Alla cortese attenzione di Tashtego

. Evitare cibi crudi dopo le 16 perché sono più difficili da digerire. Una zuppa di verdure ben cotte è il modo migliore per chiudere la giornata.
 
EMMA BONINO A SHARM EL SHEIK 1
L’anno scorso,durante un aaudizione ufficiale in commissione al Senato Emma Bonino, aveva definito «sconsiderati» i turisti italiani in viaggio verso Sharm el Sheik. Poco prima, come ministro degli Esteri, aveva messo sulla Rimini del MarRosso il bollino rosso. Chissà che cosa dirà adesso visto che, a sua volta, è finita nel blocco degli «sconsiderati».

È stata fotografata mentre, con trolley d’ordinanza, scende da un volo della Egypt Air proprio all’aeroporto di Sharm. Eppure lo “sconsiglio” imposto dalla sua amministrazione c’è ancora. Federica Mogherini, che ha sostituito la Bonino alla Farnesina,non l’ha tolto. Anzi,alle proteste di Ernesto Preatoni, scopritore di Sharm, aveva risposto sulle pagine di questo giornale sostenendo che qualunque considerazione di ordine economico deve cedere il passo alla sicurezza dei cittadini italiani.

Principio sacrosanto. Peccato che a Sharm non sia mai accaduto nulla e l’incolumità dei nostri connazionali non sia mai stata in pericolo. Tanto che Emma Bonino, proprio in questi giorni,ha potuto visitare la località turistica del Mar Rosso senza problemi. Non sappiamo se l’ex ministro si sia recata a Sharm per vacanza oppure per lavoro, essendo esperta di problemi egiziani.

EMMA BONINO A SHARM EL SHEIK 2
Nel primo caso avrebbe commesso quanto meno una leggerezza, oltre all’evidente incoerenza di aver messo il blocco a tutti gli italiani ma non a se stessa. Ma se anche fosse andata per obblighi d’ufficio la sostanza non cambierebbe. Se Sharm è giudicata dai servizi segreti una località pericolosa, non sono possibili intermittenze: non è il caso di andarci e basta.

I terroristi, infatti, non fanno molte distinzioni sulla sorte delle loro vittime. Non risultano molto attenti nel selezionare le ragioni che conducono i bersagli presceltia incrociare le loro bombe. Casomai la presenza di un ex ministro di un grande Paese come l’Italia poteva essere motivo di richiamo per dare maggiore clamore alla loro azione.Diciamo allora che la Bonino è stata imprudente.

EMMA BONINO A SHARM EL SHEIK 3
Nessuno, infatti, può chiederle il martirio recandosi per dovere d’ufficio in una località a rischio. Fra l’altro il suo tailleur sembra assai poco adatto a una missione di guerra. In realtà intorno alla riviera del Mar Rosso da diversi mesi è in corso uno strano balletto che penalizza l’economia egiziana e di certo non aiuta quella italiana. Il blocco, infatti,è stato messo a Sharm e non anche a Hurgada o nelle altre località balneari della costa.

Una discriminazione di cui non sono chiare le ragioni: se ci sono pericoli legati all’instabilità politica del Paese non si capisce la differenza. I terroristi, in genere, non danno indicazioni preventive sui loro bersagli. Ma c’è di più. I servizi segreti italiani hanno mandato informative allarmate alla Farnesina. Viceversa nessuna segnalazione è arrivata dagli 007 russi e inglesi.

renzi mogherini a strasburgo parlamento europeo
Eppure è difficile considerare degli sprovveduti le spie di questi due Paesi. Com’è possibile che Roma consideri Sharm pericolosa (ma non le altre spiagge) mentre per Mosca e Londra è tutto tranquillo? Finora, peraltro, hanno avuto ragione visto che, da quando è scoppiata la rivolta in Egitto, sulla riviera del Mar Rosso non è scoppiato nemmeno un petardo.

C’è anche da dire che la persistenza dello “sconsiglio” non aiuta certo la normalizzazione in Egitto. Sharm è la quarta località turistica del Paese. Negli anni d’oro accoglieva unmilione di vacanzieri. Oggi il flusso si è rarefatto impoverendo un’area che, per anni, aveva vissuto un certo benessere. La miseria, notoriamente, è il miglior alimento per qualunque disegno eversivo.

Sharm el Sheik Sharm el Sheik
E di tutto oggi ha bisogno l’Egitto tranne che di nuove povertà. Ma il discorso si riflette anche nel nostro Paese. I resort di Sharm danno lavoro ad almeno duemila italiani, quelli sul posto e quelli che lavorano per le agenzie di viaggio e i tour operators.Tutta gente che ha perso il posto o rischia di perderlo essendo stata cancellata la destinazione. Anche per questo il viaggio della Bonino appare quanto meno inopportuno, e forse anche un po’ arrogante.
 
"Soffro di cleptomania". In questo modo si è giustificata una donna di 39 anni sorpresa a rubare all'interno di un negozio. È accaduto ieri pomeriggio sul Corso Vittorio Emanuele a Piacenza. La donna, di origine marocchina e residente a Fiorenzuola, è stata notata aggirarsi fra gli scaffali in modo sospetto per poi avviarsi verso le casse facendo scattare il sistema antitaccheggio.


È stata quindi fermata e sul posto è intervenuta la polizia: la donna, con alcuni precedenti alle spalle, aveva rubato all'interno una borsa di vimini nella quale aveva riposto alcuni asciugamani ed un telo da mare, il tutto per un valore di circa 130 euro. "Sono cleptomane" - ha detto di fronte agli agenti. Una scusa che non le ha evitato una denuncia a piede libero per furto.
 
