Certificati di investimento - Capitolo 10

Da about markets

Prima reazione del mercato alla cattura di Maduro





Buongiorno a tutti e buon inizio settimana. Partiamo subito con quello che è successo durante il weekend e i suoi effetti sulle asset allocation.





• Produzione Venezuela: dove siamo oggi


Il Venezuela produce oggi circa 0,9–1,0 milioni di barili/giorno, contro oltre 3 mb/g a metà anni 2000. Le esportazioni sono già sotto pressione: stoccaggi pieni, flussi bloccati e sanzioni ancora formalmente in vigore. Nel breve il petrolio venezuelano non rientra rapidamente sul mercato globale, soprattutto verso la Cina.





• La stima di Goldman Sachs


Goldman assume come scenario base una produzione stabile a ~0,9 mb/g nel 2026.


– Produzione –0,4 mb/g → Brent 2026 stimato ~58$/b


– Produzione +0,4 mb/g → Brent 2026 ~54$/b





Nel lungo periodo lo scenario più rilevante è il 2030: Venezuela a 2 mb/g implica –4$/barile sul Brent rispetto allo scenario base.


Conclusione: evento strutturalmente ribassista per il petrolio.





• Equity oil USA reagisce, non il prezzo del greggio


Il mercato sta prezzando l’accesso futuro alle riserve, non un rischio geopolitico immediato. In pre-market e overnight:


– Chevron (CVX) +11%


– ConocoPhillips (COP) +10%


– Exxon Mobil (XOM) +7%


– Valero (VLO) +11%





Oltre +100 miliardi USD di market cap aggiunta complessiva: Wall Street legge il Venezuela come supply story, non come shock.





• La questione Delcy Rodríguez


La vicepresidente venezuelana ha aperto a una cooperazione “bilanciata e rispettosa” con gli Stati Uniti. Segnale rilevante per i mercati: non vuoto di potere, ma possibile assetto transitorio con continuità operativa sulle infrastrutture petrolifere. Riduce il rischio di disruption prolungata.





• Contesto di mercato


Petrolio debole (~-0,6%), oro (+2%) e argento (+3,5%) in forte rialzo, indici azionari positivi (Asia forte, Nikkei in testa), dollaro stabile. La protezione non passa dall’energia, ma dagli asset reali.





• Rare earths: tema sottovalutato ma strategico


Il Venezuela possiede depositi significativi ma largamente inesplorati di terre rare, concentrati nell’Orinoco Mining Arc.


Fonti governative stimano ~300.000 tonnellate metriche, per un valore potenziale >200 miliardi USD una volta avviata l’esplorazione.


Sono gli stessi elementi che hanno quasi portato gli USA a valutare dazi al 100% contro la Cina lo scorso ottobre. Con l’AI revolution in accelerazione, il valore strategico di queste risorse è in forte aumento. Trump ha più volte sottolineato il ruolo delle terre rare per la sicurezza nazionale (Cina, Ucraina): il Venezuela potrebbe diventare il prossimo focus geopolitico e industriale, non solo energetico.





IMPLICAZIONI





• Energia


Rischio strutturale al ribasso sui prezzi nel medio-lungo periodo. Meglio evitare esposizioni direzionali al petrolio come hedge geopolitico, troppa volatilità.





• Oil equities


Le major USA beneficiano di opzionalità geopolitica e accesso alle riserve, non del prezzo del barile.





• Materie prime reali


Oro e argento tornano centrali come copertura sistemica. Il mercato sta distinguendo chiaramente tra energia ciclica e beni reali strategici.





• Critical minerals / rare earths


Tema destinato a riemergere rapidamente. Venezuela (insieme a Ucraina e Cina) entra nel radar USA come snodo chiave della supply chain AI-industriale. Approccio selettivo e di lungo periodo.





• Asset allocation


Scenario coerente con bassa inflazione energetica, alta volatilità geopolitica e dispersione settoriale.





La gestione attiva e la selezione tematica fanno la differenza.
 
Io non riesco a capire tutti questi festeggiamenti. Il deus ex machina ha già detto che l'opposizione è fuori dai giochi e ha dato fiducia (seppure condizionata) all'ex vice-presidente (con cui magari aveva già fatto qualche accordo sottobanco). Speriamo bene, ma non so che gran miglioramenti ci potranno essere per il popolo...
condivido il tuo pensiero, forse una spiegazione potrebbe essere che tutto ciò che accadrà non potrà mai essere peggio del regime di Maduro... Speriamo in bene e che qualcuno blocchi l'imperialismo americano anche se sono consapevole che la mia è una utopia. Ci prepariamo ad un nuovo assetto dell'ordine mondiale, con la spartizione delle nuove regioni di influenza da parte dei due autocrati ... con qualche briciola alla Cina
 
condivido il tuo pensiero, forse una spiegazione potrebbe essere che tutto ciò che accadrà non potrà mai essere peggio del regime di Maduro... Speriamo in bene e che qualcuno blocchi l'imperialismo americano anche se sono consapevole che la mia è una utopia. Ci prepariamo ad un nuovo assetto dell'ordine mondiale, con la spartizione delle nuove regioni di influenza da parte dei due autocrati ... con qualche briciola alla Cina
Correggetemi se sono in errore, ma dal dopoguerra ad oggi, anche se tale condizione non mi rende sicuramente felice, non abbiamo vissuto secondo questa impostazione?
 

Trump: 'Siamo noi a controllare il Venezuela'. E minaccia anche Colombia e Messico


E il buon Tajani parla di "intervento legittimo"...
 
Stellantis si porta nei pressi di area 9,9 ma viene ricacciata indietro ...

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