Alla cortese attenzione di Tashtego

Quali sono le condizioni ottimali per ottenere una migliore misurazione?
Misura la pressione in situazioni simili - in condizioni rilassate, di calma e alla stessa ora del giorno. Es. ogni sera un'ora dopo cena;
Effettua la misurazione seduto e in un'atmosfera calma;
Evita di mangiare, fumare e di fare qualsiasi sforzo prima di misurarti la pressione;
Prendi qualche minuto di pausa prima di effettuare la misurazione;

Preparativi alla misurazione:

Accertati che la circonferenza del tuo braccio o polso sia sufficientemente coperta dal bracciale come scritto sulle istruzioni.
Infila il bracciale come spiegato nel manuale;
Stringi il bracciale ma non troppo da essere scomodo;
Con un misuratore da pressione da braccio fai attenzione a non avere la manica che stringe troppo il braccio. Questo potrebbe interferire con una misurazione accurata;
Connetti il bracciale con il misuratore, accendilo e gonfia il bracciale seguendo le istruzioni del manuale;
Se utilizzi un misuratore da polso accertati che sia posizionato a livello del cuore! Una distanza dal cuore di 10cm può provocare una differenza nella misurazione di 8mmHg!

Durante la misurazione:

Evitare ogni tipo di movimento;
Non tirare nessun muscolo del braccio;
Respira normalmente e non parlare;
Se vuoi effettuare diverse misurazioni sequenzialmente dovrai aspettare almeno 15 secondi tra le due misurazioni.

Con che frequenza e quando dovrai misurarmi la pressione con un apparecchi Microlife?

Più volte effettui le misurazioni meglio è! Tieni presente che la pressione del sangue è un parametro variabile del nostro corpo e quindi i risultati non saranno sempre gli stessi. Per poter comparare i risultati ottenuti dovresti effettuare le misurazioni ogni giorno nelle stesse condizioni e alla stessa ora. Per esempio puoi misurare la pressione ogni giorno un'ora dopo cena, accertati di essere rilassato e di non essere disturbato.

Qual'è il significato dei diversi messaggi di errore: «Err1», «Err3», ecc.?

I misuratori Microlife sono stati progettati per rilevare la pressione accuratamente e mostrare i risultati solo se sono chiari e privi di errori. Se viene rilevato un errore durante la misurazione l'apparecchio distingue le diverse cause e visualizza il relativo numero di errore. Il manuale di istruzioni spiega ogni codice di errore.



Ho un pacemaker - posso usare un apparecchio Microlife per misurare la pressione?

Il Pacemaker stabilizza la pulsazione cardiaca nel paziente e il cuore pompa il sangue con una corrispondente pressione sistolica e diastolica. La pulsazione è ottenuta o supportata dal pacemaker quindi i misuratori di pressione sono capaci di rilevare in modo affidabile la pressione (entro i limiti di accuratezza indicati).
I misuratori di pressione possono quindi essere utilizzati anche con pazienti con Pacemaker. L'accuratezza del pacemaker dovrebbe comunque essere controllato da un dottore e non dalla rilevazioni delle pulsazioni che effettua un misuratore.



In che lato dovrei misurare la pressione, destro o sinistro?

Bisogna distinguere tra misuratore da braccio o da polso;
Con un misuratore da braccio è necessario individuare il braccio da cui otteniamo i valori più alti. Una volta individuato continueremo a misurare la pressione da quello;
I misuratori da polso sono progettati per misurare la pressione solo per il polso sinistro.

La circonferenza del mio braccio è oltre il limite standard. Cosa devo fare?

Il bracciale standard è adatto ad una circonferenza tra 22 e 32 cm. Se la circonferenza del tuo braccio è maggiore di 32 cm è consigliabile utilizzare la taglia L adatta ad un braccio tra i 32 e 42 cm. Nel caso in cui la circonferenza del tuo braccio fosse inferiore a 22 cm dovrai utilizzare la taglia S per una circoferenza tra i 17 e 22cm.
 