Finalmente ci arrivano anche gli altri: l’avanzata improvvisa su Baghad dei jihadisti vittoriosi ed inarrestabili dello «Stato Islamico dell’Iraq e Siria» (ISIS) non è una disfatta strategica americana.
Anzi al contrario è la nuova versione di successo della guerra americana per mezzo delle sue pedine, per strappare il potere sull’Iraq e i suoi giacimenti al Governo sciita, vicino all’Iran.
Il vostro modesto cronista ve l’aveva detto per primo; oggi si rallegra a vedere che alle stesse conclusioni è giunto un noto analista geopolitico americano, Tony Cartalucci: che titola la sua analisi «Amnerica’s covert re-invasion of Iraq».
Non è credibile, dice Cartalucci, che la CIA e gli altri servizi d’intelligence americani siano stati sorpresi – come asseriscono – dalla fulminea avanzata di questo vero e proprio esercito benissimo armato ed addestrato che è l’ISIS, e non l’abbiano «visto».
Gli americani hanno coperto l’Iraq di apparati di sorveglianza; dispongono di spie e informatori; satelliti e droni USA non possono non aver identificato in anticipo i grossi movimenti delle milizie dell’ISIS.
Sono tre anni – rivela Cartalucci – che la CIA è attiva lungo la frontiera fra Turchia e Siria per sorvegliare ed armare i cosiddetti islamisti «moderati» combattenti contro il regime di Assad.
E se poi tutte le fonti riservate, i potenti mezzi, i satelliti-spia non fossero stati sufficienti a rilevare l’imminente invasione jihadista, bastava che la CIA leggesse qualche giornale locale: il libanese Daily Star, nel marzo scorso, già riferiva che l’ISIS stava ritirando apertamente le sue forze dalle provincie di Latakia e Idlib (Siria occidentale) per riposizionarle ad est, lungo il confine siriano-iracheno.
Notava anche il giornale, che l’ISIS «aveva alienato molti ribelli occupando territorio e uccidendo i comandanti rivali», ossia facendo un repulisti sistematico dei gruppuscoli jihadisti non obbedienti, anarchici e ormai sconfitti, quindi in via di riciclarsi come delinquenti comuni.
Dopo tutti i milioni di dollari profusi in tre anni da USA ed Arabia Saudita, Turchia e Katar per formare ed armare i fanatici; dopo averli riforniti di 3 mila tonnellate armi pesanti tirate fuori dai magazzini dell’ex Yugoslavia con un vero ponte aereo sicuramente operato dalla NATO (75 voli da carico dall’aeroporto di Zagabria via Giordania ai ribelli anti-siriani, leggere per credere, il Telegraph del marzo 2013), dopo che questi armatissimi ribelli hanno sostanzialmente fallito di instaurare il califfato in Siria, i finanziatori hanno perso la pazienza e re-diretto i loro terroristi ad uno scopo più facile: debellare le ridicole forze armate dell’Iraq, per rimetterlo sotto il controllo sunnita — a cui era sfuggito dopo la caduta di Saddam.
La creazione del califfato wahabita fra parte della Siria e l’Iraq non può non piacere ai sauditi.
Se credete che possa dar fastidio agli americani, varrà la pena di ricordare un fatto: nei Paesi petroliferi, gli USA hanno sempre preferito insediare fanatici oscurantisti spazzando via invece dittatori laici e modernizzatori.
L’hanno fatto in Iran detronizzando lo Scià e insediando l’ayatollah Khomeini. In Afghanistan, creando di sana pianta (in Pakistan) gli «studenti islamici» armati – i talebani – e scatenandoli contro il regime comunista sostenuto dall’URSS. L’hanno fatto anche oggi facendo uccidere Gheddafi in Libia, e ancor più vistosamente in Egitto: dove hanno aizzato la primavera di Tahrir, sbattuto fuori il vecchio dittatore Mubarak, sostituendolo coi Fratelli Musulmani (che Obama apertamente ha incoraggiato e sostenuto politicamente): solo che, dopo alcuni mesi di Governo disastroso di questi settari incompetenti, la popolazione egiziana ha preferito tornare sotto l’esercito, e l’ultima incarnazione del dittatore moderno nasseriano, il generale Al-Sisi.
«Questa», in Egitto, è stata la sconfitta degli americani, non il dilagare dei jihadisti in Iraq. La loro sistematica preferenza per i regimi islamisti, «religiosi» ed arretrati (come i Saud) nei Paesi petroliferi, è facile da capire: preferiscono trattare con questi fanatici (ipocriti e facili da corrompere con «puttane e champagne»), piuttosto che con dittatori che conoscono le quotazioni del greggio e vogliono usarne i profitti per dare al loro Paese infrastrutture, istruzione pubblica, sistemi sanitari moderni (come appunto faceva Saddam).
 
Richard Avedon/ Jean Shrimpton Harper's Bazaar, April 1965
 
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Baciare fa bruciare calorie Secondo il sito Self.com, con i baci perdiamo tra due e sei calorie al minuto. Un bacio richiede l'azione di 30 muscoli facciali. Inoltre, secondo il Dailymail, cinque minuti di attenzione a questi muscoli possono perfezionare le guance.
 
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Il sesso è ottimo per aumentare la presenza di alcuni anticorpi, per combattere la depressione, rimanere giovani, migliorare il sistema immunitario
 
Secondo uno studio tedesco trasmesso dal sito della CNN, gli uomini che baciano i loro partner prima di andare al lavoro la mattina fanno più soldi. Andréa Demirjian, autore di un libro sui baci, dà una spiegazione. "Se ne va da casa felice, è più produttivo al lavoro, perché non si sente emotivamente disturbato. Baciare è davvero in linea con la fiducia in se stessi, la sensazione di essere amati".
 

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