Alla cortese attenzione di Tashtego

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In Germania ha la fama di duro per il rigore nei conti pubblici: ma adesso il ministro Wolfgang Schauble si apre e racconta la durezza della sua vita sulla sedia a rotelle 22 anni dopo l'attentato terroristico che lo ha privato dell'uso delle gambe. "Ogni tanto dico agli altri disabili: tutte le persone hanno un handicap, noi almeno lo sappiamo". Raggiunto da tre proiettili sparati da un folle durante una manifestazione elettorale nell'ottobre del 1990, Wolfgang Schaeuble (Cdu), attuale ministro delle Finanze del governo Merkel II, parla per la prima volta con il magazine tedesco Capital dell'attentato che tuttavia non gli ha tolto la passione per la politica. Schaeuble, che finora si era sempre limitato a definire il tragico evento come "questa *****" ('diese Scheisse), prima dell'attentato era considerato il delfino dell'ex cancelliere Helmut Kohl. L'ex ministro dell'Interno, 70 anni, fu tra i negoziatori dell'accordo per la riunificazione tedesca, ma lo scandalo dei fondi neri della Cdu e il suo handicap diedero spazio alle ambizioni dell'attuale cancelliera. "Sono più resistente alle arrabbiature negli affari quotidiani", ha confidato il ministro, che dovette gestire l'apice della crisi finanziaria da un letto di ospedale.
Spesso però perde la pazienza, soprattutto quando i fotografi scattano immagini che lui ritiene "incredibilmente idiota". Poliziotti impediscono ai fotografi di ritrarlo mentre sale la rampa d'accesso per la sala plenaria del Bundestag o mentre spinge da solo la carrozzina.
 
L'inattività fisica è il "male d'Europa": causa circa mezzo milione di morti all'anno e "costa" oltre 80 miliardi di euro. A rivelarlo è il Cebr (Centre for Economics and Business Research), che ha esaminato le abitudini dei cittadini del Vecchio Continente. Secondo lo studio, gli italiani sono degli autentici "campioni di pigrizia": un terzo degli adulti dello Stivale non raggiunge infatti i livelli di attività fisica quotidiana raccomandati dall'Oms. Particolarmente allarmanti i dati sui giovani.Italiani pigroni - L'indagine del Cebr è stata commissionata da Isca (International Sport and Culture Association) e ha dedicato un focus specifico a Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Germania e Polonia. Nel nostro Paese a non svolgere una sufficiente attività fisica sono il 38% delle donne e il 28% degli uomini. Peggio di noi soltanto la Gran Bretagna, dove ad abbracciare la sedentarietà sono il 42% delle donne e il 40% degli uomini.

Pigri fin da piccoli - I dati diffusi dal Cebr diventano particolarmente allarmanti per quanto riguarda i giovani e i giovanissimi. Secondo l'Oms, i soggetti tra i 5 e i 17 anni dovrebbero svolgere almeno un'ora di attività fisica al giorno per godere di buona salute. Ma la realtà è che in Italia il 92% dei giovani dai 13 ai 15 anni non si avvicina neanche lontanamente a un simile "traguardo". In Europa a scegliere la sedentarietà è invece l'83% dei giovani.

Piccoli sforzi, grande risultato - Il "minimo sindacale" di esercizio fisico giornaliero stabilito dall'Oms è stabilito in una ventina di minuti, per un totale di 150 minuti settimanali. Si tratta di uno "sforzo" minimo che però potrebbe salvarci la vita, riducendo notevolmente il rischio di morte prematura e dell'insorgenza di malattie cardiovascolari, tumori e diabete. L'Organizzazione precisa anche che bastano anche piccoli semplici gesti quotidiani: passeggiare un po' più a lungo con il cane, scegliere le scale invece dell'ascensore oppure camminare a passo più svelto.
 

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