Alla cortese attenzione di Tashtego

la griffonia (Griffonia simplicifolia) è una pianta tropicale della tradizione africana, “scoperta” solo in anni recenti dall'erboristeria e dalla fitoterapia occidentale.
I semi di questa pianta contengono notevoli quantità di 5-HTP (5-idrossitriptofano), precursore diretto della serotonina. La serotonina è uno dei principali neurotrasmettitori del sistema nervoso ed è coinvolta nella regolazione del tono dell'umore, del senso di fame, del sonno (la serotonina è infatti, a sua volta, il precursore della melatonina) e di altre importanti funzioni.
Il corpo sintetizza serotonina dal triptofano, un amminoacido essenziale (ovvero un amminoacido che l'organismo non è in grado di produrre autonomamente e che deve essere assunto tramite il cibo). Il 5-HTP è un metabolita intermedio di questa sintesi, che si forma una volta che il triptofano è penetrato nella cellula nervosa.
Mediante l'assunzione di griffonia è quindi possibile apportare il precursore 5-HTP dall'esterno e incrementare i livelli di serotonina nell'organismo.
Il risultato dell'assunzione di 5-HTP è un rapido effetto (documentato da svariate ricerche internazionali e dall'entusiasmo di molti consumatori) di riequilibrio di depressioni lievi e moderate, di facilitazione del sonno e di contenimento dell'ansia e della fame nervosa (in particolare, del craving nei confronti dei carboidrati).
In linea di massima, il 5-HTP è ben tollerato. In alcuni soggetti può dare nausea e altri fastidi gastrici, che scompaiono spontaneamente nel corso del trattamento o riducendo il dosaggio per qualche giorno. Molta cautela va posta se si assumono farmaci antidepressivi, con cui il 5-HTP interagisce, ed è bene astenersi, come sempre, in gravidanza e allattamento.
I casi mortali a cui Lei fa riferimento risalgono addirittura alla fine degli anni 80, quando, negli Stati Uniti, alcune persone che assumevano integratori di triptofano tal quale (non griffonia, quindi) incominciarono improvvisamente a presentarsi ai medici con una serie di sintomi strani, comprendenti forti dolori muscolari, febbre alta e aumento degli eosinofili. A questo insieme di disturbi fu dato il nome di sindrome di eosinofilia mialgica (EMS), che in un centinaio di soggetti risultò letale.
Prontamente, la FDA (Food and Drug Administration) dichiarò il triptofano pericoloso per la salute e il prodotto venne ritirato dal mercato statunitense. Questa decisione suscitò le vibrate proteste di tanti dei 14 milioni di utilizzatori del triptofano, che l'avevano assunto tranquillamente nei trent'anni precedenti, nonché di molti naturopati e aziende produttrici di integratori, che videro nella decisione dell'FDA - organo il cui operato è stato in più di una circostanza quantomeno discutibile - un brutale colpo di mano politico-commerciale, mirato unicamente a eliminare dalla circolazione un pericoloso concorrente naturale di una nuova categoria di antidepressivi di sintesi (gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) che – quando si dice la combinazione... - erano proprio in attesa di approvazione da parte dell'FDA. Di lì a pochi giorni, il Prozac potè quindi essere lanciato sul mercato senza timore di sgradite concorrenze, diventando il farmaco più popolare negli USA degli anni novanta.
I sospetti sull'operato dell'FDA si rinforzarono in breve tempo, quando si scoprì che l'improvvisa ”epidemia” di EMS era scoppiata pochi mesi dopo l'introduzione sul mercato, da parte del più grande produttore mondiale di triptofano dell'epoca, l'azienda giapponese Showa Denko, di alcuni lotti di triptofano contenenti impurità. Nonostante gli esiti di una ricerca dimostrassero come il problema non fosse del triptofano, ma dei contaminanti (Slutsker, L. & alii, "Eosinophilia-myalgia syndrome associated with exposure to tryptophan from a single manufacturer", JAMA 1990, 264:213-17), la FDA non rimosse il bando nei confronti del triptofano per molti anni, usando, a detta di tanti, l'EMS come alibi.
Insomma, un prodotto che è naturale, efficace e pure ad azione rapida ha un po' troppi pregi per essere lasciato libero di circolare impunemente...
Ironia della sorte, la decisione dell'FDA spinse diversi studiosi alla ricerca di fonti alternative di precursori della serotonina. Fu così che si scoprì l'efficacia del 5-HTP (che, secondo molti autori, è ancor più valido del triptofano) e che si evidenziò che Griffonia simplicifolia è la fonte vegetale che ne contiene di più.
 