L'inchiesta è stata assegnata al pm Elena Neri del pool delle colpe professionali coordinato dall'aggiunto Leonardo Frisani, mentre le indagini, delegate ai carabinieri del Nas, sono partite ieri stesso con il sequestro della documentazione nella casa di cura romana: dalla cartella clinica alle relazioni di servizio del personale medico, passando per i documenti di ricovero. A completare il quadro di una tribolata degenza si aggiunge il dettaglio economico. Michela Macaluso ha appena ricevuto la lettera della struttura clinica. La direzione di Villa Mafalda comunica che la retta per i 3 mesi di ricovero è pari a 640 mila euro in totale (ma 120 mila sono già stati versati, dunque ne resterebbero da pagare 520 mila). Sperando che l'intervento presso l'autorità giudiziaria aiutasse a sbloccare il trasferimento dello scrittore, la Macaluso ha scelto di rivolgersi ai magistrati. Dal suo studio, l'avvocato Giuseppe Zaccaria (che assiste la Macaluso) sostiene che l'esposto sia l'ultima speranza di «salvare la vita a Bevilacqua», quasi una lotta contro il tempo per l'aggravarsi delle sue condizioni. «La mia cliente - dice il legale - è angosciata e stupefatta. Malgrado l'emergenza i medici di Villa Mafalda continuano a trattenerlo violando il protocollo scientifico che prevede di trasferire il paziente nella struttura pubblica meglio attrezzata per le cure specifiche».
Nel dramma personale dello scrittore si è dunque inserito un aspetto giudiziario. Settantotto anni, divorziato, senza figli, Bevilacqua ha solo una sorella che vive a Parma e che, a sentire quello che trapela da chi lotta quotidianamente con lo scrittore, ignora le sue reali condizioni di salute. La Macaluso non è sposata con lui, dunque la sua firma non ha alcun valore legale per sostenere il trasferimento dalla clinica del paziente. Da settimane è in corso con la direzione medica una trattativa: «Per giorni si è nicchiato, rinviando la decisione sul trasferimento. Nel frattempo abbiamo chiesto a un medico di fiducia di visitarlo», aggiunge Zaccaria. Il risultato è allegato alla denuncia, nella quale si parla anche di piaghe da decubito.
Bevilacqua sarebbe in uno stato di incoscienza, incapace di parlare e capire quello che sta accadendo, complice il virus alle vie respiratorie «peraltro contratto negli stessi ambienti della clinica a quanto risulta dalla nostra consulenza», incalza l'avvocato. La degenza va avanti dalla metà di ottobre, l'ultima intervista è stata quella di aprile scorso a Raitre con Fabio Fazio per l'uscita di Roma califfa , cronaca autobiografica del passaggio affettivo dalla Parma del dopoguerra alla Roma degli anni Sessanta. Sottolinea ancora l'avvocato Zaccaria: «Anziché trasferirlo d'urgenza al più vicino ospedale pubblico attrezzato per le malattie respiratorie, la direzione di Villa Mafalda lo trattiene, giorno dopo giorno, senza decidere». Una sorta di «resistenza passiva» che potrebbe configurare anche il reato di omissione di atti d'ufficio. È presto per dirlo. E soprattutto, ora, la vera urgenza è un'altra.
26 gennaio 2013 (modifica il 27 gennaio 2013)
 
Le Nazioni Unite hanno individuato 6 indici fondamentali per stabilire se i cittadini di un paese sono felici o meno. Fra questi alcuni sono dei "classici" come la salute, l'assenza di corruzione e le aspettative di vita mentre altri non figurano solitamente nei manuali di economia. Fra i fattori meno scontati, si trovano la "generosità", la libertà di scelta e la presenza di qualcuno su cui contare. Secondo i sei punti identificati, i Paesi più felici sono: Danimarca
Norvegia
Svizzera
Paesi Bassi
Svezia
Canada
Rispetto al periodo 2005-2007, vi sono alcuni notevoli cambiamenti: i Paesi dell'Africa Sub Sahariana e dell'America Latina, ad esempio, stanno conoscendo un aumento dei livelli della felicità mentre i Paesi industrializzati continuano a calare negli indici. In generale c'è di che rallegrarsi: sulle 130 nazioni che figurano nel sondaggio, 60 sono più felici di uno-due anni fa, e 41 lo sono di meno. La popolazione di 150 paesi ottiene in media un punteggio abbastanza mediocre: 5.1 su 10.


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Comparazione della felicità per aree nel mondo: periodo 2005-07 e 2010-1012
L'Italia, tuttavia, è giù in fondo alle classifiche, al 45° posto con un punteggio di 6/10, vicino a Slovenia, Guatemala e Sud Corea e lontana dagli altri Paesi europei che si trovano quasi tutti fra i primi 30 (tranne pochi altri 'infelici' come la Grecia e la Croazia). L'ostacolo maggiore alla felicità dei paesi economicamente più forti sembra sia la salute mentale: ansia, depressione e psicosi, sono alcuni dei mali che affliggono questo mondo e sopratutto la sua parte più ricca, dove tuttavia un terzo delle persone che ne soffrono non viene attualmente curata.


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Una buona e profonda respirazione influenza il sistema linfatico che a sua volta stimola la disintossicazione migliorando l'ossigenazione cellulare. Una buona respirazione inizia dalla parte bassa dell'addome.
 
la Norvegia nei paesi felici naaaaaaaaa
c'hanno sei mesi di buio ..come si può stare felici
in un paese dove fa sempre freddo e non vedi il sole :down:
 
"Premesso che - ed è la cosa fondamentale - la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza". Così papa Francesco risponde con una lettera a Repubblica - che il giornale pubblica oggi in apertura - agli interrogativi su fede e laicità posti dal fondatore del quotidiano, Eugenio Scalfari, e in particolare alla domanda "se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede".
"Ascoltare ed obbedire" alla coscienza, spiega Bergoglio, significa "decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire".
Il pontefice risponde poi ad altri temi chiave che il laico Scalfari aveva posto. Al quesito se sia peccato credere che non esiste alcun assoluto, il papa risponde così: "io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità 'assoluta', nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione.
Ora, la verità, secondo la fede cristiana, è l'amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Dunque, la verità è una relazione!" Alla domanda se, con la scomparsa dell'uomo sulla terra, scomparirà anche "il pensiero capace di pensare Dio", Francesco risponde che Dio "non è un'idea, sia pure altissima, frutto del pensiero dell'uomo". "Dio non dipende, dunque, dal nostro pensiero. Del resto, anche quando venisse a finire la vita dell'uomo sulla terra", "l'uomo non terminerà di esistere e, in un modo che non sappiamo, anche l'universo creato con lui".
 

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