeva una compagnia di elettricità e la madre era poco presente nell'educazione dei figli), originaria del sud-ovest della Francia (ma la sua famiglia si trasferì a causa del
conflitto mondiale, a
Lione), e poi in anni successivi a
Parigi Sagan scelse il suo nome d'arte ispirandosi alla Principessa Sagan, personaggio della
Recherche proustiana. Di sé diceva:
il mio passatempo preferito è lasciare passare il tempo, avere tempo, prender tempo, perder tempo, vivere in controtendenza.
La sua carriera di autrice aveva avuto inizio come
reporter del rotocalco
Elle, che le commissionò - nello stesso anno che l'avrebbe consacrata scrittrice di successo - una serie di
cartoline dall'
Italia. Forte probabilmente di una (affascinata) visione del film
I vitelloni, di
Fellini, che ben descriveva l'ambiente ovattato, annoiato e disimpegnato di certa gioventù riminese, Sagan iniziò a percorrere in lungo e in largo l'Italia: il risultato sarà una sorta di ebdomadario articolato per città e intitolato ad esempio "Buongiorno
Napoli", "Buongiorno
Capri", "Buongiorno
Venezia". E quel
Buongiorno rimarrà, in un certo senso, la sua
griffe, quasi una sorta di autografo.
Una vita ad alta tensione
Personaggio tormentato della cultura francese, attratta dal mondo del
cinema, amante
ante-litteram delle auto da corsa e della velocità e del gioco, con una vita proiettata sempre sopra le righe (in un pauroso incidente stradale mentre era alla guida della sua Aston Martin, riportò gravi ferite e per lenirne i dolori si avvicinò alla morfina che non abbandonò più; coinvolta in una importante disputa con il fisco francese che la lascia in miseria), Sagan è ricordata anche per un altro suo lavoro molto noto,
Le piace Brahms?, da cui fu tratto a cavallo degli
cinquanta-
sessanta l'
omonimo film del regista
Anatole Litvak, con
Yves Montand,
Ingrid Bergman e
Tony Perkins.
Quasi a irridere i pettegolezzi che correvano sul suo conto per il suo modo di vivere arditamente (e ardentemente) spericolato, soleva dire che non aveva nulla contro le droghe:
"Semplicemente - ammiccava sorridendo -
l'alcool mi basta, e il resto mi incute paura".
[6]
La sua carriera, dopo l'avvio sfolgorante, la consacrò fra le stelle del panorama letterario europeo: a fine
1957, il suo secondo romanzo -
Un certo sorriso - divenne un
best seller con oltre mezzo milione di copie vendute ad appena un anno dalla pubblicazione.
La sua prosa sofisticata ma piana al tempo stesso - abbinata in una fascinosa commistione con una forte tensione ed una carica originale ricca di significati esistenzialisti - era in grado di aprire in maniera sorprendente il raggio dei suoi potenziali lettori.
Autrice quanto mai prolifica (una cinquantina le opere pubblicate, fra romanzi, sceneggiature, novelle e drammi teatrali), la scrittrice - nonostante il successo e la stima conseguiti nell'arco di una carriera ultra-quarantennale (iniziata nel 1954 con
Bonjour tristesse, fino alla pubblicazione di
Musiche di scena, nel
1996) e la frequentazione e l'amicizia con personaggi importanti (frequentò
Mitterrand e ne ebbe anche qualche problema: un anno di carcere con la condizionale) - ha trascorso il suo ultimo periodo di vita in solitudine e nell'indigenza avendo dovuto vendere tutte le proprietà ed i gioielli, spegnendosi a causa di una embolia polmonare in una clinica della bassa
Normandia.
Fu sepolta nel cimitero del piccolo villaggio di Seuzac dove era la tomba di famiglia, ed al funerale erano presenti non più di 200 persone.