ROMA – L’Italia dei buoni fa la fine che si merita. Esemplare la recente storia di due tunisini, venuti in Italia in trasferta dalla Francia per rubare: beccati dai carabinieri, hanno reagito accecandoli con lo spray; bloccati finalmente, hanno sbeffeggiato i nostri:
“Con la nuova legge [svuota carceri] il carcere non è previsto”.
Questa è l’Italia. Invece di costruirne di nuove, svuota le carceri facendo uscire chi c’è e impedendo alle forze dell’ordine di farcene entrare di nuovi, diventando così una specie di paradiso, o di riserva naturale, per il criminali.
C’è chi sospetta che la svuota carceri non sia solo frutto della incapacità del sistema, ma anche di un deliberato disegno che mira a rendere vana una eventuale incarcerazione di Berlusconi. Ma questo può essere solo parto di menti malate e malpensanti.
Resta il fatto che la svuota carceri costituisce ulteriore prova di quanto i politici siano staccati dalla gente. Fa il paio con il buonismo verso i clandestini, che ora clandestini nemmeno si possono più dire. Invece di tenerli lontano dalle spiagge italiane, andiamo a prenderli poco fuori delle acque territoriali della Libia, grande hub del traffico di carne umana, per poi scaricarli come capita, senza un minimo di attenzione al problema di come sistemarli in Italia, facendo, pare, un regalo alla Mafia, che pare sia una delle poche cose che in Italia siano ancora organizzate.
L’episodio dei due tunisini è riferito da Patrizia Mazzarello sul Secolo XIX con un grido d’allarme:
“Lo “svuotacarceri” rischia di richiamare nel ponente ligure anche la microcriminalità d’importazione”.
Gli elementi per aprire una riflessione, avverte Patrizia Mazzarello,
“sono concreti. Perché se è vero che la zona a cavallo del confine ha sempre risentito della presenza anche di malavita proveniente dalla Francia, come confermano ancora i recenti arresti per le truffe del bancomat o la presenza tra i banchi del mercato di ladruncoli provenienti dalla banlieue di Nizza, è innegabile che ora questa presenza appare intensificata. Ma, soprattutto, appare più consapevole, complice il nuovo ordinamento, della possibilità di non pagare in nessun modo pegno in caso di arresto.
“A far aprire definitivamente gli occhi, dopo una serie di avvisaglie, nei giorni scorsi è stato il caso dei due uomini di origine tunisina, in trasferta da Nizza, i quali dopo aver rubato uno scooter a Sanremo, intercettati dai carabinieri di Bordighera, hanno reagito aggredendo i militari con dello spray urticante. Arrestati e processati per direttissima a Imperia, hanno subito messo le mani avanti: “Con la nuova legge il carcere non è previsto”.
“Nonostante le numerose recidive specifiche e l’aggressione nei confronti dei militari e data l’impossibilità della detenzione domiciliare, i due uomini sono stati rimessi in libertà: pur con l’obbligo di non rifarsi vedere in Italia”.
Il caso dei due tunisini colpisce per la sfrontatezza dell’atteggiamento, ma non è isolato. Scrive ancora Patrizia Mazzarello:
“Da giorni, presso le forze dell’ordine della provincia, si segnalano denunce di persone di nazionalità francese sorprese in auto con armi improprie: mazze o coltelli. E soprattutto con arnesi atti allo scasso, che certo non si portano al seguito per una banale gita fuori porta. Spinge ad alzare il livello di guardia anche la presenza di molti cittadini francesi tra quanti si recano ai “compro oro” per rivendere le pseudo catenine della nonna. Ma fa riflettere anche l’impennata di furti di bici e ciclomotori, già in passato destinati al mercato francese”.
 
