Alla cortese attenzione di Tashtego

Ci sono gli ornitofili, che si infiammano di desiderio alla sola idea di un passero appoggiato sul davanzale, gli stigiofili, per cui la fantasia erotica per eccellenza è rappresentata dall’idea di trovarsi all’inferno, ma anche i climacofili, che si dice abbiano gli orgasmi più intensi mentre cadono dalle scale, e poi i savantofili, gli psicrofili, fino ai più comuni feticisti, pedofili, sadomasochisti.
PERV JESSE BERING

L’elenco delle devianze sessuali umane è lungo, lunghissimo, e leggendo PERV Viaggio nelle nostre perversioni di Jesse Bering, (in libreria dal 16 settembre), viene da chiedersi dove si trovi la maggioranza dei «normali», e soprattutto: che cosa è «normale»?

La domanda se l’è posta innanzitutto lui, Jesse Bering, scrittore e psicologo americano di trentanove anni, che nel suo profilo Twitter si definisce anche «Promiscuous mind», mente promiscua. E stando a quanto racconta, deve essergli sorta già quando era un ragazzino di dieci anni, mentre assisteva alle grigliate di famiglia nei verdi sobborghi di Washington D.C e ascoltava frasi del tipo «probabilmente l’Aids è solo un furbo stratagemma di Dio per liberarsi dei froci».

Gli ci è voluto un po’ per superare la paura di essere inseguito da Dio e fulminato all’istante, e una volta presa coscienza della propria omosessualità e del fatto che «ci sono delle buone ragioni per essere ottimisti sul futuro», ha pensato che scrivere un libro sulle devianze poteva essere un modo per ampliare l’orizzonte, e anche per cercare di capire «molti altri emarginati erotici che continuano a vivere nel terrore semplicemente perché sono quello che sono».

JESSE BERING
«Penso che la normalità sia innanzitutto una questione di numeri – ci dice Bering durante una conversazione via Skype dal suo studio in Nuova Zelanda – Parole come “normale” e “deviante” hanno a che fare con parametri statistici, ad esempio quelli che prendono in considerazione le percentuali con cui ci si riproduce. Allo stesso tempo sono termini evolutivi, che si modificano col modificarsi dei nostri comportamenti e delle società in cui viviamo».

Così si è modificato nel corso dei secoli lo stesso termine «pervertito», che nella seconda metà del 600 gli inglesi usavano prevalentemente negli ambienti rurali per descrivere una persona con forti capacità di seduzione e che dopo appena un secolo era già entrato di diritto nel gergo della criminologia forense per indicare uno psicopatico destinato o al carcere o al manicomio. «Per non parlare - aggiunge Bering - della diversa considerazione dell’omosessualità, dall’antica Grecia notoriamente apertissima sul tema, fino all’epoca vittoriana, dove era tutto un fiorire di specialisti desiderosi di curare, estirpare, correggere».

sesso anale
A proposito di correzioni, uno dei casi più clamorosi è quello di una bambina di nove anni, che nel 1894 fu portata dalla madre dal dottor Block, medico di New Orleans. La signora aveva sorpreso la figlia a masturbarsi, e una breve visita fu sufficiente a diagnosticare «un evidente caso di ninfomania» a cui seguì una clitoridectomia d’urgenza per risolvere il problema alla radice. «Ma la storia è disseminata di queste violenze, figlie della confusione tra moralità e medicina - ci dice ancora Bering - e chi può garantire che fra dieci anni non vengano giudicati altrettanto arretrati i canoni di “giustezza” individuati dai nostri specialisti?».

Anche il disgusto - a cui il libro dedica un interessantissimo capitolo - è un aspetto molto più carico di valore simbolico e sociale di quanto si pensi. E’ vero, ci sono cose che hanno un oggettivo potere disgustante, basti pensare a puzze, umori, secrezioni di vario genere, soprattutto se decontestualizzate da situazioni erotiche in senso lato.

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Ma cosa dire allora della pratica invalsa nell’oasi egiziana del Siwa, in cui un frullato di yogurt e sperma è considerato la bevanda più adatta da offrire a una ragazza che si intende conquistare (e lei non solo non chiamerà la polizia o altra autorità competente, ma se ne sentirà addirittura lusingata)?
 
Quando le proteine o i grassi reagiscono con lo zucchero si formano delle sostanze chiamate AGEs, ossia i prodotti terminali della glicazione avanzata. Questo processo può avvenire sia in modo naturale che durante il processo di cottura di un alimento come la carne.
E proprio la carne e i suoi vari metodi di cottura sono stati messi sotto accusa da un nuovo studio di essere un rischio per il cervello e lo sviluppo di malattie come l’Alzheimer.

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Icahn school of medicine di Mount Sinai (New York) e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), mostra che i modelli animali nutriti con una dieta con alto contenuto di AGEs arrivavano ad avere un aumento di pericolose proteine nel cervello e un danno alla funzione cognitiva, dimostrando che queste sostanze hanno la capacità di modificare i processi chimici cerebrali.

