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Ricostruzione Ucraina, duello Usa-Ue sugli asset russi
- di: Vittorio Massi
11/12/2025
Dai 200 miliardi congelati al mega data center a Zaporizhzhia: il piano di Trump che spacca l’Occidente tra chi vuole riaprire a Mosca e chi punta a far pagare il conto al Cremlino.
La guerra in Ucraina è entrata nella fase in cui le mappe economiche contano quanto quelle militari. Sul tavolo non ci sono solo confini, ma la gestione di oltre 200 miliardi di dollari di asset russi congelati, il futuro della ricostruzione ucraina e, soprattutto, il ruolo che la Russia avrà nell’economia globale dopo il conflitto.
Al centro dello scontro ci sono Stati Uniti ed Europa, formalmente alleati, ma oggi divisi da visioni quasi opposte. Da un lato la nuova amministrazione Trump immagina un grande affare globale che coinvolga Wall Street e, a tappe forzate, riporti Mosca nel circuito economico occidentale. Dall’altro, le capitali europee lavorano a un prestito di guerra per Kiev garantito dagli asset russi, con l’obiettivo di non ridare fiato alla macchina economica del Cremlino.
La frattura, resa pubblica nelle ultime ore da rivelazioni del Wall Street Journal, non è solo tecnica: dietro ci sono interessi industriali enormi, strategie energetiche divergenti e visioni incompatibili sul modo di chiudere – o congelare – la guerra.