Lascia che sia un uomo senza pene a dare lezioni di sessualità. E’ questo che è accaduto quando un utente di “Reddit”, sotto lo pseudonimo di “Penisindor”, ha cominciato a rispondere alle domande dei curiosi sulla sua vita senza fallo. Lo ha perso a 12 anni, quando un amichetto glielo ha chiuso fra gli stipiti di una porta, e da allora gli è rimasto il tronco con i testicoli. Il trentenne racconta che è in grado di avere orgasmi e di eiaculare. L’assenza del pene non gli impedisce di fare sesso con la sua fidanzata. Com’è possibile? Per sesso non s’intende pene dentro vagina? Lui risponde: «Ho ancora il tronco e terminazioni nervose. Usate la vostra immaginazione per il resto. E poi, qualsiasi coppia che si ama sa trovare la propria intimità».
si puo godere anche senza pene

“Penisindor” tenterà comunque un trapianto, ma intanto ha trovato un suo modo di amare. Non entra nei dettagli della sua vita privata quando gli utenti gli fanno domande che mettono a disagio la fidanzata. Che insegnamento! Niente ossessione del fallo. Sprechiamo così tante energie per diventare bravi a fare sesso. Sin dalla pubertà sviluppiamo un sapere enciclopedico sulle posizioni sessuali, ci interroghiamo sulla nostra anatomia: avrò le tette abbastanza grandi, il pene abbastanza lungo? Il buon sesso è molto più semplice di tutto questo. Il piacere sessuale e l’intimità sono più grandi di qualsiasi pene. Il pene nella vagina non è l’unico modo per indurre piacere. Lo dimostra anche lo studio scientifico appena pubblicato secondo cui le lesbiche riescono ad avere più orgasmi delle eterosessuali.
 
«Non fate l’elemosina agli zingari davanti la porta, perché guadagnano 60-80 euro al giorno, cioè più di un operaio specializzato italiano e in maniera netta, esentasse». È l’invito della direzione, riportato su un cartello esposto davanti a un supermercato accanto via Etnea, a Catania. Alla fine un grazie ai «clienti per la collaborazione». «ALLONTANANO I CLIENTI» - La vicenda è riportata dal quotidiano La Sicilia ed avviene nella centrale piazza Cavour, dove, secondo la direzione del supermercato, da tre anni è stanziale una famiglia di rom che «allontana i clienti indispettiti dall’insistenza». «Fa i nostri stessi orari di lavoro -raccontano - quando va in ferie mandadei parenti a sostituirli e minaccia chi si avvicina per mendicare». Sulla cifra incassata giornalmente da 60 a 80 euro, dal supermercato si dicono certi perché, spiegano, «a fine giornata vengono alle casse per chiedere di cambiare le monete con banconote».
CHIESTO AIUTO ALLE FORZE DELL’ORDINE - «Non siamo razzisti - precisano - ma vogliamo soltanto tutelarci: anche clienti che abitano qui vicino non vengono per evitare di subire la pressante richiesta di elemosina. Alcuni prendono le buste della spesa dei clienti e li accompagnano fino alle auto. Abbiamo chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, dei vigili urbani, ma ci dicono che è un problema dei servizi sociali del Comune. La nostra iniziativa - concludono dalla direzione - non è razzista, ma vuole essere uno stimolo a pensare e speriamo che chi può adesso agisca nel far rispettare le leggi».
 
All’inizio del Novecento, tuttavia, la grammatica incontrò un gigantesco ostacolo nella diffusione del pensiero autorevole di ➔ Benedetto Croce, secondo il quale la lingua era creazione individuale e le regole non avevano alcun fondamento scientifico. La grammatica fu declassata a pseudo-concetto, mero espediente pratico e didattico. La prima ampia e meditata Storia della grammatica italiana di Ciro Trabalza (1908), a tutt’oggi non sostituita (le sintesi più recenti sono di più agile formato: Patota 1993 e Fornara 2005), ebbe la ventura di uscire proprio nel pieno dell’affermazione del pensiero crociano: anzi l’autore aderì senza riserve ai principi di Croce, addirittura condannando la materia del proprio libro, il quale veniva presentato come destinato a mostrare in qual modo la storia della grammatica italiana equivalesse alla storia del fallimento e disfacimento di questa disciplina.
 