Mangiare carne cotta a fuoco vivo – che sia in padella, sulla griglia o in forno – può dunque far aumentare il rischio di demenza se, con questa si assorbono anche gli AGEs. Questi prodotti si ritiene possano far aumentare l’accumulo nel cervello di proteina beta amiloide, un noto marcatore per la malattia di Alzheimer e la demenza.
La dott.ssa Helen Vlassara e colleghi già sapevano che gli AGEs sono prodotti naturalmente in piccole quantità nel nostro organismo, ma il sovrappiù viene assunto per mezzo della dieta e, in particolare, con la carne cotta. Ed è proprio il sovrappiù a poter creare dei problemi.

La gran quantità di AGEs che ci ritroviamo a ingerire li ritroviamo nei prodotti a base di carne fritti, alla griglia o al forno, ma anche in prodotti lattiero-caseari che sono stati pastorizzati o sterilizzati.«Ingeriamo queste tossine in enormi quantità nel corso della nostra vita», ha commentato la dott.ssa Vlassara.
Il problema principale non è tanto l’assunzione di queste sostanze, ma l’accumulo, che con il tempo e l’età può promuovere l’infiammazione cronica nel corpo. E, come si sa, proprio l’infiammazione è implicata nei processi patologici e in malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Sebbene i ricercatori ritengano siano necessari ulteriori e approfonditi studi sull’uomo, ritengono anche che le persone non debbano aspettare ad apportare modifiche alla propria dieta, soprattutto perché ridurre i cibi ricchi di questi composti dannosi e mangiare più alimenti a base vegetale è generalmente considerato auspicabile se si vuole seguire una dieta più sana.
Questo non significa che bisogna per forza diventare vegetariani, sottolinea la dott.sa Vlassara, «Ma che si deve fare attenzione a ciò che si mangia e come lo si prepara».
A conclusione dello studio, gli autori segnalano che «la demenza legata all’età può essere causalmente collegata ad alti livelli di prodotti terminali di glicazione avanzata derivati dagli alimenti».
 
Via Radini Tedeschi, cane adulto uccide cucciolo


Nulla da fare, purtroppo, per il piccolo Apple Martin, questo il nome di un cucciolo Siberian Huski di tre mesi, aggredito domenica scorsa intorno alle 19 da un cane di razza American Staffordshire, mentre si trovava al guinzaglio del suo padrone lungo via Radini Tedeschi. Il cagnolino, intento a socializzare con i suoi simili, si è avvicinato ad una cancellata attratto dalla presenza di un altro cane all’interno di un giardino, ma improvvisamente quest’ultimo infilando il muso tra le sbarre lo ha afferrato tirandolo all’interno e lo ha aggredito a morsi.

L’aggressore, un Amstaff di taglia media, è stato subito richiamato dal suo proprietario all’interno dell’abitazione, mentre il cucciolo è stato immediatamente trasportato alla clinica veterinaria di via Beati, dove il veterinario di turno purtroppo non ha potuto che constatarne il decesso a causa delle lesioni subite.

Una pattuglia della Polizia Municipale, intervenuta sul posto su richiesta dei proprietari dei cani, ha effettuato i rilievi del caso, anche al fine di valutare eventuali responsabilità a carico del proprietario. Entrambi i cani sono risultati regolarmente registrati all’anagrafe canina e pare che l’American Stafford Shire non abbia mai avuto in precedenza comportamenti aggressivi in presenza di altri cani.
 
- Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati .” – David Rockefeller, 1991 – “lasciati prendere per mano dal bambino di Betlemme, non temere, fidati di lui, la forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale…” – Papa Benedetto XVI
 
Il topless, il lavoro da barista, il debutto emozionante con Montezemolo in politica. La ministra all'Istruzione Stefania Giannini racconta il suo lato privato in una intervista al Fatto quotidiano. Alla domanda "Si sente una bella donna?" risponde: "Magari posso piacere, posso affascinare. Le donne non devono mascherare la propria femminilità".
Ha fatto scalpore quest'estate la ministra fotografata al mare in topless: "Il paparazzo ha rubato un pezzo di me. Il prossimo anno andrò in montagna così sarà più faticoso fotografarmi". Ma rivendica con orgoglio il fatto di avere mantenuto un corpo naturale: "Vi siete accorti che la ragazza di campagna Stefania non è una donna rifatta".
 
Lo studio delle minacce che le derivavano dal mondo nella sua analisi di contesto non ne aveva selezionato il messaggio preoccupante, comunque neutralizzato nel diagramma immaginario dalla rilevanza attribuita erroneamente ai propri ritenuti punti di forza. Antonella Manzione.
 
Dalle parole della Kalhammer, emerge un quadro assai curioso di Hitler, come ad esempio, le sue sortite notturne in cucina per addentare una fetta della «torta del Fuehrer», un dolce a base di mele, nocciole e uva passa, che non doveva mai mancare. Non scendeva dal letto prima delle due di pomeriggio, anche quando i suoi generali tentarono di svegliarlo per avvertirlo che era in corso lo sbarco in Normandia.

Come regalo di Natale, la servitù riceveva gomitoli di lana, così potevano confezionare calzini per le truppe al fronte. Infine il personale dello chalet doveva salutare Eva Braun con un «Salve, misericordiosa signora». Spesso Kalhammer e le altre ragazze del personale avevano una serata libera che trascorrevano nel cinema privato di Hitler, dove Eva Braun amava guardare i filmati di propaganda interpretati dall'ex attrice Marika Roekk.
 
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