Il costo di queste macchine era ed è molto elevato, ma non tanto per l'acquisto, quanto per la gestione. Infatti, se il costo unitario è rimasto elevato (circa 30 miliardi di lire negli anni '80), ancora maggiore era il costo per il supporto di tale attività. Addestrare completamente un pilota inglese, agli inizi anni '80, ammontava a circa 2 milioni di sterline.
Per quanto riguarda l'AMI, il costo di preparazione di un pilota operativo ammontava attorno al 1992, con 500 ore di volo complessive sui vari apparecchi del sillabus operativo, a ben 5,5 miliardi di lire. Per il navigatore, con un totale di 260 ore erano richiesti 3,6 miliardi di lire italiane. Totalmente si trattava di un costo paragonabile a quello dell'acquisto di un cacciabombardiere come l'F-104S. Anche altri apparecchi richiedevano comunque un elevato investimento, nel caso dell'F-104 4,4 miliardi di lire italiane per pilota, 2,4 per un pilota di plurimotore, 2,1 per un elicottero[72].
Considerando la presenza media di almeno 1,5 equipaggi, ogni Tornado IDS richiedeva non meno di 12 miliardi per addestrate i piloti all'operatività. Anche per questo, l'annullamento del PA-100 monoposto, decisamente più leggero ed economico, fu un colpo molto duro per le finanze dell'Aeronautica militare, visto che il numero di macchine richieste venne mantenuto identico (100), e anche per questo si registrò un certo ritardo nel dotarsi di adeguati armamenti e sottosistemi. Il costo orario di un Tornado era all'epoca estremamente elevato, e molto superiore a quello di qualunque altro apparecchio dell'AMI: 34 milioni e 300.000 lire italiane all'ora.



Tra le osservazioni possibili, il fatto che l'F-104 costava appena un sesto del Tornado per ora di volo, e addirittura di meno del G-91Y. I G-91 Y costavano il triplo dei G-91T, i quali nonostante le elevate prestazioni erano meno costosi anche degli MB-339. I G-222, nonostante la capacità di carico dimezzata e il raggio pari ad un terzo, costavano i 3 quarti di un C-130H, e anche per questo non hanno avuto un successo commerciale lontanamente comparabile, essendo addirittura più costosi di un aereo a reazione DC-9. Le missioni più costose erano appannaggio degli Atlantic, capaci di volare anche per 10 ore consecutive. Altre considerazioni erano relative al costo delle macchine militari: un SF-260AM costava il 50% più di un modello civile SF-260C, per cui si sollevava il costo aggiuntivo delle macchine militari, quasi uguali a quelle civili.
Con 180 ore di volo necessarie per ciascun pilota il costo di volo era di oltre 6 miliardi all'anno, cosicché in poco più di 5 anni il costo di mantenimento di ciascun equipaggio equivaleva a quello dell'aereo nuovo, senza contare che necessitavano almeno 1,5 equipaggi per aereo, per un totale di circa quaranta equipaggi per gruppo, necessitanti di 240 miliardi annuali per l'attività di volo, senza considerare l'acquisto di armi ed equipaggiamenti e spese eccezionali, come danni dovuti alle collisioni con volatili a bassa quota.

 
Già ultranovantenne, il guru continuava a praticare due-tre ore di yoga al mattino ed era ancora in grado di realizzare per 30 minuti la sirsasana, la posizione sulla testa.
Decorato con il Padma Vibhushan, dal presidente della repubblica indiano Iyengar, che fu collocato fra le 100 persone piu’ influenti del mondo dal Time Magazine, lascia un figlio ed una figlia.
 
foto-imbarazzanti-spiagge-6.jpg
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto